È l’ennesimo disegno di legge per “riordinare” il mondo del gioco d’azzardo, solo che questa volta viene direttamente dall’Agenzia dei Monopoli. Autore dell’infortunio è il senatore del Pd Franco Mirabelli, primo firmatario di disegno di legge che riprende il progetto di “riforma dell’azzardo legale” già elaborato in passato dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta. Anche in questo caso la riforma dell’azzardo altro non è che un tentativo di togliere poteri agli amministratori locali sull’argomento slot, in cambio di un fondo buone cause da 200 milioni.

Solo che, come raccontato dal quotidiano Vita.it, il file word di quel disegno di legge su slot e azzardo non era stato prodotto dal senatore democratico, ma risultava intestato a Italo Volpe capo dell”ufficio amministrativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In pratica il ddl di Mirabelli non solo riprendeva il decreto Baretta, ma aveva proprio la stessa origine.

Il senatore, però, non si scompone. “Era chiaro sin dall’inizio – dice Mirabelli intervistato da Vita.it – non è infatti mai stato nascosto, che abbiamo presentato un disegno di legge che voleva tradurre, migliorando alcuni aspetti il testo a cui era arrivato il lavoro del sottosegretario Baretta sul decreto scaduto. Non capisco dunque lo stupore nell’apprendere che il testo arrivi dall’Ufficio Legislativo del Mef, che è l’ufficio competente. Sarebbe bastato andare a vedere i testi del decreto che si sono succeduti per capire che quello era il punto di partenza. Da quel punto di partenza noi abbiamo poi tradotto quel decreto in un disegno di legge”. Il fatto che il suo ddl sia firmato da tale Volpe non interessa minimamente Mirabelli. “Non so chi sia e non mi interessa. So solo che è la persona che è a capo dell’Ufficio legislativo del Mef e che ha contribuito con Baretta a costruire quel decreto”.

Sulla vicenda il Movimento 5 Stelle ha annunciato che presenterà un’interrogazione a firma del senatore Giovanni Endrizzi. “Non riuscendo”, ha detto, “a far passare queste ed altre ‘azzardate’ grazie all’operazione trasparenza avviata dal M5S che ha affondato la delega fiscale sui giochi, ora ritentano tramite Mirabelli e soci. La via seria è invece ripartire dalla legge della commissione Affari Sociali della Camera condivisa dell’intergruppo contro l’azzardo e discutere la legge parlamentare con le associazioni ed i sindaci no-slot”.