Il governo trema ma l’Italicum alla Camera incassa il primo sì, al termine di una maratona notturna e dopo una serie di votazioni ad altissimo rischio. “Volevano farmi fuori e non ci sono riusciti”, il commento di Matteo Renzi dopo la nottata ad alta tensione in cui sono stati respinti per il rotto della cuffia gli emendamenti che potevano minare l’alleanza tra il premier e Berlusconi, soprattutto quello sulla doppia preferenza di genere dove il segretario Pd ha evitato lo scivolone per 20 voti soltanto vedendosi costretto a schierare in Aula il governo a ranghi compatti, ministri e sottosegretari. Restano bloccate le liste dei candidati in Parlamento e si evita il peggio anche sull’emendamento per reintrodurre le preferenze, bocciato per 35 voti (264 sì contro 299 no).

L’Italicum quindi passa a Montecitorio con 365 sì, 156 no e 40 astenuti, una maggioranza molto più ampia di quanto ci si poteva aspettare dopo le strettoie della notte precedente.  Sono solo 24 infatti, sulla carta, i sì mancanti alla somma dei deputati di Pd, FI, Ncd (389) che supportano la nuova legge elettorale passata con 365 voti. I centristi di Popolari per l’Italia e Scelta civica, come annunciato, si sono astenuti. Spulciando i tabulati d’aula si scopre che nel Pd a non rispondere all’appello del premier, a vario titolo, sono stati in 23: nove erano in missione (tra cui Rosy Bindi e Francesco Boccia) e 14 assenti. Tra questi ultimi, i lettiani Anna Ascani e Marco Meloni e lo stesso ex premier Enrico Letta. Non hanno votato l’Italicum anche Pippo Civati e Enza Bruno Bossio. Assenti anche Dario Nardella, ormai in piena corsa per diventare sindaco di Firenze, e Dario Franceschini ancora convalescente.

Ora la legge elettorale passa al Senato, il ramo del Parlamento in cui i numeri sono molto più esili: una fragilità che lascia presagire nuove complesse trattative al Senato e una sorta di redde rationem all’interno del Pd. Per ora Renzi esulta su Twitter – Politica 1, disfattismo zero” – ma il battibecco a distanza con Pierluigi Bersani che respinge al mittente le accuse di complotto, sembra dar ragione al capogruppo del M5S al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo: “Al Senato la maggioranza del governo Renzi non esiste – ha detto dopo il l’ok alla Camera – Il Partito democratico è completamente allo sbando e dilaniato da lotte interne. L’inconsistenza della maggioranza Renzi la vedremo presto al Senato durante l’approvazione della legge elettorale. Una legge truffa nata dal perverso patto a due tra Renzi ed il pregiudicato Berlusconi”. 

LA CRONACA ORA PER ORA

13.01 – Schifani: “Al Senato da Ncd impegno a cambiare leggi” – “Oggi è stata licenziata dalla Camera una legge elettorale che non ci convince completamente e che, al Senato, il Nuovo Centrodestra si impegnerà a modificare, soprattutto per eliminare alcuni vizi di costituzionalità, che riguardano la disciplina delle soglie di accesso, la modalità di scelta dei candidati da parte dei cittadini”. Lo afferma in una nota il presidente del Nuovo Centrodestra Renato Schifani. “Il passaggio legislativo al Senato sarà l’occasione per riportare nella sede propria le decisioni, su un tema decisivo qual è quello della legge elettorale, che sono nate da un accordo extraparlamentare tra Renzi e Berlusconi”, conclude.

12.49 – Cgil: “Dubbi di costituzionalità” – L’approvazione in prima lettura della nuova legge elettorale “suscita numerose preoccupazioni” alla luce delle indicazioni espresse dalla Corte costituzionale sul ‘Porcellum'”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, sul via libera della Camera all’’Italicum’ spiegando che ci sono “forti dubbi sulla conformità del disegno di legge al dettato costituzionale”. Per la Cgil sarebbero utili interventi correttivi al Senato.

