Per la prima volta non sono andato a votare, ho fatto parte del 62,30% degli aventi diritto che in Emilia-Romagna hanno protestato contro le spese folli di 42 politici su 50 eletti nel palazzo della Regione; le inqualificabili intercettazione telefoniche del capogruppo del Pd Monari contro la Gabanelli e come fare per sfuggire alla giustizia; le interviste a pagamento, in particolare dei consiglieri Favia e Defranceschi, quando erano ancora grillini duri e puri, disposti a diventare strumento di manipolazione dell’informazione in cambio di consenso; la candidatura nel M5S del giornalista Patacini, sospeso dall’Ordine dei giornalisti, che gli spazi del tg li vendeva, giustamente punito dagli elettori; la lista potrebbe essere quasi infinita.

Se non nasceranno alternative ai leader Renzi, Grillo e al fantasma che sta a capo della sinistra, i delusi che hanno deciso di non votare alle regionali sono destinati ad aumentare sempre più. Il Pd non è più un partito di centrosinistra, Renzi sta costruendo il grande centro, sta facendo piedino alla destra moderata e liberale delusa da Berlusconi. L’ex Cavaliere è politicamente agonizzate, nonostante che illustri politologi sostengano il contrario, le nove vite si stanno esaurendo. E’ un uomo profondamente deluso dal sapere che non potrà mai diventerà presidente della Repubblica (il suo vero obiettivo da quando è sceso in campo), condannato definitivamente dal paese che lui è convinto di aver riformato, anche se in questo momento è distratto dall’impegno di salvare, come sempre, le sue aziende dalla disfatta finanziaria, la priorità del momento è di riuscire nell’operazione di vendere Mediaset Premium a Telecom e di acquisire quote di quest’ultima. Berlusconi sa che il vero business della tv passa attraverso la Rete. Matteo Renzi rappresenta la continuità con l’ex Cavaliere, è il suo delfino, in lui ha trovato ciò che non aveva prima Fini, poi Alfano, nonostante sia sempre alla ricerca come dimostra l’ultimo casting fatto tra i giovani di Forza Italia.

Renzi sta dimostrando di essere giovane e innovativo nelle proposte, ma vecchio nel metodo e nel risultato, il disprezzo per i sindacati e i lavoratori che protestano chiedendo rispetto dei diritti, più occupazione e meno precariato, appartiene alla antica ‘Balena Bianca’, con lui a capo della segreteria il Pd ha più correnti che la Dc all’epoca di Andreotti e Forlani. La sinistra non è andata a votare, vive con i fantasmi del passato, spera nel ritorno di Berlinguer, ma questo accade solo nelle serie tv americane, la realtà è che la sinistra non ha un leader, una figura carismatica in cui credere, manca un Alexis Tsipras, il leader greco di Syriza o un Pablo Iglesias, il leader del movimento Podemos quarto partito in Spagna, gli ultimi sondaggi lo danno al primo posto. Tsipras e Iglesias non hanno organizzato le cene con gli industriali o gli incontri nelle fabbriche con i lavoratori obbligati a ferie forzate, hanno cominciato incontrando i cittadini ai super mercati, per capire i bisogni, schierando truppe di giovani volontari che portano viveri a domicilio ai più bisognosi, la spesa alle persone anziane.

A Milano e più in generale in Lombardia, l’assistenza la fanno i fascisti del terzo millennio di Casa Poud o i leghisti che, grazie a Salvini e Borghezio, stanno diventando più o meno la stessa cosa, con la differenza che non usano la croce uncinata ma in comune hanno la stessa xenofobia e il razzismo verso gli stranieri, gli studenti e i centri sociali che protestano. A proposito di Lega, Matteo Salvini, che in Emilia-Romagna ha portato a casa un importante risultato soprattutto per aver doppiato i voti di Forza Italia, non sarà mai il leader di tutta la destra, ma solo di quella estrema, radicale. In questo periodo il suo movimentismo, la sua presenza in tutti i talk show, le felpe dai tanti slogan, hanno fatto dimenticare il passato recente della Lega, un partito passato per le mani di ladri, che si distratto nelle istituzioni lombarde consentendo alla criminalità di fare affari con gli appalti. In fine la grande delusione del M5s, il cui declino è inesorabile se alla guida rimarranno Grillo e Casaleggio autori al Parlamento Europeo di accordi con i nazifascisti come il leader dello Ukip Farange e il polacco Iwaszkiewicz che sostiene la legittimità di picchiare moglie e figli.

Nessuno vuole negare il merito del duo, l’aver costruito un Movimento capace di raccogliere la protesta ma non capace di tradurla in proposta. Il rischio del M5s è di rimanere la grande incompiuta. Il cancro che condiziona il futuro dell’Italia, il patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, è anche frutto dell’ottusità di Grillo che avrebbe tutto il diritto di riposarsi e il dovere di far crescere i tanti giovani, come Di Maio, Di Battista, che lui stesso ha valorizzato.

Il Fatto Quotidiano, 25 novembre 2014