Cécile Kyenge ha detto basta. Dopo gli insulti a ripetizione ricevuti da esponenti della Lega Nord, il ministro dell’Integrazione ha imposto un ultimatum: “Se Maroni non fermerà gli attacchi dei militanti della Lega non parteciperò alla conferenza prevista in occasione della Festa della Lega Nord a Milano Marittima (Ravenna) il 3 agosto”. Una presa di posizione a cui è seguita la risposta del segretario nazionale del Carroccio: “Mi auguro che venga alla nostra festa, la chiamerò per dirle la vera posizione del nostro partito e confermarle l’invito”.

La dichiarazione è arrivata a Roma, in occasione della presentazione del Piano nazionale d’azione contro il razzismo che sarà presentato a novembre in Consiglio dei ministri. L’ultimo episodio risale a domenica 29 giugno, quando invitata dal Comune di Cantù (Como) dal sindaco di Varese Attilio Fontana, è stata accolta da due consiglieri leghisti usciti per protesta dal luogo dell’incontro. “E’ il ministro del nulla ed è stata scelta solo perchè nera”, hanno spiegato i due a margine. 

Parole e comportamenti che hanno scatenato la prima reazione del ministro all’integrazione. “Pur avendo idee diverse”, ha spiegato, le persone e le forze politiche si devono “confrontare sulle idee e non attraverso insulti o pure e semplici sceneggiate come quella avvenuta ieri presso l’area consiliare del Comune di Cantù. La mia disponibilità al dialogo – ha aggiunto il ministro – è sempre stata piena e convinta, non rifuggendo a nessun confronto, anche aspro, ma sempre nel pieno rispetto dell’altro. Con questo spirito ho accettato volentieri di confrontarmi con il governatore Zaia alla Festa della Lega Nord dell’Emilia Romagna. Ma ritengo che io possa mantenere questo impegno solo se fin da subito il segretario nazionale della Lega Nord, Roberto Maroni, faccia appello ai suoi militanti, ai suoi dirigenti affinché cessino immediatamente questi continui attacchi alla mia persona, attacchi che oltre a ferire la sottoscritta, feriscono la coscienza civile della maggioranza di questo Paese. Se questo non avverrà, o se da qui ai giorni che ci separano all’appuntamento di Milano Marittima, continueranno attacchi contro la mia persona di pari virulenza, mi troverò costretta a declinare l’invito”.

E nonostante la rabbia e il fastidio espressi per gli ultimi episodi, il ministro all’integrazione difende il Paese: “Gli italiani non sono razzisti. L’Italia è soffocata però da alcune voci che urlano più forte. Ognuno di noi deve dare un contributo alla creazione di un clima sereno in cui è possibile un confronto fra le diverse persone. Per questo chiedo l’intervento del leader del primo partito dal quale sono aumentati gli attacchi nei miei confronti”. E aggiunge: “E’ necessario un cambiamento culturale -prosegue Kyenge- alcuni atti di razzismo sono aumentati a causa della paura della diversità. Ecco perchè c’è bisogno di una campagna di conoscenza dell’altro”. Alla domanda dei giornalisti se ha mai pensato di dimettersi dal suo incarico, il ministro Kyenge non esita e ribadisce “non l’ho mai pensato nemmeno per un solo attimo“.

Se per ora Roberto Maroni tace, all’intervento del ministro risponde il vicepresidente dei deputati della Lega Nord, Gianluca Pini. È lui ad avere invitato Kyenge alla Festa della Lega Nord a Cervia, il 3 agosto per un dibattito sull’immigrazione insieme a Luca Zaia. “Mi auguro che la ministro Kyenge vorrà confermare la sua presenza perché è proprio nei momenti in cui lo scontro diventa più duro e difficile che non va abbandonata la strada del confronto, sempre se si convinti delle proprie idee” ha detto Pini.

“Come ho già avuto modo di spiegarle anche di persona – ha aggiunto Pini – da noi certamente affronterà un confronto serio e magari spigoloso sui temi, ma sempre accompagnato dalla massima educazione e ospitalità. Per quanto mi riguarda, e per quanto di mia competenza, non solo non è mai arrivato un insulto o un’offesa al ministro Cecile Kyenge da nessuno dei miei militanti, ma sono arrivate nette parole di condanna, sempre e senza riserve. Degli altri non posso risponderne, posso solo rammaricarmi del fatto che qualcuno cerchi di mantenere alta la tensione sulla forma per non entrare nei contenuti”.

Anche gli organizzatori della kermesse del Carroccio fanno sapere che le loro porte restano aperte, ed escludono proteste o attacchi razzisti da parte dei militanti. “Avremo un servizio d’ ordine e stiamo lavorando per la migliore riuscita della festa, ma sono certo che non ci sarà alcun problema di ordine pubblico” assicura Jacopo Morrone, segretario provinciale della Lega Nord a Forlì. “Non rispondiamo per le parole e i gesti di altre persone. Noi non abbiamo mai offeso nessuno, e qui son benvenuti esponenti di qualunque parte politica. Quello di sabato, se il ministro verrà partecipare, sarà un confronto democratico e civile”.