Si terrà quest’anno a Roma, dal 24 al 30 agosto, Mister Gay World, il concorso che vedrà sulla passerella i rappresentanti di tutto il mondo. Per l’Italia parteciperà Nicola La Triglia, messinese, ventotto anni, laureato in legge e con un dottorato in Teoria degli ordinamenti giuridici a La Sapienza. Il nostro rappresentante, però, non obbedisce ai tradizionali canoni estetici di chi affronta queste passerelle: non è muscoloso, non è glabro, né capellone.

Come nasce, quindi, l’idea di partecipare? “Dagli incontri del gruppo giovani del circolo Mario Mieli” di cui Nicola è coordinatore, “quest’anno si è molto discusso il tema dell’autenticità”. È nato così un laboratorio culturale in cui ci si è resi conto che obbedire ai cliché, anche esteriori, imposti dalla cultura dominante è una forma di limitazione della propria felicità e della propria autodeterminazione. “Bellezza è autenticità – il nome della campagna da cui parte la candidatura – fa parte di questo percorso di ricerca. Ciascuno di noi ha l’impegno di reinterpretare i propri canoni estetici, di reinventare il concetto di bellezza a partire da noi stessi e non da regole esterne”.

Le voci critiche non mancano. Il blog Spetteguless, di Federico Boni, è perentorio: assurdo “combattere gli stereotipi estetici legati ad un concorso di bellezza con un mare di insostenibili e banali cliché alla brutto è bello. Se ti senti mister non hai bisogno di una fascia per dimostrarlo. Lo sei e basta”. Eppure non è questo lo spirito di questa iniziativa: “La nostra comunità deve ricominciare a parlare di liberazione a trecentosessanta gradi, anche nel campo estetico. Parliamo di bellezza estetica, non di quella interiore come tanti ci accusano. Partecipiamo perché riteniamo di essere esteticamente bellissimi, in quanto autentici”. Un altro modo di vedersi e percepirsi. Non uno snaturamento del modello imposto, ma il suo ripensamento critico, in una società in cui l’immagine e l’apparenza vengono viste come valori, in cui il modo di rappresentare le cose sembra essere più importante dei legami tra le persone, della ricchezza di cui possiamo essere portatori. Nicola ha le idee ben chiare: “Il problema non sono le immagini o le rappresentazioni. Non credo del resto che si possa farne a meno. Non sono le cose il problema, ma l’uso che ne facciamo. Ben vengano le immagini se ci aiutano a farci un’idea di noi stessi ma senza cadere nell’errore di pensare di coincidere con esse”.

E se da una parte ci sono le polemiche, dall’altra c’è il supporto di larga parte della gay community: “Mi fa riflettere che alcuni nostri amici della comunità si scandalizzino di fronte al nostro messaggio” – dichiara ancora il candidato italiano – “al contempo, sono molto commosso per il supporto che stiamo ricevendo da parte di tante associazioni locali e nazionali. Inoltre, ricevo anche tanti messaggi da parte di ragazzi di altri paesi del mondo che sono entusiasti di questa idea tanto da essersi resi disponibili a tradurre i contenuti di “Bellezza è autenticità”. Come si può vedere su Facebook, il testo è disponibile in ventitré lingue“.

E in famiglia? Come hanno reagito i genitori di Nicola? “Sono persone molto riservate, non hanno fatto i salti di gioia quando hanno saputo di questa candidatura. Ma sono orgogliosi di me e per me è importante il loro supporto. Loro sono i modelli cui io mi ispiro. Infatti, se penso al mio domani io vorrei diventare marito e padre e fare quello che i miei genitori hanno fatto per me”.

La bellezza come fatto politico, in contrapposizione a un passato (anche recente) in cui la politica ha usato, invece, il corpo (femminile, in primis) come strumento di potere. “L’iniziativa invita ciascun essere umano alla liberazione e a posizionarsi al centro della sua esistenza. Un’ennesima rivoluzione copernicana? Perché no! Noi gay siamo avvezzi alle rivoluzioni nella vita nostra e di chi ci sta accanto. Prova ne sono i nostri continui coming out!”.

E se dovesse vincere il titolo, quale sarà il futuro di un mister gay “fuori norma”? Anche su questo pochi dubbi: “Semplicemente quello che ho fatto finora: l’attivista per i diritti della nostra comunità”.

La bellezza salverà il mondo, ci dice ancora Nicola: “Come Antigone rivendichiamo che nessuno metta le mani sul corpo del nostro fratello, e dunque anche sul nostro. A fronte di una sempre più pervasiva biopolitica, nuovo paradigma del potere, noi rivendichiamo il principio che ha segnato la svolta della modernità: l’autodeterminazione di ogni individuo”.