Ford e Honda tornano nel misterioso mondo delle supercar, laddove si intrecciano grandi successi e flop clamorosi, battaglie a colpi di record sul giro e leggende che fanno impallidire il mostro di Loch Ness. La Ford GT e la Honda NSX si reincarnano ancora una volta e attingono al meglio della tecnologia contemporanea, ma sempre rispettando le tradizioni delle terre natie. Dopo una decade di oblio eccole qui, con storie molto diverse, ma unite da un fil rouge comune, il cui colore rimanda direttamente a quello dell’italica rivale che è riuscita a stuzzicare tanto gli americani quanto i giapponesi, anche a distanza di trent’anni. Se la prima Ford GT40 nacque nel 1964 proprio per battere le rosse di Enzo Ferrari, dopo che il Grande Vecchio si era rifiutato di vendere la sua azienda indispettendo Henry Ford II, la Honda NSX del 1989 doveva semplicemente (si fa per dire) sfidare la 348 sul suo stesso campo di gara, superandola in prestazioni ma non nel prezzo di listino.

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La missione fu portata a compimento da entrambe le auto, con la GT40 vincitrice per quattro volte di fila alla 24 ore di Le Mans e la NSX che seppe conquistare gli appassionati di tutto il mondo grazie alla sua tecnologia pionieristica (è stata la prima auto di serie con carrozzeria, telaio e sospensioni in alluminio). Ma un’automobile sola è un po’ poco per entrare nell’immaginario collettivo, soprattutto se il nome dell’azienda che la produce è immediatamente associabile a prodotti come la Fiesta o la Civic. Tuttavia, nell’industria dell’auto c’è spazio in abbondanza, soprattutto quando si ha qualcosa che è in grado di attirare l’attenzione. E comunque le supercar sono piene di pregi. I margini di profitto sono molto alti e anche il prestigio che portano a chi le produce non è da sottovalutare. Del resto, date per scontate le centinaia o migliaia di gentleman driver che metteranno mano al portafoglio, bisognerà pur popolare i videogame di qualche modello che non porti sul cofano i soliti quadrupedi.

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Per cui, eccole qua. Ora che la crisi dell’automotive è alle spalle, con gli Usa che sono tornati a tirare, la Cina sempre affamata e gli sceicchi che iniziano a stufarsi di placcare in oro sempre le solite auto, Ford is back e pure Honda non scherza per niente. Due posti secchi, materiali compositi e motore V6 bi-turbo, le analogie tra le due berlinette si fermano qui, con il resto della schede tecniche che rispettano pienamente le filosofie motoristiche dei rispettivi luoghi di provenienza. Se la NSX è una specie di astronave terrestre con tre propulsori elettrici, la trazione integrale e il cambio a nove marce, la GT è una rivisitazione contemporanea dell’antenata in bianco e nero: il motore ha perso un paio di cilindri ma ha guadagnato due turbo, per una potenza totale di oltre 600 CV, mentre la fibra di carbonio compone interamente il nucleo del telaio. Insomma, niente che a Maranello, a Sant’Agata o a Stoccarda non abbiano già fatto ma, soprattutto dalla Honda, è lecito attendersi sorprese, considerando anche l’imminente ritorno in Formula 1. Alla Ford, invece, non sono interessati alle competizioni, ma preferiscono concentrarsi sul programma Performance, che prevede 12 nuovi modelli sportivi globali entro il 2020, di cui la GT è la prima esponente, nonché ambasciatrice.

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