Restare nudi in mezzo alle altre persone in armonia con la natura, con gli altri e con se stessi: la filosofia di vita naturista celebrerà la propria “grande festa” con un evento speciale a base di “serena convivialità, sano divertimento e momenti di confronto”. Il primo festival naturista italiano è in programma dal 16 al 18 maggio a Capalbio (Gr), borgo medievale della Maremma: l’organizzatore dell’iniziativa è il direttore della rivista Vita naturista e Carlo Alberto Castellani, tra i fondatori dell’Associazione naturista abruzzese. Sarà la struttura turistica “Villaggio Capalbio resort” a ospitare l’evento. Il biglietto d’ingresso per un singolo giorno è di 20 euro (per maggiori informazioni consultare il sito www.festivalnaturista.it). “Il festival – precisano gli organizzatori – è un’iniziativa senza scopo di lucro e parte dei ricavati verrà devoluta a Emergency”. Il bilancio del “NatFest” sarà comunque reso noto e pubblicato sul web.

In tutta Italia si contano circa 500mila naturisti: “Il popolo naturista – è lo slogan – ha bisogno di essere raccontato. Per questo nasce il suo festival”. L’evento è aperto a tutti: “Grandi, piccoli, single e famiglie”. Il programma prevede dibattiti, competizioni sportive (nuoto, tennis, pallavolo e atletica), musica, pittura, teatro, animazioni e mostre. Ampio spazio sarà riservato alle dimostrazioni di trattamenti di benessere e a seminari di biodanza, yoga senza vestiti (“naked yoga”), reiki e altre discipline olistiche. Nel corso del festival verrà inoltre consegnato il premio “Naturista dell’anno”, un riconoscimento speciale “per coloro che, con le loro attività o iniziative, si siano distinti nella promozione e nell’affermazione del naturismo”.

Il 17 maggio si terranno inoltre gli “Stati generali del naturismo italiano” a cui parteciperanno associazioni e gruppi nudo-naturiste italiani e amministratori locali: al centro dell’attenzione soprattutto le varie proposte di legge regionali per il sostegno al naturismo. “Per il momento – sottolinea Castellani – si è fatto un concreto passo in avanti soltanto in Emilia Romagna, Abruzzo e Veneto“. All’iniziativa parteciperà anche il deputato di Sel Luigi Lacquaniti, primo firmatario della proposta di legge per lo sviluppo della capacità turistico-ricettiva legata al naturismo. “Gli operatori turistici italiani – prosegue l’organizzatore – non hanno ancora capito che questo segmento di turismo può avere uno sviluppo importante”. In Italia sono soltanto quattro le spiagge ufficialmente autorizzate per il naturismo: spiaggia del Troncone a Marina di Camerota (Sa), spiaggia di Capocotta a Ostia (Rm), Nido dell’Aquila a San Vincenzo (Li) e spiaggia del Mort a Lido di Jesolo (Ve) (l’autorizzazione è però stata stata recentemente revocata). In tutta Europa – sottolinea Marco Cattaneo, presidente dell’Associazione Naturista Italiana (Anita) – si contano circa 6 milioni di naturisti. I Paesi maggiormente all’avanguardia? “Olanda, Germania, Spagna, Francia e Croazia. Soltanto in Francia si contano circa cinquecento strutture autorizzate”.

Il naturismo è un “modus vivendi” che sta interessando sempre più persone: “Il naturismo è soprattutto libertà, senza contare che questa pratica rende tutte le persone uguali: svestititi dei propri indumenti griffati si cancellano anche le diversità sociali”. Questa particolare filosofia di vita non può essere riducibile al semplice nudismo: “Il naturismo è soprattutto rispetto degli altri e armonia con l’ambiente”. Nudo da non confondere perciò con pratiche a sfondo sessuale o esibizionistico: “Nella mentalità comune – conclude Cattaneo – la nudità è spesso legata al sesso: per un naturista non è invece affatto così. E’ una cosa molto, molto diversa”.