12.47 – Alfano: “Ok a legge, migliorabile al Senato” – “Ok legge elettorale. Buon lavoro, migliorabile al Senato e il Nuovo Centrodestra sarà ancora protagonista”. Lo scrive su twitter il leader di Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano.

12.40 – Brunetta (Fi): “No stravolgimenti al Senato” – “Soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera dei deputati della nuova legge elettorale, il cosiddetto ‘Italicum’. L’accordo tra il presidente Berlusconi e Matteo Renzi ha retto alla prova dei fatti grazie soprattutto al senso di responsabilità dimostrato da Forza Italia, nonostante le continue fibrillazioni all’interno della maggioranza e all’interno del Partito democratico”. Lo scrive in una nota il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta

12.38 – Cuperlo: “Sì perché avvio, ma va migliorata” – La riforma della legge elettorale ha tagliato un primo traguardo. Buona notizia. Adesso conta come si va avanti. Diverse tra le critiche espresse nell’Aula della Camera hanno una fondatezza che l’onestà intellettuale non può rimuovere”. Lo afferma Gianni Cuperlo, leader della minoranza Pd, che critica certe affermazioni attribuite a Renzi a proposito di “complotti”: “Non si chiedono certo dei ringraziamenti, non è stagione. Ma almeno di evitare toni e parole impropri”.

12.28 – Civati: “Non ho partecipato al voto, Italicum è fatto male” – Pippo Civati scrive in un post pubblicato sul suo blog perché non ha partecipato al voto sulla legge elettorale, da poco approvata dalla Camera. Secondo l’esponenete della minoranza dem, ci sono diverse ragioni per le quali l’Italicum non poteva essere votata. “La prima – scrive – riguarda il nostro mandato elettorale: perché la disciplina di partito è importante (e, credetemi, vivo questi passaggi con grande sofferenza), ma questa legge si allontana troppo (come hanno spesso ricordato gli amici e compagni di Sel che con noi sono stati eletti) dal mandato ricevuto dagli elettori”.

12.21 – Gasparri: “Al Senato l’Italicum non si tocca” – “Premesso che non esiste una legge elettorale perfetta, il testo dell’Italicum è il frutto di un lungo confronto e allo stato attuale è la legge più adatta a garantire stabilità al paese. Ritocchi, modifiche, imbellettamenti non sono possibili. Non per discriminazione, ma perché c’è un faro, quello della Corte Costituzionale, puntato sopra la legge elettorale che non si può spegnere o accendere a piacimento. Niente scherzi, quindi”. Lo dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che avverte: “al Senato il testo dell’Italicum dovrà essere votato così come è stato licenziato dalla Camera”.

12.19 – Grillo: “Pregiudicatellum riforma incostituzionale” – “Pregiudicatellum, una riforma elettorale incostituzionale per tanti motivi”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo profilo Twitter allegando la dichiarazione di voto alla Camera sulla legge elettorale del deputato M5S Danilo Toninelli e la foto del cartellone sollevato in aula dai grillini: Berlusconi e Renzi affiancati con in messo un cuore e la scritta ‘Renzi-Berlusconi profonda sintonia e ‘Condannati all’amore’.

12.08 – Capezzone: “Risultato positivo grazie a Verdini” – “Per responsabilità di alcune resistenze emerse nel Pd e nel centrosinistra, vi sono stati alcuni arretramenti, che Forza Italia ha comunque accettato per enorme senso di responsabilità. Ma, ciò detto, resta un risultato molto buono. E tutti devono ringraziare Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, che hanno lavorato nella direzione giusta, verso un limpido bipolarismo e un sistema politico auspicabilmente meno condizionato dai ricatti dei partiti minori. Spero anche che in tanti vogliano riconoscere la tenacia e l’intelligenza politica con cui Denis Verdini ha reso possibile questo serio compromesso”. Lo dice l’esponente di Forza Italia Daniele Capezzone.

