La Corte d’Appello di Milano ha assolto Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan imputate per la truffa dei derivati ai danni del Comune di Milano. I giudici hanno così ribaltato la sentenza con cui in primo grado le quattro banche erano state condannate al pagamento di 1 milione di euro di multa e alla confisca di 89 milioni. La Corte ha assolto, oltre agli istituti di credito, anche i nove manager ed ex manager imputati per la truffa. Per tutti l’assoluzione è arrivata perché il fatto non sussiste.

Gli istituti erano stati condannati in primo grado per la violazione della legge 231 del 2001, che dispone la responsabilità amministrativa delle aziende per reati commessi dai propri dipendenti. Secondo la Procura, il Comune di Milano sarebbe stato raggirato dalle quattro banche che avrebbero fornito cattive informazioni all’amministrazione comunale in relazione ai contratti stipulati. L’oggetto del processo è uno swap trentennale stipulato nel 2005, sotto la giunta Albertini, su un bond bullet da 1,68 miliardi di euro con scadenza nel 2035.

La Corte d’Appello ha deciso ora di non accogliere le richieste di Piero De Petris. All’inizio di febbraio il sostituto procuratore generale di Milano aveva chiesto un milione di multa per ciascuna delle quattro banche imputate, confermando la sanzione inflitta nel dicembre del 2012, mentre per quanto riguarda i nove ex manager o manager delle banche accusati di concorso nella truffa, il pg aveva chiesto per quattro persone il non doversi procedere per prescrizione, quattro condanne di circa sei mesi e una assoluzione.

“La sentenza conferma la validità della scelta del Comune di Milano di stipulare un accordo extragiudiziale con le banche, un accordo che non viene in nessun modo modificato dalla decisione di oggi”, afferma il sindaco di Milano Giuliano Pisapia commentando la decisione della Corte d’Appello, ricordando che “nel marzo del 2012 il Comune di Milano ha siglato un accordo che ha consentito al Comune entrate pari a 455 milioni di euro da qui al 2035, di cui 40 già incassati nel 2012. A ciò si aggiungeranno per l’intero periodo, a favore del Comune, gli interessi attivi su tali somme. L’operazione ha consentito anche lo smobilizzo di 80 milioni di euro, prima vincolati in un fondo rischi proprio sui derivati”.

Mentre il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ai tempi titolare dell’indagine con al centro la truffa sui derivati a Palazzo Marino, precisa che “i giudici di primo e secondo grado sono tutti magistrati eccellenti” e ricorda non solo che “il comune, in virtù di un accordo extragiudiziale ha incassato dalle banche 455 milioni”, ma anche che “sulla base delle medesime carte dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Milano, e da questa procura trasmesse a Catanzaro, la Regione Calabria ha incassato da Nomura, sempre in riferimento ai contratti derivati, 24 milioni di euro”.

Non si è fatta attendere anche la reazione delle banche coinvolte. “Accogliamo con favore la sentenza emessa oggi dalla Corte d’Appello di Milano, che ha confermato che Deutsche Bank e i suoi dipendenti hanno agito correttamente e nel rispetto della legge”, si legge in una nota della banca tedesca. ”Sono soddisfatto perché la corte sembra aver riconosciuto che non era possibile intravedere reati nei contratti derivati conclusi col Comune di Milano”, commenta Guido Alleva, legale di Deutsche Bank e Depfa Bank. E aggiunge: “Penso che questa decisione avrebbe potuto già essere presa in primo grado. Comunque questo porta a riequilibrare le valutazioni sui rapporti tra gli istituti di credito e gli enti pubblici”.

Festeggia anche Ubs. “E’ stata accolta con grande soddisfazione la sentenza”, si legge in una nota della banca, che sottolinea: “I giudici di secondo grado con l’assoluzione hanno confermato tutte le difese della banca rovesciando la condanna inflitta in primo grado”. Mentre Paolo Della Sala, difensore di Fulvio Molvetti (Jp Morgan), uno dei nove manager assolti, fa sapere che “con questa decisione finisce anche la sofferenza degli imputati. Questo processo è stato vissuto sulla dicotomia tra banche e Comune forse dimenticando che ci sono state persone che da questa vicenda hanno subito effetti pesanti e devastanti”.