Se fosse accaduto altrove, avrebbe strappato le prime pagine dei giornali e dei tg di tutto il mondo per almeno un mese. Invece il rapimento delle oltre 200 studentesse per mano di miliziani islamici è avvenuto in Nigeria, dove il gruppo ultra-radicale Boko Haram – anche se non ha ancora rivendicato il fatto – è avvezzo a simili sequestri, condotti soprattutto nei confronti della comunità cristiana locale.

Secondo le prime notizie le giovani, tutte di età compresa tra i 16 e i 18 anni, sarebbero state portate fuori dal paese (forse in Camerun, dove Boko Haram da qualche anno si spalleggia con i jihadisti di Ansaru) e costrette a “sposare” alcuni esponenti dell’organizzazione. Matrimoni di massa, che più somigliano a una forma di schiavitù medievale lontana dai precetti del Corano, ma molto vicina alla considerazione che alcune milizie terroristiche hanno dei loro vicini laici, chiamati “kafir”: miscredenti.

Nel maggio dello scorso anno il leader dell’organizzazione, Abubakar Shekau, in un video diffuso online aveva alimentato le preoccupazioni del governo d Abuja affermando che secondo l’adesione all’antica credenza musulmana le donne catturate durante la guerra diventano automaticamente schiave obbligate ad avere rapporti sessuali con i loro “padroni”.

Questo è un clamoroso falso, perché il testo sacro islamico – oltre a non giustificare sequestri di alcun genere – in quasi duecento versetti che si occupano di status, ruolo e responsabilità della donna negli aspetti individuale, familiare e sociale, non lascia spazio alcuno alla discriminazione sessuale. Secondo il Corano, il fine della creazione dell’uomo e della donna è infatti l’esclusiva sottomissione ad Allah, la messa alla prova ed il conseguimento di una vita pura, senza nessuna distinzione di genere.

Durante tutta la sua vita, lo stesso Profeta Maometto – si narra – trattò le donne gentilmente e diede l’esempio ai suoi seguaci affinché le rispettassero e fossero gentili e generosi con loro. In una tradizione profetica (hadith) si legge: “Nel distribuire tra i vostri figli siate equi e giusti. Se io potessi scegliere di preferire qualcuno, darei la precedenza alle donne sugli uomini”. 

Boko Haram, sul piano metafisico quanto su quello pragmatico, ha però un’interpretazione del tutto individuale della sharia (legge islamica). Il gruppo, il cui nome in langua hausa si traduce in “l’educazione occidentale è sacrilega” o “vietata” o “peccato“, si oppone fermamente all’istruzione delle donne relegandole nel dramma dell’analfabetismo da cui la milizia trae un forte strumento di controllo.

In passato numerosi suoi esponenti hanno apertamente dichiarato di considerare la conversione forzata delle donne parte di un progetto teso ad eliminare la presenza cristiana, quantomeno dal nord del paese. Da diversi mesi i media locali ed internazionali riferiscono di ragazze cristiane – anche minorenni – rapite e obbligate ad abbracciare la fede islamica per evitare un’esecuzione sommaria. Coloro che si sono salvate raccontano di essere state catturate e tenute prigioniere in case di emiri o imam aderenti alla setta, costrette a convertirsi con una pistola puntata alla tempia. In molte hanno subito violenze sessuali e sono state usate come esca per attirare i soldati nigeriani, poi barbaramente uccisi davanti ai loro occhi. 

In questo senso parlare di “Jihad sessuale” o “Love Jihad” è del tutto inappropriato. Mentre la prima attività si svolge infatti all’interno della stessa ummah (comunità musulmana) e segue la linea della “sex-jihad fatwa” (secondo cui ogni donna musulmana che cede volentieri il suo corpo perché sia “utilizzato” dai jihadisti diventa lei stessa una jihadista, se non un “martire”, meritevole di tutti gli onori); la seconda – molto diffusa in India – consiste nell’avvicinare giovani ragazze non musulmane, specie universitarie, facendole innamorare e cadere nel sacro vincolo del matrimonio per poi forzarle alla conversione all’Islam, pur essendo a tutti gli effetti una pratica manipolatoria in genere non presenta elementi di coercizione diretta.

Per un gruppo che si ostina a definirsi religioso tanto da respingere il concetto di “scienza moderna”, la nozione di Terra sferica e la teoria darwiniana sull’evoluzione della specie, i rapimenti e gli omicidi di Boko Haram rasentano quanto di più profano si possa immaginare. Lo stupro di donne e ragazze e l’arruolamento di bambini si configurano come delle terribili violazioni dei diritti umani. È questa la verità, diciamocelo. L’Islam non c’entra.