Ho partecipato venerdì mattina, all’auletta dei gruppi parlamentari, a un’ottima iniziativa promossa dal Movimento Cinque Stelle, che ha avuto ad oggetto principale l’esperienza compiuta da vari Paesi latinoamericani (Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua e vari Stati insulari delle Antille) nell’ambito dell’Alianza boliviariana para las Americas (Alba).

Iniziativa più che mai opportuna, data la crisi apparentemente priva di vie d’uscita che attanaglia attualmente l’Unione europea e impone a tutte le persone oneste e consapevoli di cercare possibili alternative alla sua agonia perniciosa.

Hanno partecipato un grande conoscitore e amico dell’America Latina come Gianni Minà, economisti militanti da tempo impegnati su questi argomenti come Luciano Vasapollo e Joaquin Arriola, il segretario generale dell’Alba, il venezuelano Bernardo Alvarez, il Viceministro Affari Esteri del Nicaragua, Veronica Rojas Berrios, e i rappresentanti diplomatici di Ecuador, Bolivia e Cuba.

L’esperienza dell’Alba è interessante e va attentamente studiata, dato che rappresenta una risposta in positivo alle due principali problematiche che stanno determinando l’attuale stallo dell’Unione europea. In primo luogo la sua impostazione esclusivamente mercatocentrica ed economicista, in secondo luogo la sua incapacità di superare gli squilibri geografici e territoriali, anzi fortemente aggravati dall’introduzione dell’euro in mancanza di strumenti politici ed economici di riequilibrio e compensazione.

Su entrambi questi punti l’Alba, non dovendo soggiacere alla deleteria ideologia liberista, si trova agli antipodi. Viene infatti data importanza preminente all’essere umano, con progetti di cooperazione sociale nei settori di sanità, istruzione, ambiente, cultura, ecc., che costituiscono la vera stella polare dell’organizzazione. Gli squilibri vengono affrontati privilegiando le parti più deboli e attuando meccanismi di compensazione sia sul piano commerciale che su quello finanziario.

Su di un piano più generale l’Alba è espressione della rinascita dell’America Latina che ha finalmente deciso di scrollarsi di dosso la dominazione imperialista degli Stati Uniti e i suoi frutti perversi, dalle dittature fasciste degli anni Settanta al liberismo selvaggio degli anni Ottanta e dell’inizio degli anni Novanta. Essa nasce su iniziativa di due grandi rivoluzionari dei nostri tempi, Hugo Chavez e Fidel Castro, e riflette le aspirazioni dei movimenti sociali attivi in tutto il continente, siano essi indigeni, contadini, operai, studenti, ecc.

Non è un caso che ogni sforzo venga oggi tentato da parte degli Stati Uniti per soffocare questa esperienza, con il ricorso ai soliti strumenti vietati dal diritto internazionale, come l’ingerenza negli affari interni, il finanziamento del terrorismo, la promozione del colpo di Stato e le minacce di intervento militare, specie per quanto riguarda il Venezuela che ne è  uno dei cuori pulsanti.

L’Alba e il Venezuela vanno difesi. E bisogna cominciare a pensare a un possibile trapianto dei principi ispiratori di questa esperienza anche in Europa, di fronte al fallimento dell’Unione europea, che condanna oggi tutto il continente, e in particolare la sua parte meridionale, alla disoccupazione di massa, specie giovanile, e alla crescente negazione dei diritti sociali fondamentali. Un territorio e dei popoli privi di difese, divenuti terreni di caccia per le imprese private attente esclusivamente al proprio profitto. Uno scandalo e uno spreco cui va posta fine a tutti i costi e quanto prima possibile.

Quest’esperienza costituisce uno stimolo alle migliori forze presenti in Europa, come Podemos e Syriza per costruire finalmente un’alternativa all’attuale sfracello Made in Germany. Bisogna pertanto apprezzare e ringraziare il Movimento Cinque Stelle per averla organizzata, e darvi un seguito costante, proficuo e costruttivo, costruendo l’unità fra tutte le forze che esprimono la crescente insoddisfazione e il crescente sconcerto della grande maggioranza dei popoli europei. Schieramento del quale il Movimento Cinque Stelle, con le sue peculiarità, è, come ho sempre detto, parte vitale e insopprimibile.