Una piazza Tahrir di fuochi d’artificio e bandiere accoglie l’annuncio in tv della road map da parte del ministro della Difesa egiziano Abdel Fattah el Sissi. Sospensione della costituzione, poteri presidenziali al presidente della corte costituzionale e governo di tecnici sono i prossimi passi. Le forze armate, ha aggiunto il ministro e capo dei militari : “hanno provato in tutti i modi a promuovere la riconciliazione nazionale negli ultimi mesi e a novembre hanno chiesto il dialogo nazionale, ma il presidente Mohamed Morsi ha respinto la richiesta. In particolare il discorso pronunciato ieri da Morsi non andava incontro alle richieste del popolo e i militari gli hanno spiegato che si oppongono a ogni tentativo di diffamare lo stato”. 

Si è definitivamente allontanata una soluzione “pacifica” per la crisi dopo la scadenza dell’ultimatum dei militari alle forze politiche e al presidente. Una fonte citata da Ahram online afferma che Morsi è stato informato dai militari di non essere più presidente dell’Egitto alle 19.00. In serata il presidente ha diffuso un tweet in cui chiede di “evitare spargimenti di sangue ed evitare passi indietro”. Durante la giornata, il presidente aveva chiesto all’esercito di fare un passo indietro e aveva ribadito di non accettare diktat, ma secondo una tv egiziana sarebbe già agli arresti domiciliari. Sulla sua pagina Facebook poco prima aveva postato un comunicato nel quale ribadiva che “violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia” e apre ad un governo di coalizione per arrivare alle prossime legislative e alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della costituzione da sottoporre al nuovo parlamento. Per ora la notizia non trova conferme ufficiali, l’esercito ha annunciato un comunicato “quando sarà il momento”. In piazza Tahrir i manifestanti festeggiano.


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Cronaca della giornata

 

Ore 23.21 – Morsi in video: “Io sono il Presidente eletto”
”Io sono il presidente eletto dell’Egitto”, ha detto Mohamed Morsi in un video registrato diffuso mercoledì sera, con immmagini instabili e di cattiva qualità. Il leader ha “chiesto al popolo di difendere la legittimità”. 

Ore 22.14 – Usa: “Il presidente metta gli interessi del popolo davanti ai suoi”. Eric Cantor, leader dei repubblicani alla Camera, esorta il leader egiziano appena deposto ad agevolare questa difficile transizione, riconoscendo come “l’esercito, in passato partner chiave degli Stati Uniti, forza di stabilizzazione della regione, sia forse l’unica istituzione nazionale ad avere credibilità oggi in Egitto”. Per Cantor, il popolo egiziano ha chiarito che il governo dei Fratelli Musulmani del presidente Morsi “ha minacciato la democrazia pluralistica per il quale è stato eletto due anni fa. Come ha detto il presidente Obama – conclude Cantor – la democrazia è qualcosa che va oltre le elezioni. E ‘importante che i leader dell’Egitto ascoltino il loro popolo che chiede un processo democratico trasparente e pluralistico, e che questa volontà sia rispettata”.

Ore 21.55 – Il capo dei ribelli: “La rivoluzione per pane, giustizia e libertà”. ‘L’Egitto e’ la patria di tutti,nessuno escluso. Continuiamo la nostra rivoluzione per pane, libertà e dignità umana”. Lo ha detto Mahmoud Badr, portavoce del movimento dei Ribelli Tamarod, nell’annuncio in tv della road map che ha di fatto deposto Mohamed Morsi.

Ore 21.44 – Tweet di Morsi: “Rispettate la legge”. Il presidente “sollecita civili e militari a rispettare la legge e la costituzione a non accettare il golpe che riporta indietro l’Egitto”. E’ quanto si legge su un tweet diffuso dalla presidenza egiziana nel quale Morsi invita tutti a evitare spargimento di sangue.

Ore 21.34 – Il gran imam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e il capo della chiesa copta Tawadros danno il loro appoggio. I leader hanno preso la parola dopo il ministro della difesa egiziano per dare il loro sostegno alla road map. Il primo ha sostenuto la convocazione di elezioni presidenziali anticipate mentre Tawadros ha assicurato che tutti “saranno protetti”.

Ore 21.15 – Il ministro della Difesa annuncia governo tecnico. Piazza Tahrir e’ letteralmente esplosa di gioia all’annuncio del ministro della Difesa della road map per regolare la transizione verso nuove elezioni presidenziali. Fuochi d’artificio a raffiche hanno illuminato la piazza stracolma di manifestanti. La Costituzione egiziana è sospesa e il presidente della Corte Costituzionale è nominato presidente ad interim, con l’incarico di adottare “dichiarazioni costituzionali” durante il periodo di transizione. 

