“Al tuo fianco, Marcello”. La scritta nera è a centro pagina, costellata da una cinquantina di messaggi di amici, ex collaboratori di Publitalia o delle fondazioni culturali ed editoriali. Per Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia detenuto a Parma per la condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, c’è un’intera pagina del Corriere della Sera. Voluta dalla moglie di Dell’Utri. Una sorpresa che scatena le proteste della redazione, che in una nota della rappresentanza sindacale bolla come “molto grave” la scelta di accettare la pubblicazione della pagina.

Messaggi di vicinanza e solidarietà: alcuni un po’ formali, altri amichevoli. C’è chi cita l’ex presidente Usa Ronald Reagan (“Freedom is never more that one generation away from extinction”) e chi il legislatore ateniese Solone. Tra i messaggi c’è anche il “grande abbraccio” di Candia Camaggi (ex responsabile Fininvest Lugano coinvolta e poi prosciolta nella vicenda Mediaset). C’è anche chi scrive di aver conosciuto il fondatore di Forza Italia e amico di Silvio Berlusconi dall’età di 7 anni e di sapere che “è un uomo che sa solo amare e fare del bene”. I biglietti sono arrivati anche da Niccolò Querci, consigliere Mediaset e vice presidente Publitalia negli anni ’80, Alessandro Salem, dg dei contenuti Mediaset, dal cugino Massimo Dell’Utri, dalla squadra dilettantistica Bacigalupo di Palermo (fondata nel 1957). 

“Siamo sempre orgogliosi di avere avuto il privilegio di lavorare nella Publitalia diretta da Marcello Dell’Utri e nulla può cambiare il nostro giudizio sul contributo positivo e straordinario che il nostro lavoro con lui ha donato a tutta l’Industria e al nostro Paese”, scrivono alcuni . E poi messaggi da tutti coloro che sono stati più vicini all’ex senatore, amici, colleghi, il suo autista, Giuseppe Mariani, e la sua storica segretaria, che si firma solo Ines: “Oltre 30 anni di lavoro vissuti fianco a fianco, la stima e l’affetto aumentano quotidianamente, andiamo avanti”. 

Tanti anche quelli che condividono con Dell’Utri la passione per i libri antichi. Ed ecco allora l’intellettuale Camillo Langone, che scrive: “Sognando, dopo qualche bicchierino di Nardini pieno grado, la biblioteca di via Senato: non l’ho mai vista, mi piacerebbe tanto vederla insieme”. C’è anche lo scrittore Guido del Giudice: “Migliaia di amici leali ti sono sempre vicini i tuoi libri”. L’ex parlamentare aveva minacciato lo sciopero della fame perché il regolamento del penitenziario non gli permette di avere più di due volumi. Uno dei messaggi pubblicati sul quotidiano di via Solferino è arrivato proprio da Massimo Palmizio, deputato di Forza Italia, che era stato in carcere il 21 giugno scorso a trovare il collega di partito e aveva denunciato lo sconforto del detenuto per non aver il numero di libri che desiderava.

Richiesta poi soddisfatta dalla direzione del penitenziario di Parma. Dove l’ex senatore è detenuto nel centro diagnostico: “Le condizioni di salute di Dell’Utri sono stabili. Per ora ha una sola speranza, quella di essere curato adeguatamente –  ha Giuseppe Di Peri – dovrebbe seguire una dieta particolare. Fa anche l’ora d’aria da solo. È importante che faccia movimento. Gli hanno portato altri libri – aggiunge il legale – e questo per lui è un sollievo. Speriamo che nei prossimi giorni possano arrivarne altri e gli consentano di tenere più volumi in cella, visto che contemporaneamente ne legge più di uno”. 

In serata una nota della rappresentanza sindacale dei giornalisti (comitato di redazione) del Corriere ha criticato duramente la scelta della direzione di accettare la pagina. Per i rappresentanti della redazione “sarebbe stato più opportuno rifiutare” ed “è comunque inaccettabile che la direzione del Corriere della Sera abbia deciso di pubblicare un testo simile senza sentire quantomeno il bisogno di prenderne le distanze”. A parere del comitato di redazione “inoltre è stato costituito un imbarazzante precedente. Da oggi ci chiediamo come il Corriere potrà rifiutare analoghe richieste degli amici di altri condannati per mafia, seppur meno noti di Marcello Dell’Utri”.