C’è un’istanza pendente alla cancelleria della II sezione della corte d’Assise di Palermo, una richiesta arrivata il 28 ottobre scorso, alla quale il giudice Alfredo Montalto non ha ancora risposto. L’ha presentata Sergio Scandura, l’inviato di Radio Radicale, che ha chiesto alla corte di entrare in possesso della registrazione dell’udienza in cui Giorgio Napolitano ha testimoniato sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra. “Non mi hanno ancora risposto: non hanno rifiutato la nostra richiesta, ma non l’hanno neanche accettata: non capisco perché, dato che l’udienza era pubblica” dice Scandura a ilfattoquotidiano.it.

Per ascoltare la deposizione del presidente della Repubblica, la corte, i pm e gli avvocati delle parti si erano spostati a Roma, dove la fonoregistrazione è stata effettuata da tecnici dello stesso Quirinale. L’udienza era durata tre ore, e alla fine diversi avvocati avevano riferito alla stampa alcuni passaggi della deposizione. Poi dopo tre giorni la corte d’Assise aveva diffuso il verbale dell’udienza, pubblicato online anche dal Quirinale. “In quel verbale ci sono pure le pause  – spiega Scandura – non capisco quindi perché non si possa avere la registrazione: se pensano che ci mettiamo a far recitare le parole di quell’udienza da qualche attore si sbagliano di grosso”.

Nessuna norma obbliga il presidente della corte Montalto a rispondere all’istanza di Scandura entro un determinato periodo di tempo. In teoria, quindi, l’istanza di Radio Radicale potrebbe avere un riscontro anche tra sei mesi: un riscontro che in linea ipotetica dovrebbe essere positivo, dato che, come ha scritto lo stesso Montalto nell’ordinanza in cui dava il suo “nulla osta” al video collegamento per i giornalisti (poi mai effettuato), l’udienza del Quirinale non era destinata alla secretazione. “Radio Radicale è stata penalizzata da questa storia: siamo autorizzati a seguire quel processo. Ma anche l’informazione ha subito un brutto colpo”.

Subito dopo la fine dell’udienza, il Colle aveva diffuso un comunicato stampa in cui auspicava come la cancelleria della Corte rendesse presto disponibile il verbale della deposizione “affinché sia possibile dare tempestivamente notizia agli organi di informazione e all’opinione pubblica delle domande rivolte al teste e delle risposte rese dal Capo dello Stato con la massima trasparenza e serenità”. “Ma i giornali hanno pubblicato soltanto stralci di quel verbale, e vorrei proprio sapere quante persone sono andati a cercarsi online quel verbale: noi lo trasmetteremmo integralmente in radio e lo renderemmo disponibile nel nostro archivio pubblico. Per questo non capisco davvero il senso della non risposta della corte alla nostra richiesta: perché non liberano la voce di Napolitano?”