12.04 – Capelli (Cd): “Tra Renzi e Berlusconi torbido inciucio” – “Da quasi vent’anni c’è una parola che nella politica italiana è diventata sinonimo di nefandezze, accordi sottobanco, mancanza di trasparenza, più di qualunque altra. E questa parola è inciucio”. Lo dichiara Roberto Capelli, deputato del Centro Democratico

11.57 – Zampa (Pd): “Voto con profonda amarezza questa legge elettorale” – “Lo faccio essenzialmente per disciplina di partito, prevista in democrazia”. Lo dice la vicepresidente del Pd Sandra Zampa.”Anche alla disciplina di partito – aggiunge – c’è però un limite oltre cui non sono disposta ad andare. Quel limite è per quanto mi riguarda molto vicino in considerazione del fatto che, al riparo dal voto segreto, una parte del gruppo parlamentare di cui faccio parte si è slealmente mobilitato contro principi e valori fissati dallo statuto del Pd.

11.56 – Alfredo D’Attore (Pd): “Se fossimo a voto finale, voterei no” – “Senza la responsabilità e la serietà di tutto il Pd, questa legge, che non è una buona legge elettorale, non avrebbe neppure iniziato il suo cammino. Se si vanno a vedere giovedì tutti i voti sulle soglie, e tutti i voti sulle liste bloccate, la legge ha retto su un patto Pd – Forza Italia. Sulla parità di genere è stato fatto un errore di direzione politica, un errore di chi ha il dovere di dirigere il governo e il partito, perché bisognava fare in modo che tutto il gruppo del Pd si pronunciasse in favore, invece con scarsa lungimiranza, sono mancati i voti anche del Pd. Ieri c’è stato un esercizio supremo di responsabilità. Ma io voto la legge oggi perché è il punto di partenza. Se questa legge fosse il punto di arrivo e fossimo in sede di conversione definitiva, io non la voterei” E’ quanto ha dichiarato questa mattina Alfredo D’Attore del Pd a Omnibus su La7

11.55 – Bersani: “Complotti? Renzi piuttosto ringrazi deputati” – “A Renzi potrà apparire strano ma c’è gente che non sa cosa voglia dire ‘complotto’. Farebbe bene a ringraziare che, nonostante problemi molto seri, il gruppo ha tenuto. Renzi dovrebbe ringraziare i deputati, che nonostante problemi molto seri e obiezioni hanno votato”. Così l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani commenta con i cronisti le parole del premier Matteo Renzi che ha accusato una parte del suo partito di averlo voluto mettere in difficoltà sulla legge elettorale.

11.45 – Renzi: “Bene, politica 1, disfattismo 0” – “Grazie alle deputate e ai deputati.Hanno dimostrato che possiamo davvero cambiare l’Italia. Politica 1-Disfattismo 0. Questa #lasvoltabuona”. Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commenta su Twitter il via libera alla legge elettorale da parte della Camera.

11.32 – M5S protesta con cartelli in Aula – Grande sintonia Renzi-Berlusconi. Condannati all’amore”: è il testo dei cartelli che i deputati di M5S hanno esposto nell’Aula della Camera dopo il voto finale sulla legge elettorale. nel cartello c’erano i ritratti dei leader di Pd e Fi divisi da un cuore rosso. La presidente Laura Boldrini ha ordinato la rimozione dei cartelli.

11.30 – Sì dell’Aula della Camera alla riforma della legge elettorale – I voti a favore sull’Italicum sono stati 365, 156 i contrari, 40 gli astenuti. I votanti erano 521 e la maggioranza richiesta 261. Il testo ora passa al Senato. Alla votazione ha partecipato il governo al gran completo, ma vuota è rimasta la sedia del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Dopo il voto, dai banchi di Pd e Fi si è levato un lungo applauso.

11.25 – Nuti (M5S): “Il Pd non ci chiami ‘amici’ – “Roberto Speranza del Pd si è rivolto a noi chiamandoci ‘amici’. Quella parola, detta da lui a noi, la ritengo offensiva”. Lo dice nell’aula della Camera, Riccardo Nuti del M5S dopo la dichiarazione di voto del capogruppo del Pd, scatenando la reazione dei Democratici. “Noi – dice – non siamo amici di chi ha creato i problemi di cui oggi il Paese soffre. Noi siamo all’opposto”. Parole per cui dal Pd si è levata una forte reazione, qualcuno ha anche urlato: “Fascisti”.

