Il ministro della Funzione pubblica marocchina Mohamed Mobdii sostiene che Silvio Berlusconi è innocente perché ai tempi del bunga bunga Karima El Marough non era minorenne. Dichiarazioni che paiono riportare il calendario a giovedì 3 marzo 2011, quando Il Giornale titolava: “Il premier cala l’asso: Ruby era maggiorenne”. Nell’articolo si racconta che il capo di Forza Italia ha rivelato ad alcuni fedelissimi di avere la prova che la giovane marocchina, protagonista delle serate bollenti di Arcore, “è stata registrata all’anagrafe due anni dopo la sua nascita”. Lo scoop del quotidiano di via Negri si sgonfia una settimana dopo, quando Il Fatto Quotidiano pubblica la notizia di due misteriosi emissari che si presentano all’anagrafe di Fkih Ben Salah, paese natale di Ruby-Karima, per cercare invano di falsificare il suo certificato di nascita. Con quale scopo? Per renderla maggiorenne all’epoca dei fatti per i quali B. è stato condannato in primo grado a 7 anni (6 anni per concussione e 1 per prostituzione minorile).

Così, in attesa che venga fissata la data dell’udienza d’appello, dal Marocco arriva la nuova “notizia bomba”: in un’intervista al quotidiano al-Akhbar, il ministro Mobdii sostiene che l’ex premier italiano non è colpevole perché all’epoca dei festini la ragazza aveva già conseguito la maggiore età. Come fa a saperlo? Perché vent’anni fa era responsabile della circoscrizione del paese natale di Ruby e, dimostrando una memoria da elefante, ricorda di essere stato lui stesso a firmare l’atto di nascita della giovane spacciata per essere la nipote dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak. Alla domanda sull’anno indicato nel certificato, l’esponente di governo risponde sicuro: “1992”. La stessa data verificata dal Fatto Quotidiano quando nel marzo 2011 prende visione diretta del certificato dell’anagrafe di Fkih. E secondo le carte, Karima è nata il primo novembre 1992. Quello che però Mobdii forse dimentica è la data della prima “cena elegante” in quel di Arcore: 14 febbraio 2010, quando Ruby ha esattamente 17 anni e 3 mesi.

Altrimenti non si spiegherebbe il tentativo di taroccare l’età della ragazza svelato in esclusiva dal Fatto, quando due italiani e un marocchino si presentano all’anagrafe del paese cercando di corrompere una funzionaria affinché “caricasse” Ruby di un paio d’anni. Un piano preciso per scagionare Berlusconi dall’accusa di prostituzione minorile: fare della giovane una maggiorenne all’epoca delle sue frequentazioni con il leader di Arcore. E, si sa, pagare una prostituta di 18 anni o più non è reato. I misteriosi personaggi però si scontrano contro l’onestà e il senso del dovere di una funzionaria che non solo rifiuta la bustarella per taroccare le carte, ma, tramite un parente che vive in Italia, decide di contattare il nostro giornale per raccontare lo strano tentativo di corruzione.

Nonostante questi fatti e nonostante le dichiarazioni del ministro marocchino che smentiscono se stesso, dal centrodestra piovono dichiarazioni di solidarietà per il leader: se la senatrice di Forza Italia Elisabetta Alberti Casellati invita “la sinistra a scusarsi con Berlusconi”, l’ex parlamentare Souad Sbai rivolge “un appello alla Procura della Repubblica perché intervenga per accertare la verità recuperando la documentazione originale”. La stessa visionata, direttamente in Marocco, dal Fatto Quotidiano sulla quale, in mezzo a timbri e firme, è stampata a caratteri cubitali la data di nascita di Karima: 1 novembre 1992. La conferma arriva direttamente dalla Procura di Milano che, in una nota, sostiene di non avere “nessun dubbio” sull’età effettiva della ragazza e sul fatto che nel febbraio del 2010 fosse ancora minorenne.