Per Legambiente si tratta di “un ulteriore passo verso un’Italia Ogm free”. Esulta anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che parla di “una nuova vittoria per l’agricoltura di qualità, quindi per il Veneto e per i suoi agricoltori”. In attesa che il governo – come auspicano l’associazione ambientalista e il vicepresidente commissione Agricoltura Camera dei deputati Adriano Zaccagnini – metta a punto “l’ufficializzazione della proroga del decreto per il divieto di coltivazione del mais ogm Mon810” il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’imprenditore Giorgio Fidenato che aveva impugnato il provvedimento dell’esecutivo che vieta la coltura del mais geneticamente modificato in Italia. Quindi la coltivazione di Ogm nel nostro Paese rimane vietata.

L’agricoltore friulano – leader di Agricoltori Federati, favorevoli agli Ogm – più volte aveva tentato di seminare mais transgenico nel proprio campo sfidando il governo e la Regione Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento per il divieto di coltivazione era stato in ogni caso prorogato per altri 18 mesi con un nuovo decreto. E la Commissione europea sta intanto lavorando per rivedere, entro la fine di aprile, il futuro processo decisionale sugli Ogm nell’Unione europea.

La sentenza del Consiglio di Stato ha ricordato che in attesa dell’adozione delle misure comunitarie, “lo Stato membro può decidere se e per quanto tempo mantenere in vigore le misure d’emergenza nazionali adottate”. Ancora, il giudice riconosce che i Ministeri della Salute, dell’Agricoltura e dell’Ambiente hanno “correttamente ritenuto che il mantenimento della coltura del mais Mon 810 senza adeguate misure di gestione non tutelasse a sufficienza l’ambiente e la biodiversità, così da imporre l’adozione della misura di emergenza contestata“. Già lo scorso giugno, il Coordinamento tutela biodiversità FVG aveva organizzato un presidio davanti alla Regione per protestare contro l’iniziativa di Fidenato, che provocava gravi danni a chi utilizza sementi tradizionali.

“Non nutrivo grandi speranze nel Consiglio di Stato, come del resto in ogni situazione in cui ad esprimersi è un Tribunale italiano, visto che siamo il Paese della disapplicazione dei trattati europei”, ha detto Fidenato commentando il rigetto del proprio ricorso nella discussa vertenza sull’utilizzo di sementi Ogm.  “Come sempre ho fatto in passato – ha aggiunto il leader di Agricoltori Federati -, mi rivolgerò alla Corte di Giustizia europea, l’unica che ha riconosciuto la bontà delle nostre istanze e del nostro operato”.

“Questa sentenza – ha concluso il paladino delle battaglie pro Ogm – mi fa riflettere ancora una volta su un’altra delle circostanze tutte italiane: i giudici, a prescindere dal caso specifico e odierno, non pagano mai per eventuali errori. Probabilmente, se fosse introdotta una norma ad hoc, pronunciamenti che vanno in netto contrasto con la legge comunitaria, che è sovrana in questa materia, sarebbero meno frequenti”.