Il Monte dei Paschi di Siena recupera terreno a Piazza Affari dopo la notizia che l’istituto coprirà interamente il deficit patrimoniale di 2,1 miliardi di euro emerso dagli esami della Bce con un aumento di capitale. La banca senese, in una nota diffusa domenica sera ha chiarito di avere intenzione di chiedere altri soldi ai soci. Una nuova iniezione di liquidità, dunque, dopo l’aumento di 5 miliardi varato la scorsa estate e bruciato quasi del tutto con il crollo della scorsa  settimana, quando il titolo ha complessivamente perso in Borsa il 40% del valore.

Il comunicato della banca, che entro il 10 novembre deve presentare all’Eurotower il piano con cui far fronte alle carenze evidenziate dagli esami comunitari, esclude invece l’esercizio della “facoltà di conversione anticipata” in azioni dei titoli sottoscritti dallo Stato nel 2012, i Monti bond, mossa che farebbe entrare il Tesoro nella compagine azionaria. Esclusa anche “qualsiasi altra ipotesi che veda il ministero dell’Economia e delle Finanze intervenire nella forma di nuovi aiuti di Stato, come dichiarato più volte dallo stesso ministero”. No, quindi, all’intervento invocato venerdì dal governatore della Toscana Enrico Rossi, che ha auspicato l’intervento del governo tramite l’ingresso nel capitale della banca.

La rottura degli indugi è stata apprezzata dal mercato: lunedì mattina il titolo, che in preapertura guadagnava circa il 4%, è andato in asta di volatilità subito dopo l’apertura per poi tornare in negoziazione, poco prima delle 10, segnando un progresso di oltre il 5 per cento. Il recupero è proseguito con il titolo che ha guadagnato più dell’8 per cento per poi chiudere con un progresso dell’1,48% a 0,617 euro.

Il piano di risanamento (capital improvement plan) su cui è “in corso” il confronto con Bankitalia, Bce e Tesoro, sarà esaminato dal consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Profumo mercoledì 5 novembre, così da “pubblicarne il contenuto in anticipo rispetto al termine ultimo del 10 novembre previsto dalle Autorità”. Il piano contiene anche “ulteriori misure non diluitive e non onerose per la banca, tra cui la cessione di asset (attività, ndr) finanziari, volte a rafforzarne ulteriormente il profilo patrimoniale, la cui solidità”, si legge ancora nella nota, “è peraltro già stata attestata dall’ampio superamento dell’Aqr”, cioè l’esame degli attivi condotto dalla Bce e superato dall’istituto, “bocciato” invece nelle simulazioni di resistenza a uno scenario del ciclo economico estremamente negativo.

Per coprire l’aumento è già pronto un consorzio di garanzia che vede in campo alcune delle banche che hanno garantito anche la ricapitalizzazione dello scorso giugno: Ubs, Citi, Mediobanca, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Barclays e BofA Merrill Lynch. Quanto alla partecipazione degli attuali maggiori azionisti la compagnia di assicurazioni Axa, che ha il 3,72% del capitale di Mps, ha confermato che contribuirà per la sua quota. Atteso ma ancora non confermato il sostegno della Fondazione che, per bocca del presidente Marcello Clarich, ha fatto sapere che “quando la barca è in difficoltà la regola vuole che si stia vicini al timoniere”, pur tra i mal di pancia di alcuni consiglieri.