Domenica 22 febbraio rischia d’essere una data da segnare in rosso nel racconto di questa stagione. Non solo a causa del pasticcio di Parma-Udinese. Ma anche perché mentre la Juventus corre, la Roma affoga ancora e scivola a 9 punti dalla vetta a due settimane dallo scontro diretto per quella che dovrebbe essere la lotta-scudetto. Dovrebbe, perché i giallorossi non vanno oltre l’1-1 al Bentegodi inanellando il sesto pareggio nelle ultime sette partite. Un passo zoppo che scolorisce il testa a testa per la vetta. In questo momento, semplicemente, non esiste. È molto più concreta la possibilità che la Lazio provi a inserirsi nella lotta per il terzo posto: i biancocelesti sembrano aver smaltito il periodo nero e mettendo sotto il Palermo, nonostante le amnesie difensive, salgono momentaneamente al quarto posto. In serata la Fiorentina non va oltre il pari interno con il Torino di Ventura. Tre punti in tasca anche per il Milan: un gol per tempo al Cesena e panchina di Inzaghi salva. Se cercate lo spettacolo, però, state alla larga da San Siro. Può andarvi meglio al Castellani, dove l’Empoli di Sarri strapazza il Chievo Verona con un super Maccarone, bravo a finalizzare l’enorme mole di gioco costruita dal duo ValdifioriVecino. La vittoria dei toscani avvicina la salvezza e conferma la bontà del gioco azzurro. Domani tocca a Napoli (può portarsi a -3 dalla Roma) e Inter, martedì si recupera il derby di Genova, rinviato ieri per impraticabilità del campo.

 RISULTATI (tra parentesi gli assist)

JUVENTUS-ATALANTA 2-1: 25’ Migliaccio (Emanuelson), 39’ Llorente, 45’ Pirlo (Marchisio)
Ammoniti: Padoin, Pereyra, Marchisio, Lichtsteiner, Morata (J); Baselli, Migliaccio, Bellini (A)

• Se la vittoria aggiunge fieno alla cascina bianconera, la prestazione contro l’Atalanta accresce le preoccupazioni in vista della Champions League. Per la seconda partita consecutiva la Juventus cade prima di esplodere. Un record, tenendo conto che in tutto il girone d’andata avevano giocato appena dieci minuti in svantaggio nel punteggio. Venerdì ci ha provato Migliaccio a incrinare il dominio della Vecchia Signora. E solo un quarto d’ora dopo Llorente ha risollevato la squadra di Allegri. Nell’ultimo test prima della sfida al Borussia Dortmund, il tecnico livornese prende atto del momento ‘no’ dal punto di vista atletico. Soprattutto del centrocampo, snodo cruciale per le fortune bianconere. Vidal out – e ancora in dubbio per martedì – ma non solo. Perché Pogba non è bello da spellarsi le mani come a gennaio e anche mentalmente sembra in un momento a bassa tensione. Due uomini chiave dello scacchiere, dove torna ad essere centro gravitazionale Andrea Pirlo, autore del gol che spinge la Roma a 9 punti di distanza. La marcia verso il G8 dell’Europa passa, ancora una volta, dal rendimento del sempreverde metronomo azzurro.

GENOA-SAMPDORIA (rinviata al 24/2 per impraticabilità del campo)

EMPOLI-CHIEVO 3-0: 22’ Rugani (Valdifiori), 46’ Maccarone (Vecino), 67’ Maccarone (Vecino)
Ammoniti: Radovanovic, Botta (C)

LAZIO-PALERMO 2-1: 25’ Dybala, 33’ Mauri, 78’ Candreva
Ammoniti: Parolo, Radu, Mauricio (L); Quaison, Jajalo (P) Espulsi: Barreto

• Ubriacante e trascinatore, Antonio Candreva graffia e segna la partita. Forse, anche la stagione della Lazio. Perché i biancocelesti si prendono momentaneamente il quarto posto, dimostrano di avere qualità da vendere in fase offensiva e scacciano il periodo più difficile della stagione. E hanno testa e cuore per rialzarsi, anche dopo il vantaggio di Dybala nato da un erroraccio di Mauricio. Una svirgolata di De Vrij e un colpo di testa da brivido di Radu rischiano di far scivolare definitivamente la Lazio ma, passata la buriana, salgono in cattedra Mauri e Candreva. Il capitano firma il pareggio alla mezz’ora, sfiora il raddoppio e si inventa un assist al volo per Keita che non trova la deviazione sotto porta. Poi l’esterno, attivissimo, inserisce le marce alte. Regala quantità e qualità a Pioli in un crescendo che culmina con una serpentina sgusciante conclusa con un tiro a giro sotto l’incrocio. Il gol (bellissimo) stordisce il Palermo, insolitamente moscio nonostante il gol di Dybala avesse messo la partita sui binari più congeniali ai rosanero che fanno un passo indietro dopo la vittoria sul Napoli.

