Lo Sblocca Italia si critica, ma non si tocca. Parola di ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, secondo il quale il governo è pronto a valutare gli emendamenti al decreto legge, in merito ai capitoli Fs e Autostrade, ma non passeranno modifiche che “dilatano i tempi” di attuazione delle norme. Se ci sono emendamenti che “aiutano la trasparenza, bene” ma la “filosofia” del provvedimento non deve cambiare, ha detto Lupi a margine dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera non lasciando spazio agli equivoci. Del resto anche nel corso dell’audizione Lupi è stato molto chiaro nel voler recepire alcuna delle criticità sollevate nei giorni scorsi  da parte dell’Authority dei Trasporti, di Bankitalia, dell’Antitrust e del presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone.”Se non andiamo a modificare le convenzioni, le tariffe autostradali diventeranno insopportabili per i cittadini. E per non aumentare le tariffe si devono rinnovare le concessioni oppure accorparle”, ha detto il ministro alla Commissione difendendo a spada tratta le parti “incriminate” del provvedimento. 

Per quel che riguarda le autostrade, ha precisato, “noi crediamo che la tariffa in questo momento non debba aumentare o debba aumentare solo riguardo al tasso di inflazione. Abbiamo degli obiettivi: non dire che non si fanno più gare perché non è vero, ce ne sono in corso due. Non violare le norme Ue, che noi rispettiamo; blocco delle tariffe, certezza degli investimenti e dei tempi”. E ancora: “La nostra norma riguarda tutti  non solo una determinata autostrada come può essere il Brennero“. Poi l’apertura, ma solo formale: “Se ci saranno proposte di miglioramento di questa norma ma rispettando la logica della norma, noi siamo disponibili e ci lavoreremo insieme”.

In ogni caso secondo Lupi la proroga, il subentro o l’accorpamento delle concessioni autostradali previsti nello Sblocca Italia sono necessari appunto per assicurare gli investimenti nel tempo ed evitare così un aumento dei pedaggi, solitamente usato “per recuperare” le risorse investite. “In altri Paesi come la Francia sono già avvenute discussioni come queste su questi criteri, l’unico modo per evitare aumenti delle tariffe superiori all’inflazione è il rinnovo delle concessioni”, ha tagliato corto. Per alcune di quelle in scadenza, come quella del Brennero, per indire e aggiudicare una nuova gara “passano quasi sei anni. Non possiamo permettercelo”, ha aggiunto a difesa del provvedimento. Per questo “la norma dice: proponeteci entro il 31 dicembre una rivisitazione del vostro piano finanziario ed entro il 30 agosto 2015 il ministero, con criteri certi e chiari, valuterà confrontandosi con Ue se intervenire o meno riguardo alla richiesta di proroga presentata”.

Per quanto riguarda invece la scelta del commissario straordinario per la realizzazione della Napoli-Bari e della Palermo-Catania-Messina criticata da Cantone, “chi meglio dell’amministratore delegato di Ferrovie? Non abbiamo voluto una figura altra”, ha replicato Lupi. “Al commissario non è stato dato il potere di togliere le decisioni agli enti locali: proprio per la lungaggine dei tempi, gli viene data la possibilità di migliorare il progetto“, ha aggiunto. “Dobbiamo scegliere: i precedenti accordi sulla Napoli-Bari prevedevano l’inizio dei cantieri nel corso del 2018. Possiamo ancora permetterci che un’opera come questa non abbia tempi certi e di allungarli o abbiamo necessità di avere il coraggio di vincere una sfida di un opera come questa? Quindi prevediamo tempi certi, risorse certe e poterle spendere”. E ancora: “Attenzione il meglio è nemico del bene. Dobbiamo aver chiaro in mente che l’obiettivo è aprire il cantiere il 1 novembre 2015. Su tutto ciò che rischia di allontanare questo obiettivo il governo non è d’accordo”. Quanto agli enti locali Lupi ha detto: “Non c’è nessuna intenzione da parte del governo di fare un passo indietro, dobbiamo patrimonializzare il lavoro fatto finora con gli enti locali”.

Intanto dalla commissione Trasporti della Camera è arrivato parere favorevole al dl Sblocca Italia, ma con quattro condizioni e cinque osservazioni. In particolare sugli incentivi alla banda ultralarga la commissione chiede di escludere gli impianti via satellite e di restringere la platea dei comuni in cui deve esserci un investimento non inferiore a 1 milioni di euro, inserendo il tetto massimo di 50mila abitanti. L’ok della commissione è anche vincolato a una modifica al comma 10 dell’articolo 1, in cui si chiede di sostituire il primo periodo con il seguente: “Per accelerare la conclusione del contratto il cui periodo di vigenza è scaduto e consentire la prosecuzione degli interventi sulla rete ferroviaria nazionale, il contratto di programma 2012-2016 parte investimenti, sottoscritto in data 8 agosto 2014, è stipulato tra Rete Ferroviaria Italiana e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro trenta giorni dalla data di assegnazione.

Altra modifica richiesta: “Al comma 11 dell’articolo 1 sostituire il primo periodo con il seguente: ‘Per consentire l’avvio degli investimenti previsti, i contratti di programma sottoscritti dall’Enac con i gestori aeroportuali alla data di entrata in vigore del presente decreto sono approvati con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, che deve esprimersi improrogabilmente entro trenta giorni”. Quanto ai porti, la commissione chiede che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica tenga conto “dell’individuazione e dello sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, con particolare riguardo alla rete centrale dei porti”, che “lo schema di decreto recante la proposta di piano di cui al presente comma è trasmesso alle Camere, ai fini dell’acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari”.