Cari compagni di Sinistra Ecologia e Libertà, anzi no, “chiamarsi compagni è una stronzata, meglio amici”, come disse il vostro leader Nichi Vendola. Anzi no, perché gli amici con la A maiuscola sono quelli della De Filippi, frequentati dal “berluschino” Renzi, e pure Vendo-la e Sel non stanno così bene, dopo l’uscita del capogruppo Migliore, di Fava e di altri dal partito (pure il tesoriere se n’è andato, speriamo non con i soldi). Diciamo che l’unica cosa certa è “Cari”, qualunque cosa voi siate adesso.

Provo a riepilogare. Eravate alleati del Pd di Bersani, ma dopo le elezioni siete andati all’opposizione del governo Letta. Poi arriva Renzi – quello che, per il Vendola antirenziano (uno dei suoi più riusciti travestimenti insieme al Vendola renziano), “non profuma di sinistra” – e prende il 40,8% alle Europee, e voi che fate? Alla faccia dell’opposizione, v’inebriate del “profumo di potere” e gli votate gli 80 euro, che prima del voto erano “una buona notizia, ma non basta”. I vostri elettori pensano: ci sarà una parte del partito a favore e una contro. Invece no, vi scindete tra chi sostiene gli 80 euro ma non il governo e chi entrambi, tra semi-renziani e renziani tout court. Sui social sempre Vendola perora la prima opzione con una narrazione degna del Teatro dell’Assurdo, dando il colpo di grazia ai sellini agonizzanti: “La sinistra può essere forza di governo anche quando frequenta la trincea dell’opposizione”, “Non saremo uno scorpione sulle spalle del Pd e neppure un grillo parlante o un camaleonte. Semmai un’anguilla che sguscia nelle mani di Renzi (…). Dialogo e sfida, ma in completa autonomia di giudizio”. Cioè? Uno vi vota e poi non sa dove sguscerete?

Cari, mettiamo qualche punto fermo in questo bordello incomprensibile:
1) in altri paesi la sinistra è piuttosto florida (vedi Tsipras in Grecia), mentre voi offrite uno spettacolo sconfortante;
2)
Migliore, Fava e gli altri che se ne vanno verso Renzi non si sa cosa faranno/otterranno, ma nel frattempo gli offrono la figurina “sinistra” finora mancante all’album del governo;
3) l’unico che se ne sarebbe dovuto andare davvero, dal partito e dalla politica (e invece le dimissioni sono state respinte in direzione), è Vendola, che ha perso qualunque credibilità dopo le risate col portavoce dei Riva sui tumori dell’Ilva;
4) l’animale a cui sembrate assomigliare adesso è piuttosto la remora, quel pesce con ventosa che si attacca ai pesci più grossi o alle navi e si fa trasportare, rallentandoli. 

Come spiegare altrimenti parabole come quella, per esempio, della presidente Boldrini, che abbiamo – ahimè – imparato a conoscere e, tempestiva, si stacca ora dalla barca Sel ma resta ben attaccata a quella di Montecitorio; o dell’indimenticato Bertinotti (ma la presidenza della Camera è una maledizione?) passato dagli operai di Mirafiori alle nozze di Valeria Marini, ma rimasto fedele a scorta e auto blu? Certo, dopo 5 anni alla deriva fuori del Parlamento passa il transatlantico Renzi e mica puoi fartelo scappare, no? Ed eccovi a fare a gara a chi si attacca per primo. Voi tutti salvi, la sinistra a mare.

Un cordiale saluto.

Il Fatto Quotidiano, 27 Giugno 2014