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Saluti romani a Dongo (Como), gli antifascisti cantano “Bella Ciao”: presente Ilaria Salis. Il Pd: “Commemorazione un insulto alla storia”

Il clima si è fatto più teso al termine della cerimonia, quando dalla piazza dei contestatori sono stati lanciati alcuni gavettoni contenenti sterco. “Il saluto fascista è anticostituzionale”, hanno gridato due persone rivolgendosi ai partecipanti
Saluti romani a Dongo (Como), gli antifascisti cantano “Bella Ciao”: presente Ilaria Salis. Il Pd: “Commemorazione un insulto alla storia”
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Saluti romani in riva al lago e “Bella Ciao” a pochi metri di distanza: a Dongo, nel Comasco. La mattina del 26 aprile 2026, nel luogo simbolo dove il 28 aprile 1945 furono fucilati i gerarchi catturati durante la fuga verso la Svizzera insieme a Benito Mussolini, alcune decine di militanti neofascisti hanno messo in scena il rito del “presente”, accompagnato dal saluto a braccio teso. Davanti al parapetto del lungolago, dopo la deposizione dei fiori, i partecipanti si sono disposti in file ordinate per la chiamata rituale dei caduti. A poca distanza, separati da un massiccio dispositivo di sicurezza, centinaia di antifascisti hanno risposto con una contromanifestazione promossa dall’Anpi e sostenuta dalla Cgil, intonando il canto partigiano per eccellenza.

Il clima si è fatto più teso al termine della cerimonia, quando dalla piazza dei contestatori sono stati lanciati alcuni gavettoni contenenti sterco. “Il saluto fascista è anticostituzionale”, hanno gridato due antifascisti rivolgendosi ai partecipanti. La replica è arrivata da Salvatore Ferrara, esponente della Rete dei Patrioti: “Prendo la denuncia e me ne vanto. Sono medaglie”. Nel presidio antifascista è intervenuta anche l’eurodeputata Ilaria Salis, che ha attaccato duramente la presenza dei nostalgici: “Siamo qui perché la nostra Repubblica è antifascista e fondata sulla Resistenza. Il fascismo non deve avere diritto di cittadinanza”. E ancora: “Mi fa rabbia il tentativo di riscrivere la storia e legittimare ideologie che hanno promosso rastrellamenti, deportazioni e genocidi”.

La giornata di commemorazioni è proseguita poi a Giulino di Mezzegra, dove furono fucilati Mussolini e Claretta Petacci. Qui circa duecento nostalgici si sono ritrovati prima a Bonzanigo, davanti a casa De Maria, per un minuto di silenzio, poi sul sagrato della chiesa per la benedizione del labaro dell’associazione combattenti e reduci della Repubblica sociale, fino al cancello di Villa Belmonte, dove hanno ripetuto il rito del “presente” con saluti fascisti. Anche in questo caso si sono registrate contestazioni isolate, con alcuni antagonisti identificati dalla Digos.

Durissime le reazioni politiche. “Non credo che i fascisti abbiano nulla da celebrare… mi sfugge che ci sia da rievocare un’ignobile e vigliacca fuga”, ha scritto l’ex ministro Andrea Orlando. Gli fa eco la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga: “Un insulto alla nostra storia e alla memoria di chi ha dato la vita per la libertà”. Braga parla apertamente di “ignobile spettacolo di apologia del fascismo” e chiede interventi: “È inaccettabile che un gruppo di nostalgici possa esibire simboli e rituali che la nostra Costituzione condanna senza appello”. Nonostante le tensioni, la giornata si è conclusa senza scontri grazie al dispiegamento delle forze dell’ordine. Ma il copione si ripete: a Dongo, ogni anno, la memoria resta un terreno di conflitto aperto tra chi rivendica la Resistenza e chi continua a richiamarsi al passato fascista.

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