Mancano poche ore all’incontro di Minsk per mettere a punto un piano di pace per l’Ucraina e Barack Obama, a telefono con Vladimir Putin, lo ha invitato a cogliere l’opportunità presentata dai colloqui nella capitale bielorussa, altrimenti, si legge in un comunicato della Casa Bianca, “i costi per la Russia aumenteranno”. Il presidente americano, nel colloquio telefonico, ha anche denunciato che le ripetute violenze nel Paese sono causate dal protrarsi del sostegno della Russia verso i separatisti. Nel frattempo, proprio a Minsk, sono in atto le ultime trattative notturne del gruppo di contatto, che vede impegnati i rappresentanti ucraini, di Mosca, Osce e separatisti filorussi.  Se gli Stati Uniti decideranno di armare l’esercito di Kiev ci sarà “un’ulteriore escalation del conflitto”, ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, che tuttavia, parlando di una possibile reazione del Cremlino, ha messo in conto anche l’azione attraverso “strumenti diplomatici“. Barack Obama ha infatti avanzato l’ipotesi di fornire armi all’Ucraina se la via diplomatica dovesse fallire. E lo ha detto anche davanti alla cancelliera tedesca Angela Merkel, ricevuta nello Studio Ovale della Casa Bianca, che dal canto suo ha ribadito il ‘no’ a qualsiasi soluzione militare della crisi.

Il portavoce di Mosca Dmitri Peskov ha inoltre precisato che i progetti di inasprire le sanzioni contro la Russia e di fornire armi alle truppe di Kiev “sono passi che purtroppo sono diretti verso la destabilizzazione”. Il Cremlino ribadisce la sua volontà di trovare una soluzione di pace e a questo scopo il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, in un messaggio scritto in occasione del “giorno dei diplomatici”, sottolinea la volontà di Mosca di promuovere trattative dirette tra Kiev e i separatisti.

In attesa del vertice tra Hollande, Merkel, Putin e Poroshenko che mercoledì 11 febbraio dovrebbe tenersi a Minsk in Bielorussia per la cessazione delle ostilità, il governo ucraino si è detto “cautamente ottimista”, anche se, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri, si deve “anche pronti al peggior scenario”. Secondo il diplomatico, il summit di domani comunque “non è l’ultima chance” per trovare “una soluzione pacifica” al conflitto.

Scontri a Mariupol – La guardia nazionale dell’Ucraina ha lanciato un’offensiva contro i separatisti filorussi vicino a Mariupol, nel sudest del Paese. Ma sul fronte russo, più di 600 militari russi della Flotta del Mar Nero – riferisce l’agenzia Ria Novosti – hanno cominciato delle esercitazioni nella penisola di Crimea e circa 2.000 soldati russi hanno iniziato delle esercitazioni militari nel sud-ovest della Russia in vista dell’incontro di Minsk.

E le vittime del conflitto continuano ad aumentare. Il portavoce delle forze armate di Kiev, Vladislav Selezniov, fa sapere che negli ultimi due giorni sono stati uccisi in combattimento sette militari delle truppe governative, mentre altri 23 sono rimasti feriti. L’amministrazione comunale di Donetsk, roccaforte dei separatisti, denuncia invece la morte di due civili e il ferimento di altri 12. Bombardamenti sarebbero tuttora in corso sulla città.