Il Parma Calcio è ufficialmente in vendita. Entro il 6 maggio saranno raccolte le offerte per l’acquisizione del club dichiarato fallito lo scorso 19 marzo e ora in esercizio provvisorio in mano ai curatori fallimentari. Il prezzo base di gara è stato fissato a 20 milioni di euro, ma potrebbe ribassarsi ulteriormente del 25% e anche oltre, nel caso non vi fossero manifestazioni di interesse. A sorpresa però, il primo a farsi avanti per ricomprarlo (finora solo a parole, come sua consuetudine), è proprio il suo ultimo presidente Gianpietro Manenti. L’ex numero uno della società sportiva che prometteva di salvare il club ducale dal fallimento e finito poi in manette lo scorso 18 marzo alla vigilia del default sancito dal Tribunale, con l’accusa di reimpiego di capitali illeciti, ha fatto sapere dalla sua casa a Limbiate, dove si trova ai domiciliari, di essere disponibile a rimettere le mani sulla squadra crociata.

“Lui dice che ce la può fare – ha detto il suo avvocato Antonio Palmieri – puntiamo a una ristrutturazione del debito”. Il 21 aprile il legale ha rappresentato il suo assistito all’udienza prefallimentare di Eventi Sportivi, società controllante del Parma Fc, che possiede il 90% delle azioni e il centro sportivo di Collecchio, dove si svolgono gli allenamenti della squadra. Come per l’azienda calcistica, la Procura di Parma ha presentato istanza di fallimento anche per la società, di cui oggi titolare risulta ancora Manenti. Il presidente aveva annunciato di voler partecipare all’udienza, ma alla fine si è presentato solo il suo avvocato, che ha chiesto che sia il tribunale di Brescia, dove è registrata Eventi Sportivi, e non quello di Parma, ad occuparsi del caso. Il legale ha inoltre richiesto un termine temporale per la presentazione di un concordato, che farebbe slittare il fallimento della società almeno di altri 60 giorni. Secondo l’avvocato, Manenti non è coinvolto nell’inchiesta di Roma che ha portato al suo arresto: “Gli viene contestato un reato tentato, non commesso, lui non c’entra nulla”. Tanto che il patron, secondo quanto dichiarato, sarebbe già pronto a rientrare in scena, anche dai domiciliari.

Per ora si aspettano le offerte dei possibili nuovi proprietari della squadra crociata, che per 20 milioni, o in extremis a meno della metà della somma, se per mancanza di acquirenti si dovesse arrivare all’ultima data di vendita fissata per il 28 maggio, potrebbero portarsi a casa l’azienda sportiva comprensiva dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori professionisti e del settore giovanile, del marchio Parma Fc e del suo sfruttamento commerciale, oltre che dei contratti e dei crediti della società, dell’archivio audio video, di trofei e attrezzature. Esclusi dalla transazione invece sono il titolo sportivo Figc, i crediti antecedenti alla data della vendita dell’azienda e i debiti del Parma Fc maturati fino alla data dell’acquisto, ad eccezione del debito sportivo, che invece toccherà al nuovo proprietario insieme al club crociato.