Dentro la Traviata di Verdi dedicata a Nelson Mandela, fuori le proteste dei centri sociali e dei comitati per il diritto alla casa. Nel giorno della Prima, decine di manifestanti, come ogni anno, protestano in occasione dell’apertura della stagione lirica. Dal pomeriggio Piazza della Scala è interamente transennata e presidiata da carabinieri e polizia in tenuta anti sommossa. Rimane aperta ai milanesi solo una piccola parte di fronte a Palazzo Marino, dove si affollano militanti dei centri sociali e dei comitati cittadini, curiosi, turisti e molti milanesi presi dagli acquisti prenatalizi. Il comitato abitanti di San Siro e il centro sociale Cantiere Sms hanno allestito di fronte al palazzo i banchetti del mercato equo e solidale ‘Crise’ per protestare contro il mondo dell’alta finanza e della politica che affollerà la Scala per sentire la Traviata.

Presenti anche gli iscritti del sindacato di base Cub che  hanno srotolato numerosi striscioni (tra cui uno che accusa gli “egregi rovinatori dell’Italia”), oltre a esporre un manichino con la tuta da lavoro della Pirelli e il volto di Marco Tronchetti Provera e tre dipinti che raffigurano tre storici marchi dell’industria in crisi: Novaceta, Electrolux e Pirelli.

Gli unici momenti di tensione si sono verificati quando è arrivato un gruppetto di una decina giovani di Forza Italia con l’intenzione di contestare le autorità presenti, come il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Il loro arrivo però ha scatenato le proteste del resto dei manifestanti che hanno tentato di accerchiarli. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che scortavano i giovani ‘azzurri’, che si sono subito allontanati. 

Tanti gli ospiti dal mondo della politica, dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso al presidente del Senato Pietro Grasso. Assenti Enrico Letta, la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Assistono invece alla Traviata il ministro della Difesa Mario Mauro e della Cultura Massimo Bray. In platea ci sono anche l’ex premier Mario Monti e la signora Elsa e il presidente del Csm Michele Vietti. Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, finita sotto i riflettori per il suo presunto interessamento a favore dell’ex detenuta Giulia Ligresti, ha deciso di seguire l’opera dal carcere di San Vittore, in mezzo ai detenuti. Prima dell’inizio dell’opera, Napolitano ha telefonato al penitenziario milanese per fare gli auguri ai detenuti riuniti per la diretta tv. Nel corso della chiamata ha spiegato che il governo sta lavorando con decisione contro i ”trattamenti disumani e degradanti” che si verificano nei penitenziari.

Alla Prima c’è anche l’ex procuratore capo della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli che, rispondendo ai giornalisti sulla decadenza di Berlusconi dice: “Ritengo fosse inevitabile. Non c’erano altre vie d’uscita”. Tuttavia, precisa che a preoccuparlo sul fronte politico sono soprattutto “l’eccesso di polemiche, la dialettica interna ai movimenti che si fa sempre più aspra e che rischia di far diminuire quel senso di fiducia che i cittadini hanno della politica. La dialettica – ha sottolineato – deve avere dei limiti altrimenti invece di costruire si distrugge”.