«Siamo lieti di invitarLa alla cena di sostegno alla Fondazione Italianieuropei…». L’appuntamento è per il 17 giugno nella prestigiosa cornice del seicentesco Palazzo Rospigliosi, a due passi dal Quirinale, che ospita ancora oggi due gallerie d’arte private con opere di Botticelli, Signorelli, Carracci e Guercino. E, a proposito di artisti, non mancheranno neppure i grandi maestri della cucina italiana, come gli chef Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani.

«Per gli amici della Fondazione sarà quello il momento per incontrarsi e contribuire al lavoro futuro di Italianieuropei attraverso una sottoscrizione a partire da 1.000 euro». Insomma, una cena di raccolta fondi per finanziare l’attività della fondazione di cultura politica nata nel 1998 e presieduta dall’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, con l’obiettivo, recita il sito di Italianieuropei, della «promozione competitiva di nuove classi dirigenti nella politica e nell’economia». Ma chi saranno i partecipanti al prestigioso convivio? Difficile dirlo, perché sui sostenitori economici del think tank non se ne sa molto.

«La lista dei finanziatori della fondazione Italianieuropei è per il 90% pubblica, l’altro 10% no per ragioni di privacy », aveva assicurato, a metà aprile scorso, proprio D’Alema ospite ad “Otto e Mezzo” spazzando via le polemiche in merito alla trasparenza nel flusso di finanziamenti indirizzato alla fondazione che presiede. Eppure, presso la prefettura di Roma, la fondazione Italianieuropei ha depositato i bilanci fino al 2011 e dei finanziatori neanche l’ombra. Adesso la cena di sostegno per la raccolta fondi. Raccolta alla quale, visti i “prezzi” («sottoscrizione a partire da 1.000 euro») è difficile immaginare che possano partecipare simpatizzanti a basso reddito.

A proposito, il conto si paga in anticipo. «Per partecipare è necessario confermare la propria presenza contattando la segreteria della Fondazione e versare prima della cena la quota di adesione». Segue Iban per il bonifico. Causale, ovviamente, «cena di sostegno».