Meglio una tessera falsa in meno di un’idea in meno. Matteo Renzi riparte da uno slogan per superare il momento delicato che sta vivendo il suo partito, alle prese con gli scontri interni sul calo delle adesioni (“Un partito che stravince è in buona salute” replica lui), ma anche su Jobs Act e misure economiche. Nella sua newsletter il presidente del Consiglio insiste sulla proposta di mettere il Tfr in busta paga nel 2015, mentre parla di “segnali incoraggianti di ripresa nel numero degli occupati”. 

“Su tesseramenti direzione Pd il 20 ottobre”
Prima questione, dunque. Le tessere. “Qualcuno ha detto che il Pd ha questo crollo delle tessere perché non è in salute. A me pare che un partito che arriva dove non arrivava nessuno dal 1958, vince tutte le regionali in trasferta (Piemonte, Abruzzo, Sardegna), stravince nei comuni è un partito che gode di buona salute. Ma non possiamo girarci intorno: il tema tesseramento esiste. Poi io posso dire che preferisco avere una tessera finta in meno e un’idea in più. Anche perché spesso il tesseramento è alto solo negli anni in cui si votano i segretari di circolo”. Il leader democratico risponde anche a “quella parte del Pd che chiede una discussione sulla forma partito, su come si sta insieme, sulle regole interne, sul rapporto partito-governo” spiegando che è “un tema vero”. Quindi il segretario fissa la discussione alla direzione Pd dedicata alla questione che probabilmente sarà programmata il 20 ottobre. Intanto Renzi lancia la quinta edizione della Leopolda che avrà come slogan “Il futuro è solo l’inizio” e si svolgerà da venerdì 24 ottobre fino a domenica 26. Il “format sostanzialmente uguale a quello degli altri anni”. “Cos’è la Leopolda? – prosegue – Impossibile da spiegare, bisogna esserci. Uno spazio di libertà, un luogo dove si trova gente che pensa che la politica non sia una parolaccia, il posto da cui tutto è partito”.

“Quelli del Tfr sono soldi dei lavoratori”
Il capo del governo insiste dunque con l’inserimento in busta paga del Tfr: “Sono soldi dei lavoratori”, dice, e “come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga. Questo si tradurrebbe in un raddoppio dell’operazione 80 euro”. Quando martedì il governo incontrerà i sindacati e le parti sociali, aggiunge, “verificheremo la fattibilità di una proposta sul Tfr che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese”. E per l’occasione, ironizza, “presenteremo alle parti sociali la proposta” sul Tfr “riapriremo persino la sala verde di Palazzo Chigi, quella degli incontri coi sindacati, si vede che sto invecchiando”. Nel frattempo spiega che “ci sono segnali incoraggianti di ripresa del numero degli occupati che da febbraio è cresciuto di oltre 80mila unità. Negli anni della crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro, dunque non siamo nemmeno al 10% di quello che va fatto per ritornare ai tempi d’oro. Però è un primo segnale positivo, dopo tanto tempo”.

“Scuola, mia priorità è restituirle dignità e futuro”
Il presidente del Consiglio torna su un tema forte dell’azione di governo, cioè quello della scuola e annuncia la partenza della “campagna di ascolto”: “Vi prego, vi prego, vi prego: riempite il questionario. Visitate il sito labuonascuola.gov.it. Stiamo scrivendo il futuro dei nostri figli, facciamolo insieme. Migliaia di persone stanno leggendo le proposte del governo (c’è tempo fino al 15 novembre, ma voi fate veloci) e ci stanno incalzando con le loro idee. Fatelo anche voi. Fare le riforme precedute da una campagna di ascolto è una delle cifre di questo governo”. “Sulla scuola, però – aggiunge – è ancora più importante. E tutte le volte che entro in una scuola, da Palermo a Ferrara, mi rendo conto che la mia priorità – prima di qualsiasi manovra, riforma, rottamazione – è restituire dignità e futuro alla scuola italiana. Mi date una mano? Il sito è labuonascuola.gov.it. Per il momento 23mila risposte al questionario su internet, oltre 150 dibattiti già organizzati nei prossimi due mesi, giornate di mobilitazione in quasi tutti i comuni. Sarà la più straordinaria riforma dal basso mai fatta in Italia”.