Era uno scontro in atto da mesi. Il procuratore aggiunto contro le scelte “anomale” del procuratore capo nell’assegnazione dei fascicoli. Un confronto durissimo che è finito davanti al Csm ed è proseguito anche dopo la decisione del Consiglio superiore della magistratura di chiudere la vicenda con un nulla di fatto. Oggi arriva la notizia, per certi clamorosa, ovvero la decisione del procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati di revocare la delega di capo del dipartimento anticorruzione al procuratore aggiunto Alfredo RobledoChe diventa pm all’ufficio esecuzioni penaliUna vera e propria esautorazione, arrivata tramite una circolare, perché di fatto si passa dal ruolo di coordinatore di indagini, di investigazione a quello molto più burocratico di far eseguire le sentenze diventante definitive. La decisione di Bruti, non ricorribile, è stata appresa con sorpresa fra i corridoi di Palazzo di Giustizia, anche perché si fa notare come all’ufficio esecuzioni si arriva dopo sei mesi di “pratica” prima entrare in ruolo. Robledo, che è apparso “sereno” a chi lo ha incontrato, non potrà presentare alcun ricorso contro il provvedimento, ma risponderà punto per punto con delle memorie al Csm. “Sono io il procuratore e visti i contrasti che ci sono stati ho deciso di prendere questo provvedimento per risolvere questa situazione” ha spiegato il procuratore.

Al procuratore capo tutte le deleghe sulla corruzione. La circolare del procuratore, “provvedimento motivato”, stabilisce che sarà lo stesso procuratore a trattenere la delega su tutte le inchieste di corruzione in via provvisoria, cioè almeno fino a quando il Csm non avrà assegnato uno dei posti di procuratore aggiunto che a Milano sono scoperti da molti mesi. In attesa di quel momento, da oggi, Bruti è il coordinatore non solo dei fascicoli su Expo, ma anche delle inchiesta su qualunque reato contro la Pubblica amministrazione (concussione, peculato, turbativa d’asta, abuso d’ufficio et cetera); il procuratore aggiunto Nunzia Gatto invece guiderà il pool Ambiente e salute al posto di Nicola Cerrato, del quale è scaduto il termine massimo di permanenza come dirigente. Robledo potrà mantenere soltanto i fascicoli di cui è direttamente titolare. Il provvedimento  è stato “trasmesso” ai procuratori aggiunti interessati, al Consiglio giudiziario milanese e al Csm. Robledo resta titolare dei fascicoli sui casi Ilspa (inchiesta che aveva portato all’arresto di dg di Infrastrutture lombarde), Sea, Lega, spese al Pirellone, e anche quello con al centro la ‘Piastra’ dell’Expo. Da alcuni interrogatori di quest’ultima indagine, però, Robledo era stato escluso da Bruti Liberati che, nei mesi scorsi, si è auto-assegnato la delega di coordinare tutte le inchieste sull’Expo, come quella sulla presunta “cupola degli appalti” e quella sul progetto ‘vie d’acqua’ che vede indagato l’ex commissario delegato Antonio AcerboIl magistrato resta titolare anche del fascicolo sulle presunte firme false per le elezioni regionali del 2010 che vede imputato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà (la requisitoria è fissata per il 17 ottobre). 

Tra le motivazioni anche il caso derivati. Nelle motivazioni del provvedimento Bruti cita anche una ‘vecchia’ indagine di Robledo con al centro i derivati sottoscritti dal Comune di Milano e che si è conclusa in appello con l’assoluzione di quattro bancheGià nei mesi scorsi Bruti aveva scritto a Robledo spiegandogli che intendeva procedere al “riesame di vari aspetti” dell’inchiesta sui derivati. Richiesta che invece non è stata, per esempio, avanzata nei confronti di altri pm. Il processo Ruby per citarne uno, conclusosi con l’assoluzione in secondo grado per Silvio Berlusconi, non ha comportato alcun richiamo al procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Inoltre Bruti Liberati fa riferimento anche a un’altra inchiesta su alcuni agenti della Polfer di Lambrate che sono stati condannati nei mesi scorsi per una serie di blitz irregolari. Bruti , avrebbe voluto, infatti, che a condurre l’inchiesta sui poliziotti fosse la polizia, mentre Robledo fece svolgere le indagini ai carabinieri. Infine rispetto alla gestione generale del dipartimento anti-corruzione Bruti Liberati imputa a Robledo una scarsa trasparenza nei suoi confronti e una mancanza di comunicazione e di trasmissione delle informazioni. 

L’archiviazione del Csm e la lettera riservata di Napolitano. Il 19 giugno scorso il plenum del Csm aveva archiviato le denunce di Robledo lasciando di fatto aperti tutti problemi. Nel confronto si era inserito di fatto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che aveva inviato una lettera riservata al Csm ricordando i poteri riconosciuti al capo della Procura. Robledo aveva denunciato come almeno due fascicoli importanti, l’inchiesta Ruby e l’indagine Expo, erano stati assegnati dal numero uno della Procura a Ilda Boccassini, coordinatrice del pool antimafia e responsabile della Dda, benché i due casi non avessero alcuna relazione con la criminalità organizzata. La Procura di Milano, come altri uffici giudiziari inquirenti, è divisa in dipartimenti: ogni dipartimento ha una specializzazione sui reati da perseguire. Quindi i fascicoli vengono assegnati in base a criteri generali. 

Le assegnazione “anomale” dei fascicoli Ruby ed Expo. Tanto che anche un magistrato come Ferdinando Pomarici, già capo della Dda e anche lui finito all’esecuzione, mise per iscritto, nel 2010, il suo dissenso con Bruti sulla scelta di assegnare il caso Ruby a Boccassini, secondo lui intervenuta esercitando una informale “auto assegnazione”. E parlò di violazione “di una norma che ha costituito per anni cavallo di battaglia di Magistratura democratica, proprio per evitare il fenomeno delle assegnazioni pilotate”. A Bruti Robledo contestava anche una gestione dei fascicoli che ha permesso, secondo l’aggiunto, l’iscrizione ritardata nel registro degli indagati di politici Roberto Formigoni e Guido Podestà, ritardi nell’esercizio dell’azione penale come il caso Sea-Gamberale perché il fascicolo era stato dimenticato in cassaforteper sua stessa ammissione, in cassaforte da Bruti. Un ritardo che potrebbe aver compromesso di fatto l’inchiesta per turbativa d’asta.

Quando Bruti disse a Robledo: “Ricordati che sei stato nominato grazie a Md”. Non bisogna dimenticare anche una frase detta da Bruti a Robledo nel marzo 2010: “Ricordati che sei stato nominato aggiunto per un solo voto di scarto, e che questo è un voto di Magistratura democratica (di cui Bruti è stato presidente, ndr). Avrei potuto dire a uno dei miei colleghi al Csm che Robledo mi rompeva i coglioni e di andare a fare la pipì al momento del voto, così sarebbe stata nominata la Gatto (Nunzia, ndr), che poi avremmo sbattuto all’esecuzione”. Robledo era stato poi accusato dal suo capo di aver intralciato le indagini su Expo con un “doppio pedinamento”, evento smentito da una nota della Guardia di Finanza che aveva escluso che ci fossero due squadre a seguire e pedinare uno degli indagati.