Scambio di cortesie tra Barack Obama ed Enrico Letta. Al nostro Paese, in affanno per fare tornare i conti, arrivano parole di incoraggiamento dall’alleato americano, che fino a poche ore fa non poteva certo dirsi tranquillo, dopo avere scongiurato in extremis il rischio di default. I leader dei due Paesi hanno avuto un colloquio alla Casa Bianca. “Mi congratulo con il premier Enrico Letta per il voto si fiducia e per la legge di stabilità“, ha sottolineato Obama, aggiungendo che la manovra si muove nella “direzione giusta”: “Le riforme economiche portate avanti dall’Italia sono di grande aiuto per portare il Paese fuori dalla recessione“. Ma i convenevoli non finiscono qui: “Sono impressionato dalla leadership dimostrata dal premier Letta e dalla sua integrità”. E sull’impegno militare italiano a fianco degli Usa, Obama ha detto che le truppe italiane sono state “straordinarie” per contribuire a rendere l’Afghanistan più sicuro. Il presidente americano ha poi aggiunto: “Gli italiani hanno aiutato l’America a essere quello che è in ogni aspetto della sua vita. La vicinanza tra Italia e Stati Uniti non dipende solo dall’amicizia fra due leader ma dalla storia e dalla vicinanza fra i due Paesi”.

Da parte sua, Enrico Letta incassa l’apprezzamento di Obama per la recente manovra. “Abbiamo bisogno di stabilità perché abbiamo un debito elevato e ieri abbiamo avuto tasso di interesse più basso dal 2011 – ha affermato il premier- . Siamo sulla strada giusta e per proseguire su questa strada ci serve una alleanza di crescita”. E ha parlato di nuove misure, in realtà già annunciate più volte, in campo economico: “Nel prossimo bimestre presenteremo un piano di privatizzazioni a investitori internazionali con obiettivo di riduzione del debito pubblico, che nel 2014 fermerà la sua crescita e comincerà la discesa”. Ed è tornato sulla questione immigrazione. “L’Italia partecipa con 50 milioni di dollari in aiuti ai rifugiati – ha spiegato il presidente del Consiglio -. La situazione drammatica a Lampedusa ha bisogno dell’intervento delle Nazioni Unite. Per questo abbiamo partecipato con questa cospicua donazione ai progetti dell’Onu”. E ancora: “Per quanto riguarda il Mediterraneo ho presentato al presidente Obama il problema dei migranti e l’iniziativa ‘Mare Nostrum. Non vogliamo che il Mediterraneo sia mare di morte, ma mare di vita”. Il presidente del Consiglio ha accolto poi come “una grandissima e buona notizia” la partecipazione degli Usa a Expo 2015, specificando che non si tratta di una partecipazione pubblica ma “di privati che però sono guidati da un percorso che il Dipartimento di Stato ha iniziato oggi”.

Il premier ha poi commentato l’intesa che ha scongiurato il default negli Usa: “L’accordo raggiunto negli Stati Uniti sul tetto del debito è positivo per l’Italia”. E sul tema, ha aggiunto: “Il mio sogno sarebbe di poter firmare accordo anti-default con Obama prima della fine del prossimo anno e prima della fine della presidenza italiana in Europa”. Letta vorrebbe estendere la collaborazione con gli Usa anche ad altri ambiti: “La lotta al protezionismo è molto importante e ci auguriamo di collaborare con gli Usa in tal senso”. Infine, il presidente del Consiglio ha parlato del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea: “Quello con gli Usa sarà un futuro di amicizia e la prossima legislatura europea dev’essere legislatura di crescita, noi italiani lavoreremo a fondo per questo. Soprattutto sul fronte del lavoro per i giovani. Questa è la missione della presidenza italiana in Europa”. Il premier, che ha invitato Obama a Bruxelles, si è però detto preoccupato che il prossimo parlamento di Strasburgo “sia il più antieuropeo della storia europea”. I colloqui Italia-Usa proseguiranno anche martedì, quando il segretario di Stato John Kerry arriverà a Roma. In quell’occasione si parlerà anche di Medio Oriente, ha fatto sapere Letta nella conferenza stampa successiva al vertice con Obama. “Sembra che non siamo lontani da svolta positiva”, ha spiegato il premier, aggiungendo che il governo è pronto a destinare 50 milioni di euro per gli aiuti umanitari in Siria.