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Professore aggredito a San Vito Lo Capo: verifiche su “possibili convergenze” con l’accoltellamento nella Bergamasca

Due minori, non imputabili, la diretta su Telegram e il richiamo alle stragi Usa: i carabinieri stanno verificando se i due frequentassero le stesse chat
Professore aggredito a San Vito Lo Capo: verifiche su “possibili convergenze” con l’accoltellamento nella Bergamasca
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Due minori, non imputabili, le dirette su Telegram e il richiamo alle stragi Usa. Al momento è poco più di una suggestione, ma le “possibili convergenze” tra il caso dell’undicenne che ha tentato di accoltellare un suo docente a San Vito Lo Capo, nel Trapanese, e quello del 13enne che aveva ferito una professoressa a Tescore Balneario, nella Bergamasca, il 25 marzo scorso, esistono. E i carabinieri le stanno verificando. Anche sulla base del racconto di una compagna del giovanissimo lombardo che aveva colpito l’insegnante.

I militari vogliono capire se frequentavano le stesse chat private di Telegram, lo stesso social sul quale sia il 13enne che aveva colpito la prof di francese Chiara Mocchi che l’undicenne hanno trasmesso la loro azione. Dal personal computer e dal cellulare dello studente potrebbe arrivare la chiave per stabilire quale sia il motivo per cui si è scagliato contro il suo docente di Tecnologia e, soprattutto, se qualcuno lo abbia spinto a farlo.

La Rete, in ogni caso, sembra aver avuto un ruolo decisivo in tutta la vicenda. Per vederci chiaro la Procura per i minori di Palermo ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per istigazione. Sotto la lente il profilo TikTok dello studente che nei giorni prima dell’aggressione aveva fatto intendere la volontà di compiere un gesto clamoroso.

Dalla lettura di alcuni commenti emerge che diversi suoi follower sapevano cosa avesse in mente. Alcuni gli chiedevano come avrebbe realizzato il video e il ragazzino descrive esattamente quanto accaduto e cioè che avrebbe usato il cellulare attaccato a un caschetto. Sabato è stato sentito per ore, in modalità protetta, dalla procuratrice per i minorenni. Lo studente non avrebbe mostrato alcun pentimento. La violenza, ne sono certi gli inquirenti, era stata programmata nei particolari nei giorni precedenti.

Tra i post che lo dimostrano ce n’è uno in cui dice: “Non incolpatemi per quello che farò”. Nei giorni precedenti aveva anche postato parole ancora più inquietanti: “La mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno”. Una frase che farebbe pensare all’intenzione di colpire più di una persona. Venerdì mattina, prima di entrare in classe è andato in bagno e ha indossato un caschetto da bici su cui ha bloccato con lo scotch il cellulare con il quale ha fatto una diretta Telegram dell’aggressione. Il 12 enne non è imputabile, ma i magistrati per i minorenni stanno valutando se affidarlo a una struttura specializzata.

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