Una lunga intervista a un anno dalla sua elezione a Pontefice, nella quale si definisce “una persona normale” e parla di divorziati, fine vita e crisi. Papa Francesco, in un colloquio col direttore della Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, racconta il suo primo anno sul soglio di Pietro. Riflette sulla famiglia, “che attraversa una crisi molto seria” e sulla quale occorre “riflettere molto in profondità”. Solo così, dice, si “potranno affrontare seriamente le situazioni particolari, anche quelle dei divorziati“. Ribadisce che “il matrimonio è fra un uomo e una donna” ma sulle unioni civili “bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà”. 

Quanto al testamento biologico, Francesco spiega che “la dottrina tradizionale della Chiesa dice che nessuno è obbligato a usare mezzi straordinari quando si sa che la vita è in una fase terminale” e aggiunge di avere “sempre consigliato le cure palliative”, anche se “in casi più specifici” è bene ricorrere “al consiglio degli specialisti”. Bergoglio, poi, si descrive come una “persona normale”, a cui piace “stare tra la gente, insieme a chi soffre, andare nelle parrocchie. Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di Papa Francesco. Quando si dice per esempio che esce di notte dal Vaticano per andare a dar da mangiare ai barboni in via Ottaviano. Non mi è mai venuto in mente”. Citando Freud, prosegue il pontefice, “in ogni idealizzazione c’è un’aggressione. Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo. Il Papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale”.

Interviene anche sugli abusi sui minori, tra i maggiori scandali che hanno colpito la Chiesa negli ultimi anni. Li definisce “tremendi” perché “lasciano ferite profondissime. Benedetto XVI è stato molto coraggioso e ha aperto una strada. La Chiesa su questa strada ha fatto tanto. Forse più di tutti” e, puntualizza, “forse è l’unica istituzione pubblica a essersi mossa con trasparenza e responsabilità. Nessun altro ha fatto di più. Eppure la Chiesa è la sola ad essere attaccata”. Sul Papa emerito, poi, aggiunge che “è una istituzione” e non “una statua in un museo”. Ratzinger, prosegue, “è discreto, umile, non vuole disturbare. Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso insieme che sarebbe stato meglio che vedesse gente, uscisse e partecipasse alla vita della Chiesa”. “La sua saggezza è un dono di Dio. Qualcuno – aggiunge Papa Francesco – avrebbe voluto che si ritirasse in una abbazia benedettina lontano dal Vaticano. Io ho pensato ai nonni che con la loro sapienza, i loro consigli danno forza alla famiglia e non meritano di finire in una casa di riposo“.