11.24 – Biancofiore (Fi): “Funerale democrazia, voto contro” – “Pur avendo condiviso l’intervento del mio collega Massimo Parisi, con il cuore triste oggi non posso che votare contro questa legge elettorale”. Lo ha detto la deputata di Forza Italia Michaela Biancofiore durante le dichiarazioni di voto alla Camera sulla riforma della legge elettorale, parlando a titolo personale e dissociandosi così dal voto favorevole del suo partito. “Oggi mi sono vestita di nero perchè la Camera sta celebrando il funerale della democrazia nella mia terra e in Italia”, ha spiegato Biancofiore parlando delle norme che riguardano il Trentino Alto Adige. “Il Senato – ha aggiunto – deve cambiare questo obbrobrio o non rimetterò la spilletta del mio partito”.

11.21 – M5S: “Al Senato la maggioranza del governo Renzi non esiste”. Lo afferma Vincenzo Maurizio Santangelo, capogruppo del M5S al Senato, dopo che questa mattina a Palazzo Madama è saltato il numero legale per ben quattro volte e la seduta è stata rinviata al pomeriggio. “La maggioranza del governo Renzi al Senato non esiste! Il Partito Democratico è completamente allo sbando e dilaniato da lotte interne”, attacca Santangelo. “L’inconsistenza della maggioranza Renzi la vedremo presto al Senato durante l’approvazione della legge elettorale. Una legge truffa nata dal perverso patto a due tra Renzi ed il pregiudicato Berlusconi”, conclude il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato.

11.19 – Speranza: “Il Pd vota sì all’Italicum” – Il Pd voterà favorevolmente, il nostro è prima di tutto un sì ad alcune domande di fondo che toccano il cuore della democrazia, con questo voto si arriva finalmente ad una partenza del treno delle riforme”. Lo afferma il capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza, annunciando il sì del gruppo all’Italicum. “Oggi riformare la democrazia è l’unico modo per salvarla”, aggiunge Speranza. E, rivolgendosi al M5S, il capogruppo Pd afferma: “basta con le occasioni sprecate, basta con il continuare a stare sui tetti, siete stati eletti per cambiare, siete qui solo per conservare. Quante espulsioni ancora prima di comprendere che questo Paese può cambiare?”.

11.13 – Sel annuncia no a Italicum e solleva Costituzione – Durante le dichiarazioni di voto alla Camera sulla riforma della legge elettorale, mentre Gennaro migliore, deputato di Sel, annunciava il voto contrario, i suoi colleghi di partito hanno sollevato la Costituzione. La presidente della Camera Laura Boldrini ha invitato i deputati di Sel ad abbassare il libro.

11.04 – M5S vota no all’Italicum: “Peggiora il già pessimo livello di democrazia del nostro Paese” – L’Italicum “è un’orrenda schifezza figlia degli interessi personali di Pd e FI, con due orrendi figuranti, il capo di un partito e il padrone di un partito”. Lo dice in aula alla Camera il deputato M5s Danilo Toninelli, annunciando il voto contrario del gruppo alla legge elettorale. E rivolgendosi agli altri partiti aggiunge: “Insieme al Porcellum siete stati cancellati dalla Corte costituzionale, ma invece di tornare a casa e ridare il voto dei cittadini avete affidato la nuova legge elettorale a due padroni di partito”.

