Dopo l’inchiesta sulle tangenti per il Mose, chiude i battenti la fondazione “Marcianum” del cardinale Angelo Scola. L’ente voluto dall’allora patriarca di Venezia, nominato il 28 giugno 2011 da Benedetto XVI alla guida dell’arcidiocesi di Milano e principale competitor di Bergoglio nel conclave del 2013, è stato beneficiario di ben due finanziamenti, entrambi da 100 mila euro, nel 2009 e nel 2010, da parte di Co.ve.Co, la coop di Venezia che gestiva gli appalti per la costruzione del Mose. La decisione di chiudere il “Marcianum”, definito dallo storico vaticanista Marco Tosatti un “ambizioso e costosissimo progetto culturale voluto da Scola”, è stata presa dall’attuale patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, con la benedizione di Papa FrancescoUn provvedimento resosi necessario a causa dal buco economico creato dal “Marcianum” nei bilanci della diocesi lagunare. Moraglia ha proposto a Scola di finanziare la sua fondazione, ma il porporato non ha voluto accettare. Da qui la decisione dell’attuale patriarca, avallata da Bergoglio, di ridimensionare il “Marcianum” ai minimi termini.

La fondazione attualmente comprende un convitto internazionale, una Facoltà di diritto canonico e un Istituto superiore di scienze religiose in cui insegnano numerosi docenti di fama internazionale provenienti da tutto il mondo. Costi che la comunità cattolica veneziana, abbastanza esigua a dispetto del blasone che accompagna la sua diocesi che nel Novecento ha dato alla Chiesa di Roma ben tre Papi, non è in grado di sostenere senza supporti esterni. Moraglia ha raccontato dei numerosi tentativi fatti per salvare alcune delle attività del “Marcianum”. Per prima cosa il patriarca si è rivolto in Vaticano bussando alla porta della “Congregazione per il clero, il dicastero competente in materia, e poi, data la delicatezza della situazione e per le persone coinvolte, e penso ancora ai dipendenti, – spiega Moraglia – ho voluto riferirmi anche alla Segreteria di Stato. Non ho voluto solamente trattare la questione a voce ma ho avuto uno scambio epistolare e, in una lettera del 19 giugno 2014, viene approvato l’orientamento che stava progressivamente emergendo. E ho anche seguito il consiglio di informare il Santo Padre“.

È stato, dunque, Papa Francesco ad approvare l’operazione di ridimensionamento. Moraglia ha poi chiesto al cardinale Scola se voleva finanziare la sua creatura. “Mi sono recato personalmente a Milano col vicario generale – racconta ancora l’attuale patriarca – e ho chiesto al cardinale se lui, che è il ‘padre’ e il fondatore del “Marcianum”, di fronte al venir meno degli sponsor e alla luce dei recenti fatti veneziani intravedeva strade che io non riuscivo a scorgere. Soprattutto gli ho domandato se intendeva farsi carico della ‘sua’ antica creatura, spiegando a Sua Eminenza che la diocesi di Venezia non è assolutamente in grado di sostenere l’impegno finanziario necessario, sia per il numero dei dipendenti sia per il fortissimo costo della struttura, dati questi a lui ben noti. Il cardinale l’ha però escluso ritenendo la strada non praticabile. Per non lasciare strade intentate – prosegue Moraglia – la stessa richiesta l’ho rivolta anche alla Santa Sede. In questi mesi, lo ripeto, ho tentato tutte le vie, eccetto quelle che ritengo non compatibili con una realtà ecclesiale o non possibili poiché non garantiscono la libertà e l’indipendenza di cui la cultura in genere e quella cattolica in specie hanno bisogno. Senza libertà, lo ripeto, non si dà cultura e ritengo, allora, che sia meglio fare ‘poco’ in modo libero che tentare il ‘molto’ con una libertà ridotta”.

Ora il “Marcianum” continuerà a lavorare per la diocesi lagunare ma con costi e impegno di personale molto ridotti. Fornirà studi di carattere sociale ed ecclesiale riguardanti la situazione locale. Per il resto i fondi che si riusciranno a risparmiare torneranno alle attività di carità, al sostegno delle famiglie in difficoltà e alla formazione di preti e laici. “Così, nella preghiera e dinanzi a Dio – spiega ancora Moraglia – ho voluto considerare le priorità pastorali: le parrocchie e le collaborazioni interparrocchiali; i poveri (l’apertura del dormitorio-mensa a Marghera intitolato a Papa Francesco); le giovani famiglie; la trasmissione della fede ai giovani; la formazione degli adulti; l’attenzione al clero, al seminario e alla pastorale vocazionale”. Il patriarca ha anche deciso di troncare il rapporto esistente tra i “Marcianum” e il “Consorzio Venezia Nuova”. Moraglia ha, infatti, già formalmente chiesto e ottenuto pochi giorni fa le dimissioni da procuratore di San Marco di Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del consorzio.