“Benvenuto signor Presidente”. Così Papa Francesco ha accolto in San Pietro il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. “It’s wonderful to meet you. Thank you so much”, ha replicato Obama (“E’ meraviglioso incontrarla, grazie”). E alle 10,28 è iniziato il colloquio privato, durato 50 minuti. Bergoglio ha atteso il capo della Casa bianca davanti al suo studio privato e dopo alcuni minuti di scambio di saluti e convenevoli, davanti alle telecamere, la porta si è chiusa. Dentro sono rimasti i due traduttori. Secondo i funzionari del Vaticano, tra gli argomenti sul tavolo la riforma sanitaria voluta dal presidente degli Stati Uniti e le sue prescrizioni sulla copertura della contraccezione. Il Papa si è congedato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama sulla soglia della biblioteca pontificia, al termine dell’udienza, con una lunga e calorosa stretta di mano. Tra i due c’è stato anche uno scambio di doni.

E dopo 50 minuti di colloquio tra Bergoglio e l’inquilino della Casa Bianca, Obama ha incontrato per la quinta volta (due al Colle, tre alla Casa Bianca) anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, definito dalla Casa Bianca, “un buon amico e partner”. Per questo i due presidenti si sono impegnati in un lungo faccia a faccia durante il quale, riferiscono fonti del Quirinale, hanno affrontato temi delicati, dall’uscita dalla crisi degli Stati Uniti, alla discussione in atto nell’Unione europea su come sostenere e accelerare l’uscita del Vecchio continente dalla stagnazione, fino ad arrivare alla stretta attualità della situazione in Ucraina, del conflitto insoluto in Siria e infine l’Iran. 

In Vaticano è arrivato anche il segretario di Stato John Kerry, appena rientrato da Amman dove ieri sera ha incontrato prima re Abdallah di Giordania, e poi il presidente palestinese, Abu Mazen, per discutere dei negoziati di pace. Kerry si è intrattenuto a lungo, oltre mezz’ora, a conservare con il prefetto della casa Pontificia, Georg Gaenswein, fuori dallo studio del pontefice. “E’ un piacere incontrarla, sono un suo grande ammiratore, anche come cattolico”, ha detto Kerry al Pontefice stringendogli la mano.

Obama è arrivato ieri sera a Fiumicino ed è stato portato a Villa Taverna, sede dell’ambasciata Usa. Per l’occasione le misure di sicurezza sono al livello massimo e per la sede diplomatica, forse per sdrammatizzare l’idea di una città blindata, ha lanciato l’hashtag #ObamainItalia, per fare, su Facebook e Twitter, un reportage insolito della visita nella Capitale. Obama ha salutato con un gesto della mano la folla di curiosi che lo aspettava. È quindi scattato il “divieto di sorvolo dello spazio aereo”. Per gli spostamenti del presidente degli Stati Uniti sono stati anche previsti diversi itinerari alternativi. Nel corso dei servizi è previsto anche l’utilizzo di pattuglie a cavallo della polizia e dei carabinieri, personale del Corpo Forestale dello Stato e della squadra fluviale della Questura, in particolare nei pressi di Castel Sant’Angelo.

Per la prevista una visita al Colosseo, espressamente richiesta dal presidente, verrà creata una sorta di zona rossa, con strade off limits per il tempo necessario al tour e camion bar sgomberati da via dei Fori Imperiali. L’agenda prevede, tra le tappe, oltre all’incontro con papa Francesco, un colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Napolitano. Obama vedrà per la prima volta anche il premier Matteo Renzi. Proprio lui agli inizi di marzo aveva parlato della visita del presidente degli Usa all’Anfiteatro Flavio, ricollegandola ad un’altra questione, più ‘nostrana’: “Obama ha chiesto di vedere il Colosseo. Se penso alle polemiche su Della Valle ed il Colosseo dico che siamo un Paese che sta perdendo delle occasioni…”. In tutte le zone toccate dal giro del presidente degli Usa, in ogni caso, i controlli saranno imponenti e le misure messe in campo suscettibili di variazioni last minute.