Gaffe del presidente della Lazio Claudio Lotito su Giuseppe Marotta, dg della Juventus, a margine dell’assemblea di Lega Serie A: “Il suo problema è che con un occhio gioca a biliardo e con l’altro segna i punti”, ha dichiarato riferendosi allo strabismo del direttore generale juventino. La frase è stata pronunciata in risposta alla domanda dei giornalisti che chiedevano se avesse fatto pace con Marotta dopo le reciproche accuse delle scorse settimane. Una caduta di stile venuta dopo una conferenza stampa in cui il presidente laziale non ha risparmiato attacchi a chi lo ha accusato di eccessivo “presenzialismo” durante le sedute della Nazionale: “Vorrei che le critiche venissero dai miei colleghi – ha detto riferendosi a Daniele De Rossi e, appunto, Marotta – non dai dipendenti”.

Dopo la conferenza, Lotito si è intrattenuto con i giornalisti che gli hanno chiesto se avesse fatto pace con Marotta, dopo lo scambio di attacchi proprio riguardo all’assidua presenza del dirigente laziale agli incontri degli Azzurri. Lotito ha risposto dicendo “il problema di Marotta è…” e un giornalista ha concluso la frase per lui “Il problema è che non sa dove guarda”. A quel punto, la gaffe del presidente biancoazzurro che ha pensato bene di concludere la propria frase con un “il problema è che con un occhio gioca a biliardo e con l’altro segna i punti”. Una battuta che ha chiuso una giornata in cui Lotito non ha risparmiato attacchi a chiunque lo accusi di eccessivo presenzialismo: “Chi si è lamentato – ha spiegato senza fare nomi – è da 5 anni alla vicepresidenza del settore tecnico e aspetto ancora una sua proposta, un giorno ci racconterà cosa ha fatto”.

Poi Lotito ha rincarato la dose dicendo di volersi confrontare solo con i suoi colleghi (presidenti delle società, ndr) e non con i dipendenti, con una chiara allusione a chi, tra dirigenti e giocatori, aveva manifestato il proprio disappunto per come Lotito sta svolgendo il suo ruolo di consigliere federale dopo l’elezione del nuovo presidente della Figc, Carlo Tavecchio. “È vero – ha concluso – che dormo pochissimo e lavoro molto, questo determina la capacità di essere sempre, in gergo calcistico, su tutte le palle e su tutti i problemi. I miei colleghi lo hanno confermato riconoscendomi la fiducia e la capacità di rappresentarli. Le persone che viceversa non hanno questo appeal dal punto di vista del ruolo e delle capacità si lamentano”.