10.36 – Sì dal Nuovo centrodestra – “È stata superata l’impostazione originaria che portava al bipartitismo attraverso una forzatura; aver prodotto un disegno più equilibrato è un segno positivo”. Ma l’Italicum “rimane ancora un bicchiere mezzo vuoto con l’assenza delle preferenze, che speriamo venga colmato al Senato”. Lo dice in aula alla Camera la capogruppo di Ncd ed ex ministra alle Politiche agricole, annunciando il voto favorevole del gruppo. E aggiunge: “Finalmente una legge elettorale legata a superamento bicameralismo. Meglio l’Italicum del modello spagnolo”

10.25 – Balduzzi (Scelta civica): “Astenuti per nuovo negoziato” – “Il nostro voto di astensione vuole essere di speranza, ma anche di incoraggiamento alla rinegoziazione che speriamo si possa avere tra oggi e la discussione al Senato che speriamo non introduca ulteriori elementi di problematicità come il Salva Lega”. Lo dice nell’Aula della Camera Renato Balduzzi annunciando la posizione di Scelta civica sulla legge elettorale.

10.14 – Lega nord vota no alla Camera – “Una legge incostituzionale e sbagliata”: così Matteo Bragantini della Lega bolla l’Italicum in dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale nell’Aula della Camera, su cui la Lega voterà contro. “Il dibattito su questa legge è stato surreale. Si diceva che la gente aspetta questa legge elettorale. Svegliatevi: la priorità di questo Stato sono il lavoro e le tasse, non la legge elettorale”, conclude Bragantini.

10.06 – Fratelli d’Italia voterà no all’Italicum – Lo annuncia nell’Aula della Camera Giorgia Meloni. parlando in dichiarazione di voto finale. “L’attuale sistema elettorale – ha rilevato Meloni – è una porcata perché ci sono le liste bloccate, cioè un Parlamento di nominati. L’Italicum non cambia questa situazione”.

9.59 – Minoranze linguistiche: “Sì a Italicum” – I deputati delle minoranze linguistiche voteranno a favore della legge elettorale. Lo ha annunciato nell’Aula della Camera Albrecht Plangger in dichiarazione di voto finale sull’Italicum.

09.51 – Pisicchio: “Cd voterà no a Italicum” – “Annuncio il voto contrario del Centro democratico”. Lo dice Pino Pisicchio (Cd) nella dichiarazione di voto finale sull’Italicum alla Camera.

09.46 – Giachetti (Pd): “Approvazione? E’ quasi rivoluzionario” – “È un fatto molto positivo, anzi quasi rivoluzionario rispetto a com’è andata la politica negli ultimi anni, che un primo passo stia per compiersi alla Camera: voltatevi indietro e ditemi se vi ricordate un momento, negli anni passati, in cui siamo stati così prossimi ad approvare la legge elettorale”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, intervenuto ad Agorà su Rai3.

9.40 – Cicchitto (FI): “Fermata battaglia su preferenze per disciplina governo” – “Al Senato riprenderemo la battaglia sulle soglie di sbarramento, ma non su quella del 4,5%, che non consideriamo un problema, piuttosto su quella dell’8% dei partiti non coalizzati e sul 12% delle coalizioni. Questa legge elettorale è partita con un patto stretto tra Renzi e Berlusconi che ipotizzava un altro sistema in cui restavano soltanto due partiti, assolutamente illegittimo, se questo avviene attraverso una forzatura di una legge elettorale”. Così, questa mattina, Fabrizio Cicchitto, deputato del Nuovo Centrodestra nella puntata di Agorà su Rai3.

9.32 – È ripresa in aula alla Camera l’esame della legge elettorale – Questa notte è terminato il voto degli emendamenti e dei 15 ordini del giorno presentati. Ora cominciano le dichiarazioni di voto. Poi la votazione finale. La riforma elettorale dovrà poi passare al Senato

7.24 – Renzi: “Volevano farmi fuori e non ci sono riusciti” – “In questi giorni non si è discusso di donne, si è cercata un’operazione politica per dire che non controllavo il Pd”. Così il premier Matteo Renzi in un colloquio con Repubblica sulle ultime vicende alla Camera sull’Italicum. “Usando il voto segreto, qualcuno ha tentato la rivincita cercando di farmi fuori, e ha perso – dice Renzi: – la legge elettorale va ed è solo il primo passo”.