MILAN-CESENA 1-0: 22’ Bonaventura, 92’ Pazzini (rig)
Ammoniti: Bocchetti (M); Lucchini, Nica, Volta (C)

• Tre punti in tasca e pedalare. Per il resto, il Milan non si discosta molto da quello visto negli ultimi due mesi. Ma contro il Cesena – come già successo contro il Parma – basta un minimo di accortezza difensiva e un paio di episodi in fase offensiva per insaporire il brodino che i rossoneri stanno cucinando in questa stagione. Gli uomini di Inzaghi – per il momento salvo – quanto meno entrano in campo con cattiveria e chiudono i romagnoli in un angolo. Passano subito in vantaggio con Poli (annullato per fuorigioco) ma trovano ancora il gol con una botta di Bonaventura dopo venti minuti. Paure e insicurezze affollano la mente dei rossoneri, senza Honda e Cerci per scelta tecnica e ancora costretti a reinventarsi in difesa. E deve pensarci Abbiati a salvare il vantaggio poco prima dell’intervallo parando d’istinto una volée di b. Nel secondo tempo ancora l’ex centrocampista dell’Atalanta sfiora il raddoppio, poi Inzaghi vira verso il 4-4-2 per evitare sorprese che non arrivano anche grazie al rigore (generoso, molto) trasformato da Pazzini in pieno recupero poco prima di un pasticcio RamiAbbiati che avrebbe avuto il sapore della beffa. Per il resto, poco da segnalare se non i fischi rivolti a Menez, travolgente per tecnica ma irritante nel ricercare costantemente l’uno contro tutti.

VERONA-ROMA 1-1: 26’ Totti, 38’ Keita (aut)
Ammoniti: Jankovic, Juanito Gomez, Toni (V); Cole, Manolas, Nainggolan (R)

• Non basta il quinto gol stagionale di Francesco Totti né incrociare una squadra reduce da quattro sconfitte nelle ultime cinque partite per risollevare la Roma. A Verona i giallorossi si fanno raggiungere per l’ennesima volta e scarrocciano a nove punti dalla Juventus. La lotta scudetto rischia d’essere chiusa non solo virtualmente. A condannare la squadra di Garcia sono le consuete paure e una forma fisica che continua a latitare. Per abbattere il muro alzato da Mandorlini (un 5-4-1 camuffato da 4-3-3) la Roma deve affidarsi alle invenzioni dei singoli. Va bene al capitano a metà del primo tempo, meno a Ljajic su punizione (traversa). E allora il Verona ne approfitta con Jankovic: colpo di testa dell’esterno e doppia deviazione decisiva di Astori-Keita. Per la quarta volta consecutiva i giallorossi subiscono gol in trasferta e rischiano grosso nel secondo tempo su una conclusione di Juanito Gomez. Subito dopo è Torosidis a dover salvare tutto su una doppia conclusione di Ionita e Hallfredsson. Ritmo basso, poche emozioni e Roma sempre più triste. Se domani il Napoli batte il Sassuolo si porta a meno tre. Garcia deve guardarsi le spalle.

FIORENTINA-TORINO 1-1: 85′ Salah (Gilardino), 87′ Vives

NAPOLI-SASSUOLO 2-0: 61′ Zapata, 70′ Hamsik (Zapata)

CAGLIARI-INTER 1-2: 47′ Kovacic, 68′ Icardi (Menez), ’74 aut. Carrizo

PARMA-UDINESE (rinviata a data da destinarsi per i problemi economici del club emiliano)

 

CLASSIFICA (*una partita in meno)
Juventus 57
Roma 48
Napoli 45
Lazio 40
Fiorentina 39
Inter 35
Genoa 35*
Sampdoria 35*
Milan 33
Palermo 33
Torino 33
Sassuolo 29
Udinese 28*
Empoli 27
Verona 25
Chievo 24
Atalanta 23
Cagliari 20
Cesena 16
Parma 10*

Parma un punto di penalizzazione