Sono in ansiosa attesa di portare i ‘miei’ malati di Terra dei Fuochi a salutare Papa Leone ad Acerra
Ho appena ricevuto dal Vescovo di Acerra Antonio di Donna il dono più prezioso che potessi ricevere: essere invitato insieme ai miei colleghi – eroi ed ammalati come me – Medici dell’Ambiente della Campania ad accompagnare gli ammalati e le mamme dei giovani uccisi dall’inquinamento in Terra dei Fuochi campana a salutare Papa Leone XIV nella sua visita pastorale ad Acerra in occasione della ricorrenza della promulgazione della Enciclica Laudato Si’, il 23 maggio 2026.
Non sono riuscito mai a salutare Papa Francesco nonostante lo avessi desiderato tanto in tutti questi anni e lo avessi addirittura sognato, riportando il sogno nel mio libro I miei cento passi nelle Terre dei Fuochi in memoria di Peppino Impastato, combattendo disperatamente contro i negazionisti soprattutto tra i Medici che dicevano: “Terra dei Fuochi non esiste, così come non esiste l’ecomafia!”
Sono in ansiosa attesa di riuscire adesso ad accompagnare i “miei” ammalati, cui ho dato giustizia con gli unici tre nessi di causalità tra cancro ed inquinamento da pcb e diossine registrati in giudizio ancora oggi in Regione Campania, le “mie” mamme che ho difeso dall’essere prese in giro da chi diceva loro che i figli si ammalavano e morivano in alcune zone della Campania solo per “sfortuna” o cattivi stili di vita individuali, in una Regione in cui gli “irresponsabili” incaricati regionali continuavano a certificare, e ci provano ancora oggi, che l’Ambiente anche in Terra dei Fuochi campana incide nella patogenesi dell’eccesso di cancro che registriamo al massimo per il 2% dei casi, senza vergogna alcuna!
A partire dal marzo 2006 ho iniziato senza tregua a studiare sempre di più per contrastare i negazionisti. Ho fatto migliaia di conferenze tutte gratis in pressoché tutti i territori e soprattutto tutte le Chiese che operano in Terra dei Fuochi i cui Sacerdoti difendono, spesso da soli, i cittadini residenti, dal Parco Verde di Caivano con Padre Maurizio Patriciello ad Ercolano con Don Marco Ricci, a Pomigliano con Don Peppino Gambardella, da Terzigno e Nola con il Vescovo Beniamino Di Palma da Aversa con il Vescovo SE Angelo Spinillo, da Vitulazio, Capua e Pignataro Maggiore con l’attuale Arcivescovo SE Pietro Lagnese, sino al carissimo Vescovo Antonio Di Donna ad Acerra che oggi ci ha reso felici con questo invito.
Alla Università di Roma La Sapienza in data 14 maggio 2026 Papa Leone XIV ha dichiarato: “Chi studia, cerca la verità e alla fine incontrerà Dio. Lo troverà nella bellezza della creazione e in tutto ciò che noi siamo, creature fatte a sua immagine … Insegnare – afferma rivolgendosi in particolare al corpo docente – è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani, senza puntare solo alle loro cognizioni. Insegnare diventa allora testimoniare valori con la vita: è cura per la realtà, è senso di accoglienza verso ciò che non si comprende ancora, è dire la verità”.
E torna sulla questione della formazione, uno dei cardini del suo magistero, per ribadire che “il sapere non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è”. Sapere per essere più umani e più liberi.
Io ho un sogno: possibilmente in un luogo dedicato alla Madonna e quindi sotto la Sua protezione (penso a Pompei e/o dovunque ci sia un Santuario Mariano o Francescano in Campania) riuscire a realizzare una medioteca dove raccogliere tutti gli studi, i libri, le poesie, i racconti e i video dei cittadini colpiti da malattia e morte nelle Terre dei Fuochi di tutta Italia affinché i giovani che si stanno impegnando oggi a studiare possano capire cosa sia stata la tragedia vera di Terra dei Fuochi che ha stroncato la salute in Regione Campania negli ultimi 40 anni, portandoci a perdere non meno di 5 anni in aspettativa di vita media rispetto per esempio a Firenze o Bolzano, specie quando noi non ci saremo più.
Da quando sono nato, io ho imparato solo e soltanto a studiare, più che a praticare la Medicina. E’ la cosa che amo fare e so fare meglio, e da quando mi sono ammalato e sono stato costretto a lavorare in smartworking lavoro molto di più, ora che l’Intelligenza artificiale mi permette anche da casa di riuscire a recuperare dati e a saperli leggere come mai prima.
In questi giorni abbiamo ottenuto dopo 40 anni, grazie all’impegno dei Prefetti di Napoli e del Commissario Straordinario Generale Vadalà, finalmente i dati dei registri tumori aggiornati per tutti i distretti di tutta la Campania e oggi possiamo così ben individuare le zone “a macchia di leopardo” più colpite dai tumori per inquinamento, oltre che iniziare a fare correlazioni precise anche con gli inquinanti presenti specie nelle falde acquifere e non solo nei terreni e nell’aria: Terra dei Fuochi campana comincia a vedere l’uscita dal tunnel del disastro, ma siamo ancora molto lontani dal recuperare salute.
E io oggi ho avuto da Dio il grandissimo dono di essere ancora vivo per potere accompagnare i “miei” ammalati a salutare Papa Leone XIV per ringraziare con la nostre preghiere, attraverso Lui, Dio, Maria e Papa Francesco per aver scritto, ispirandosi alla nostra tragedia come ha dichiarato, la sua Enciclica Laudato Si’.