“Con Vladimir Putin è tornata la retorica anti-americana”. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non le manda a dire. Spiega così l’annullamento del vertice tra Usa e Russia“Non è solo per la vicenda Snowden – ha spiegato Obama – non è strettamente punitivo”. C’erano dissensi su diverse questioni, come la situazione della Siria e dei diritti umani in Russia. ”Ci sono sempre state alcune tensioni con la Russia sin dal crollo dell’Urss – ha proseguito il presidente americano – Ma negli ultimi anni con Medvedev ci sono stati dei progressi”Insomma, “con la Russia è bene prendere una pausa e ricalibrare i nostri rapporti”. Obama precisa di non avere “una cattiva relazione personale con Putin: le nostre conversazioni sono spesso produttive e costruttive”. Tuttavia attribuisce al capo del Cremlino una maggiore propensione alla “retorica anti-americana” rispetto al suo predecessore (e attuale primo ministro) Dmitri Medvedev. Quanto a quel riferimento ai diritti umani il presidente statunitense ribadisce, per esempio, le proprie critiche alla legge russa che vieta la propaganda per le relazioni sessuali non tradizionali, anche se non ritiene che non sia appropriato boicottare le prossime Olimpiadi invernali in programma a Soci, nel sud della Russia. A gettare acqua sul fuoco è il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, secondo il quale la concessione dell’asilo temporaneo in Russia a Snowden, l’ex analista di Cia e Nsa, non produrrà alcuna nuova guerra fredda Russia-Stati Uniti. “E’ chiaro – ha tagliato corto – che non c’è da attendersi una guerra fredda: il dossier Snowden non incide sulle grandi linee delle relazioni”.

Il caso Snowden non è il solo motivo alla base della cancellazione dell’incontro con il capo di Stato russo, ma Obama ne parla in termini anche netti. “L’America – dice – non è interessata a spiare le persone comuni. Lavorerò con il Congresso: i programmi di sorveglianza possono e devono essere più trasparenti”. Il presidente Usa lancia quindi una task force per studiare la questione dei controlli di sorveglianza da parte della Nsa, contestati da tante organizzazioni a tutela dei diritti civili. “Ho chiesto una revisione del nostro programma di sorveglianza” perché è necessario trovare un equilibrio fra sicurezza e libertà”. Sarà un piano di revisione in quattro punti, per accrescere la trasparenza.  Una riforma che arriverà al cuore della difesa dello Stato, visto che si lavorerà – nel Congresso – per riformare il Patriot Act, la legge antiterrorismo dopo l’11 settembre. In particolare, si punta ad avere nuove regole per avere una maggiore controllo e trasparenza al momento di raccogliere registrazioni telefoniche. Obama ha peraltro parlato anche di Al Qaeda: il nucleo centrale che ha compiuto gli attacchi del 2001, ha affermato, è stato decimato ed è debole, ma le organizzazioni regionali, come nella penisola araba, sono una minaccia e possono uccidere, colpendo per esempio le ambasciate. Da qui le allerte dei giorni scorsi.

Infine il caso Datagate. La fuga di notizie ad opera di Edward Snowden, prosegue il presidente americano, ha “provocato una revisione del programma di sorveglianza della Nsa più rapida e più appassionata”. Ma questo non vuol dire considerare l’ex agente “un patriota”. Piuttosto va ritenuto qualcuno sulla cui testa “pendono gravi accuse criminali”: “Se è convinto di aver fatto la cosa giusta, come ogni americano può venire qui a difendersi in tribunale”. Obama comunque rassicura gli americani: devono avere fiducia nei programmi di sorveglianza del governo. Così i giornalisti chiedono perché servano nuove regole, se è tutto ok: “L’attuale programma di sorveglianza della Nsa non compie abusi – ha risposto Obama – Su questo c’è la massima fiducia. Tuttavia, la riforma serve a evitare che se ne compiano in futuro”.