Vanno a processo l’immobiliarista ed ex presidente di Risanamento Luigi Zunino, l’ex dirigente dell’Ufficio bonifiche del Comune di Milano, Annalisa Gussoni, l’allora responsabile dell’Ufficio milanese dell’Arpa, Paolo Perfumi e altre sette persone coinvolte nel procedimento con al centro presunte irregolarità nella bonifica dell’area Montecity-Santa Giulia nel capoluogo lombardo. La contestazione più grave, però, quella di aver avvelenato le falde acquifere, è stata spazzata via perché il gup di Milano Roberta Nunnari ha prosciolto tutti gli imputati dall’accusa con formula piena.

I dieci imputati, infatti, sono stati rinviati a giudizio (il dibattimento inizierà il prossimo 24 settembre davanti alla nona sezione penale) per tre capi di imputazione: l’attività di gestione rifiuti non autorizzata con particolare riferimento a raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti; la creazione di una discarica non autorizzata; l’attività non consentita di miscelazione di rifiuti. Reati ambientali che sarebbero stati commessi in un periodo che va dal 2004 al 2010. Le indagini dei pm di Milano Laura Pedio e Gaetano Ruta avevano accertato, infatti, la presenza nella maxi-area a sud di Milano, sequestrata dalla Gdf nel luglio 2010, di sostanze cancerogene e “rifiuti speciali”, anche dove doveva sorgere un asilo.

E’ caduta, tuttavia, come hanno sottolineato i difensori degli imputati, “l’accusa più grave, quella su cui si incentrava il procedimento, e ciò dimostra che non è stata messa in pericolo in alcun modo, né dolosamente né colposamente, la salute dei cittadini”. Il giudice, infatti, ha assolto Zunino e gli altri “perchè il fatto non sussiste” dall’accusa di avvelenamento delle falde acquifere che, tra l’altro, era stata già derubricata nel corso dell’udienza preliminare in adulterazione dolosa delle falde acquifere. “Quello che resta nel processo, in pratica, sono reati contravvenzionali”, sostengono ancora i difensori, tra cui Matteo Uslenghi che assisteva il progettista Claudio Tedesi.

Intanto, dopo i lavori di bonifica, l’anno scorso, l’asilo e il parco vicino sono stati inaugurati, altre zone dell’area sono state dissequestrate e la costruzione di complessi residenziali è andata avanti. Il Comune di Milano ha chiesto ed ottenuto di essere parte civile nel procedimento. Il filone principale dell’inchiesta Montecity-Santa Giulia, invece, nell’ottobre del 2009 aveva portato in carcere Giuseppe Grossi (poi deceduto), titolare della Green Holding, la società che avrebbe dovuto bonificare l’area.

Intanto sul fronte finanziario dell’operazione, quello che vide le banche creditrici convertire il maxi debito della Risanamento di Zunino per scongiurare il primo dei grandi crac dall’inizio della crisi, si registra la conversione integrale e automatica, anche per la quota di interessi capitalizzata, del prestito obbligazionario convertendo del valore di 254,816 milioni di euro emesso dalla società di Santa Giulia nel giugno 2011. Agli obbligazionisti sono state messe a disposizione 989.793.102 azioni di compendio a un prezzo di conversione pari a 0,28 euro per azione. Lo ha reso noto Risanamento evidenziando che il convertendo si inserisce nell’ambito del piano di ristrutturazione della società. In seguito alla esecuzione totale della conversione il nuovo capitale sociale di Risanamento è di 382.301.503 euro suddiviso in 1,8 miliardi di azioni.