A meno di 24 ore dalla scadenza, il Senato americano ha annunciato l’accordo tra democratici e repubblicani per evitare il default degli Stati Uniti, ovvero il fallimento tecnico del Paese, impossibilitato a far fronte ai pagamenti. Il leader democratico e quello repubblicano del Senato, Harry Reid e Mitch McConnell, hanno trovato l’intesa finale per alzare il tetto massimo del debito pubblico fino al 7 febbraio 2014 e sbloccare fino al 15 gennaio lo shutdown, ovvero la sospensione dei servizi pubblici federali non essenziali scattata all’inizio di ottobre per il mancato compromesso sul bilancio dell’anno prossimo. Il testo sarà votato prima al Senato, poi alla Camera.

Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha subito fatto sapere che il presidente americano Barack Obama ha accolto a braccia aperte la notizia e crede che l’intesa bipartisan raggiunta in Senato “possa servire a riaprire il governo e ad eliminare la minaccia del default per le famiglie e le imprese americane e per il mondo intero”. L’annuncio è stato dato dal senatore democratico, Harry Reid, leader della maggioranza in Senato: “Abbiamo raggiunto il compromesso per riaprire il governo”.

L’ultimo scoglio verso l’intesa finale è caduto con le parole del Senatore Ted Cruz, che ha gettato la spugna dichiarando di non essere intenzionato ad andare avanti con le manovre ostruzionistiche. Ad ammettere la sconfitta dei repubblicani è stato per primo John MacCain. “E’ una situazione molto, molto grave: i repubblicani dovrebbero capire che abbiamo perso la battaglia”, ha detto l’ex avversario di Obama, sottolineando – riferendosi alla strategia di bloccare la riforma sanitaria di Obama – che “come avevo predetto settimane fa non avremmo potuto vincere perché stavamo chiedendo qualcosa che non era alla nostra portata, non era raggiungibile”.

Le indiscrezioni sull’accordo in arrivo hanno fatto volare Wall Street, con il Dow Jones schizzato di oltre 200 punti a quota 15.371. Gli investitori tornano quindi a sorridere dopo che, martedì sera, l’agenzia di rating Fitch aveva messo sotto osservazione la tripla A degli Stati Uniti, in vista di un possibile downgrade per lo stallo legato allo shutdown e all’innalzamento del tetto del debito.

Il lungo braccio di ferro tra Obama e l’ala repubblicana del Congresso ha però pesato significativamente sull’economa americana. La conferma è arrivata nei giorni scorsi dal ministero del Lavoro, che ha segnalato 15mila nuove richieste di sussidi di disoccupazione dal settore privato, soprattutto nel turismo. Al punto che alcuni Stati hanno deciso di rimediare alla mancanza di fondi federali pagando di tasca propria lo stipendio di alcuni dipendenti pubblici, tra gli 800mila lasciati a casa dal primo ottobre, per fare ripartire l’economia. Hanno riaperto così i battenti la Statua della Libertà di New York, il Grand Canyon e alcuni grandi parchi.