La Procura di Tempio Pausania ha aperto l’inchiesta per far luce sul “pasticcio” GoinSardinia, la compagnia che dal 31 luglio ha lasciato circa 20mila passeggeri della tratta Livorno-Olbia per i contenziosi con l’armatore proprietario della nave El Venizelos. La società, gestita da un consorzio di albergatori e ristoratori sardi, scarica ogni responsabilità sulla greca Anek Lines. Mercoledì gli uomini della Guardia di Finanza della tenenza di Tempio hanno concluso la perquisizione della sede legale della compagnia a Santa Teresa di Gallura, come disposto da un decreto firmato dal Procuratore Domenico Fiordalisi. Le Fiamme gialle hanno portato via dagli uffici di via del Porto tutto il materiale contabile e fiscale della compagnia, e il contratto di nolo della nave. Riguardo questa documentazione, l’amministratore unico della compagnia Giampaolo Scano ha risposto a tutte le domande dei finanziari. Tra i vari filoni dell’inchiesta che ora dopo ora prendono corpo, l’ipotesi al momento prioritaria è quella di interruzione di pubblico servizio. La polizia giudiziaria sta procedendo intanto all’identificazione del legale rappresentante della Anek Line per l’iscrizione nel fascicolo.

Intanto, per quanto riguarda i disagi creati ai passeggeri rimasti a terra, Scano fa sapere che a risarcire sarà la compagnia greca proprietaria del traghetto noleggiato: “I ritardi di arrivi e partenze sulla tratta Livorno Olbia, nonché la soppressione di corse Livorno-Arbatax sono attribuibili solo alla Anek Lines, che dovrà rispondere di ogni danno sia nei confronti di GoinSardinia che nei confronti di tutti i clienti che, dal 31 di luglio in poi, hanno subito disservizi e maggiori spese”. “A causa del guasto ai motori – spiega Scano – la nave El Venizelos per 15 giorni non ha potuto mantenere la velocità minima prevista nel contratto di nolo, e non è stata evidentemente in grado di garantire ai passeggeri gli orari di arrivo e partenza indicati sui biglietti che avevano acquistato”. E poi ci sono tutti quelli che avevano acquistato corse dal 28 agosto in poi: “Anek Lines dovrà risarcire tutti i clienti che non hanno potuto usufruirne a causa dell’ingiustificato ritiro della nave dalla linea” aggiunge poi il consorzio. 

Scano spiega poi gli eventi che hanno determinato il rientro della nave in Grecia, facendo tramontare l’impresa del consorzio che voleva offrire un servizio alternativo a quello delle società che normalmente gestiscono i trasporti per l’isola. “Anek Lines ha rifiutato l’ispezione a bordo da parte del perito incaricato dagli assicuratori di GoinSardinia per accertare le reali cause del guasto della nave”, dice l’amministratore delegato. Inoltre “il Tribunale di Livorno venerdì 29 anziché dare immediata autorizzazione al sopralluogo e incaricare un consulente tecnico per l’ispezione della nave, ha disposto il sopralluogo per 4 giorni dopo, ovvero martedì 2 settembre”. Nel frattempo c’è stata però la “fuga assai sospetta” della nave, che “per sottrarsi all’ispezione è salpata per la Grecia senza dare tempo al personale GoinSardinia di scaricare tutte le costose attrezzature ed il materiale noleggiato per i servizi di bordo”, nonostante “il consorzio avesse già pagato il nolo fino a domenica 31 agosto e avesse già versato nelle casse dell’armatore a titolo di cauzione e di nolo anticipato 1,1 milioni di euro”.