Antonio Di Pietro torna in toga. L’ex senatore assiste in qualità di avvocato l’Italia dei Valori, che si è costituita parte civile al processo per la presunta compravendita di senatori cominciato questa mattina al Tribunale di Napoli. “E’ la prima volta che mi trovo dall’altra parte come difensore di parte civile”, ha commentato l’ex pm di Mani pulite.

Di Pietro ha poi ricordato che, “secondo l’accusa, Berlusconi con fior di milioni ha comprato il voto di parlamentari, tradendo la democrazia e mortificando lo stato di diritto. Fino a un certo punto si può prendere in giro la giustizia se no si diventa azzeccagarbugli: mi riferisco a Berlusconi e non ai suoi avvocati”, ha aggiunto. E, commentando la possibilità che l’avvocato Niccolò Ghedini possa essere sentito come teste, dal momento che sarebbe a conoscenza di particolari sulla vicenda giudiziaria, ha osservato: “Bisogna riflettere sulla possibilità che chi ha conoscenza dei fatti possa anche assistere e difendere. Anch’io mi trovo in questa situazione, perché sono a conoscenza di fatti: la mia toga oggi sta a significare anche questo, o facciamo gli avvocati o i testimoni”.

Gli avvocati del Cavaliere, Ghedini e Michele Cerabona, hanno eccepito una serie di presunti difetti di notifica. Secondo i legali le irregolarità si riferiscono al fatto che la notifica dell’udienza è avvenuta ad Arcore e non a Palazzo Grazioli, dove di recente il Cavaliere ha trasferito la sua residenza. “Cercano di far passare il tempo con l’obiettivo della prescrizione”, ha risposto il leader Idv intervenendo sui rilievi dei legali dell’ex premier in merito alla notifica di rinvio a giudizio. “L’ultima trovata è che la notifica sarebbe non corretta, perché arrivata in un luogo sconosciuto a lui, Arcore, e a persone sconosciute. La smettesse di prenderci in giro, sono le solite eccezioni preliminari che fanno solo perdere tempo. Fino a un certo punto può prendere in giro la giustizia”.