Una “corsa preferenziale” per l’attribuzione delle supplenze. È questa la risposta del Ministero dell’Istruzione ai nuovi abilitati dal Tirocinio formativo attivo (Tfa), che da mesi protestavano per l’esclusione dal concorso e dalle graduatorie per le cattedre. Il ministro Maria Chiara Carrozza aveva annunciato negli scorsi giorni un intervento del Miur per garantire la validità immediata del titolo abilitante. Oggi è arrivato l’atteso comunicato: un nuovo regolamento modifica le priorità all’interno delle graduatorie di Istituto, le liste suddivise per scuole che assegnano ogni anno gli incarichi a tempo determinato (le assunzioni, invece, avvengono per metà dalle graduatorie ad esaurimento e per metà tramite concorso).

La novità sostanziale è che tutti coloro che si trovavano già nella terza fascia (quella riservata ai semplici laureati) e che nel frattempo si sono abilitati con il primo ciclo di Tfa, passano immediatamente avanti ai non abilitati. Niente da fare, invece, per gli abilitati Tfa che per questioni temporali non hanno fatto a tempo ad iscriversi in graduatoria nel 2011: riaprire ora le liste sarebbe stato troppo complicato, anche dal punto di vista normativo. Dovranno quindi attendere l’estate, quando tutte le graduatorie verranno aggiornate, come secondo cadenza triennale. Il decreto prevede una concessione importante pure per i beneficiari dei Pas (Percorsi abilitanti speciali), la sanatoria del governo che concede l’abilitazione anche a tutti coloro che vantano tre anni di servizio nelle scuole (pur non avendo vinto alcun concorso): per la maturazione dei tre anni di servizio necessari sarà ritenuto valido anche l’anno scolastico 2012/2013.

Il Ministero ha optato dunque per una soluzione di compromesso, nel tentativo di dare una risposta alle richieste dei nuovi abilitati senza rinnegare i Pas. Ma il fronte dei “tieffini” non è soddisfatto. Su forum specializzati e social network la mossa del Miur viene giudicata tardiva, e solo parzialmente efficace. Per non parlare della beffa per chi non è presente nelle graduatorie e, pur essendo abilitato, almeno fino a giugno resterà indietro rispetto a chi non ha alcun titolo specifico all’insegnamento. Una percentuale “minima” – fanno notare dal Ministero –, inferiore al 10% degli abilitati. Ma che coincide con i neolaureati, ancora una volta i più penalizzati nel rebus del reclutamento.

Resta in piedi, comunque, la questione della differenziazione tra Tfa e Pas, abilitazione ordinaria e speciale. I dirigenti del Ministero assicurano a ilfattoquotidiano.it che una revisione delle tabelle di valutazione dei titoli verrà fatta in vista della riapertura delle graduatorie. “Si tratterà comunque – afferma Luciano Chiappetta, responsabile capo dipartimento del Miur – di una differenziazione di punteggio, e non di fascia. Non ci saranno fasce diverse per Tfa e Pas perché le abilitazioni, legalmente, sono tutte uguali”.

Il decreto interministeriale odierno prevede anche altre novità: tra queste, l’istituzione di un’unica graduatoria nazionale al termine delle prove di selezione per il Tfa, a partire dal prossimo ciclo. Inoltre, il semplice titolo di laurea (anche senza abilitazione) torna ad essere valido per l’inserimento nella terza fascia delle graduatorie di istituto (contrariamente a quanto previsto dal decreto n.81 del marzo 2013). Il Miur ha anche annunciato di aver quasi ultimato la predisposizione per il secondo ciclo di Tfa, che dovrebbe essere bandito già a febbraio. Quanto al prossimo concorso, secondo le indiscrezioni raccolte dal fattoquotidiano.it “è presto ma non prestissimo” per parlarne: da viale Trastevere non escludono che il bando possa uscire già nel 2014. E almeno questa sarebbe una notizia in grado di mettere tutti d’accordo.