Dieci persone sono morte e 13 sono rimaste ferite all’interno di un bus centrato da una granata vicino al checkpoint di Volnovakha, nella regione di Donetsk. Lo ha riferito la portavoce dell’amministrazione regionale, Ielena Maliutina, secondo cui gli autori dell’attacco sarebbero i guerriglieri filorussi. Secondo alcune ricostruzioni, il bus trasportava civili provenienti dalla città costiera di Mariupol. I ribelli hanno respinto le accuse sulla responsabilità dell’attacco: “Nella zona c’è un posto di controllo ucraino ma è situato fuori del raggio d’azione della nostra artiglieria e non siamo in grado di sottoporlo a bombardamento”, ha dichiarato un rappresentante del ministero della Difesa dell’autoproclamata repubblica di Donetsk.

Nelle ultime ore la tensione tra filorussi e nazionalisti sì è accentuata, come hanno confermato gli ufficiali di entrambe le fazioni. La torre di controllo dell’aeroporto di Donetsk, da mesi conteso tra forze armate ucraine e quelle di milizie separatiste, è crollata dopo che i ribelli avevano bombardato l’edificio: lo ha reso noto il portavoce dello stato maggiore dell’esercito ucraino, Vladislav Seleznev. La torre è collassata parzialmente, dalla sommità al quarto piano, come ha confermato il portavoce del Consiglio di sicurezza e difesa ucraino Andrii Lisenko. Lo strategico aeroporto di Donetsk è attualmente sotto controllo delle forze ucraine e la sua perdita potrebbe cambiare la situazione sul campo nel Donbass.

Nei recenti bombardamenti che hanno colpito Donetsk, la roccaforte dei separatisti filorussi del sud-est ucraino assediata dalle truppe di Kiev, sono morti due civili e altri sei sono rimasti feriti. Ribelli e governativi si accusano a vicenda per le continue violazioni della fragile tregua e per l’escalation delle violenze.