“Allah contali uno a uno e uccidili fino all’ultimo, non risparmiarne neppure uno”. Sono state queste parole contro il popolo di Israele pronunciate nella moschea di San Donà del Piave a far decidere al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di disporre l’espulsione del cittadino marocchino Abd Al-Barr Al-Rawdhi. “Grave turbamento dell’ordine pubblico e pericolo per la sicurezza nazionale e discriminazione per motivi religiosi” le motivazione del provvedimento. “Non è accettabile che venga pronunciata un’orazione di chiaro tenore antisemita, contenente espliciti incitamenti alla violenza e all’odio religioso” sottolinea Alfano. “Per questo ne ho disposto l’immediata espulsione dal territorio nazionale. La mia decisione valga da monito per tutti coloro che pensano che in Italia si possa predicare odio”. L’invettiva antisemita era stata diffusa in un video, per questo erano scattati gli accertamenti dello Servizio Centrale Antiterrorismo, della Digos di Venezia con il coordinamento della Procura. Era stato il quotidiano Libero a sollevare il caso. 

Le immagini del sermone in arabo erano state diffuse da Memri, un centro di ricerca filo-israeliano basato a Washington e specializzato nell’analisi e traduzione della stampa araba e islamica. Nelle immagini si vedevano i fedeli allineati su corsie di moquette ascoltare parole durissime contro un popolo accusato di avere “il cuore più duro della pietra” che ha “sparso il sangue dei profeti” e di “gente innocente”. Un popolo che merita per questo di “essere incatenato e maledetto”. Poi l’invocazione: “Allah contali uno ad uno e uccidili tutti fino all’ultimo. Non risparmiarne neppure uno. Fai diventare il loro cibo veleno, trasforma in fiamme l’aria che respirano. Rendi i loro sonni inquieti e i loro giorni tetri. Inietta il terrore nei loro cuori”.