Costrette al matrimonio con i terroristi e poi uccise e gettate in fosse comuni. Sembra essere stato questo il destino di decine di donne, secondo alcuni media locali, i cui corpi – in alcuni casi mummificati e decapitati – sono stati scoperti dall’esercito nigeriano che lunedì 16 marzo ha riconquistato il villaggio di Bama, secondo città del Borno, finito nelle mani di Boko Haram.

L’ultima atrocità compiuta dagli attivisti islamici in Nigeria è stata portata a termine prima di una battaglia con l’esercito regolare. I miliziani, dopo aver ricevuto la notizia di un imminente attacco da parte delle truppe nigeriane, hanno deciso di scappare verso Gwoza. Prima di ritirarsi hanno trucidato le loro mogli-schiave per evitare che queste si risposassero con i non credenti.

Il massacro delle donne è iniziato una decina di giorni prima che Bama venisse liberata. E alle consorti che chiedevano pietà, gli islamisti avrebbero detto che solo così facendo loro sarebbero rimaste pure fino a quando non si sarebbero di nuovo incontrati in cielo, dove si sarebbero riuniti. Alcuni uomini di Boko Haram si sarebbero comunque rifiutati di uccidere le loro mogli e sarebbero fuggiti nello stato di Yobe. I cadaveri delle donne sono stati scoperti dall’esercito nigeriano in alcuni pozzi. Pile di corpi mutilati sarebbero stati ritrovati anche lungo le rive del fiume Bama.

Il villaggio in passato è stato bersaglio delle incursioni dei terroristi con morti e distruzione di edifici. Un anno fa il raid Boko Haram causò almeno 60 morti. Boko Haram (il cui nome significa “i costumi occidentali sono peccato”) conducono da anni una campagna di terrore per imporre la sharia. Ma le loro azioni sono dirette contro i civili dei villaggi.

Il governo non è mai riuscito a contenere la violenza degli estremisti islamici e la violenze hanno anche indotto a rinviare la data delle elezioni che dovevano tenersi a febbraio. Negli ultimi mesi gli uomini del gruppo terroristico hanno tentato di conquistare la capitale dello Stato di Borno, Maiduguri, ma hanno subito una delle rare sconfitte – come la riconquista di alcuni villaggi da parte dell’esercito regolare –  perdendo anche 200 miliziani durante gli scontri. Gli abitanti sopravvissuti agli attacchi dei terroristi fuggiti nella foresta hanno raccontato di miliziani che entrano nei centri abitati a colpi di mitra, lanciando bombe a mano e che hanno “sgozzare come agnelli donne e bambini”.