Ore 20.19 – Religiosi e opposizione: “A breve annuncio road map”. Il gran imam di al Azhar, il papa Tawadros II e il portavoce delle opposizioni Mohamed El Baradei, si rivolgeranno al popolo egiziano in presenza di quadri militari e responsabili del movimento dei Ribelli per annunciare l’accordo raggiunto durante l’incontro con i vertici delle forze armate sulla road map proposta per uscire dalla crisi politica attuale, che comprende le tappe future “per una corta fase transitoria seguita da elezioni presidenziali e parlamentari”. Lo annuncia l’agenzia Mena.

Ore 20.07 – Il ministro Mauro: “Situazione molto preoccupante”. La situazione in Egitto è “molto preoccupante” ed esiste il rischio che l’instabilità nei paesi della sponda sud del Mediterraneo possa durare “molti anni”. Lo dice il ministro della Difesa Mario Mauro intervenendo alla trasmissione di Radio 1 ‘Zapping’. Prima “la Tunisia, poi la Libia, la Siria, la Turchia, l’Egitto: è un concentrarsi di speranze – afferma Mauro – che debordano in corto circuito istituzionale e costituzionale, paventando sempre più i rischi di una guerra civile”. C’è dunque una forte “instabilità con cui dobbiamo fare i conti” e di cui con gli altri paesi della comunità internazionale “dobbiamo farci carico, che durerà probabilmente molti anni”. Alla domanda se la situazione possa rappresentare un rischio per la sicurezza del nostro paese, Mauro ha sottolineato che nel 1989 l’Italia aveva la maggior parte delle forze armate schierate nel nord est, mentre ora la maggioranza dei militari si trova al sud. E questo perché “c’è la piena consapevolezza che sarà il tema del mediterraneo quello al centro dei prossimi anni”.

Ore 20.04 – Cnn: “Morsi tagliato fuori da decisioni politiche”. Il presidente egiziano Mohamed Morsi “non fa più parte del processo decisionale e non è più in condizioni di assumere alcuna decisione politica”: lo scrive – secondo quanto riferisce la Cnn – il principale quotidiano egiziano al Ahram, citando un alto funzionario. Una decisione – sostiene – è stata poi presa “per impedire ai leader legati all’attuale regime di viaggiare all’estero fino a quando il comando generale delle Forze Armate non avrà finito di elaborare l’attesa dichiarazione”.

Ore 19.46 – Fratelli Musulmani: “Morsi in sede Guardia Repubblicana”. Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, si troverebbe al momento all’interno della sede della Guardia Repubblicana, al Cairo. Lo ha rivelato Amr Zaki, vicesegretario generale dei Fratelli Musulmani, citato dalla ‘Bbc’ in arabo. Secondo il sito del quotidiano ‘Egypt Independent’, l’edificio è stato isolato dall’esercito con filo spinato e barricate.

Ore 19.31 – Cnn: “Filo spinato intorno al palazzo presidenziale”. Il palazzo dove lavora il presidente egiziano Morsi, al Cairo, è stato isolato e circondato con barriere e filo spinato. Lo riporta la Cnn. I militari avrebbero anche bloccato l’accesso alla zona della capitale dove è in corso un raduno dei sostenitori del presidente.

Ore 19.30 – Usa: “Morsi deve fare di più”.  Il presidente Morsi deve fare dipiù per rispondere alle preoccupazioni del popolo egiziano”. Lo afferma il Dipartimento di Stato Usa. “Gli Stati Uniti sono molto preoccupati per la situazione in Egitto: una soluzione politica pacifica è l’opzione migliore.’Non possiamo confermare seeffettivamente in Egitto sia in corso un colpo di Stato”.

Ore 19.28 – Scontri al nord del Cairo: 10 feriti. Almeno 10 persone sono rimaste ferite negli scontri tra sostenitori e oppositori del presidente Mohamed Morsi scoppiati nel governatorato di Kafr El-Sheikh, a nord del Cairo. Lo ha riferito il sito web del quotidiano in lingua araba ‘Ahram’.

Ore 18.51 – Portavoce Fratelli Musulmani: “Non sappiamo dove sia” – ‘Non sappiamo dove sia”: così Gehad el Haddad, portavoce dei Fratelli Musulmani e consigliere del presidente egiziano, ha risposto alla reporter della Cnn che gli chiedeva che fine avesse fatto Mohamed Morsi. “Sono stati tagliati tutti i contatti con lui”, ha detto el Haddad.

Ore 18.49 – Esercito vicino al palazzo presidenziale. Blindati e forze speciali sistanno dispiegando nella zona attorno al palazzo presidenziale di Ittahadeya per impedire che ci siano contatti fra i manifestanti anti Morsi che protestano davanti al palazzo e i pro, che sono davanti alla moschea di Rabaa el Adaweya, che dista qualche chilometro. Lo riferiscono fonti della sicurezza.

Ore 18.48 – Usa: “Crisi egiziana sia risolta con mezzi politici”. La crisi egiziana ”va risolta con mezzi politici”: è l’appello lanciato dagli Usa in queste ore di grande confusione al Cairo. “Gli Stati Uniti – ha ribadito quindi il portavoce del Pentagono, George Little – non sostengono alcun gruppo o partito”.

Ore 18.19 – Portavoce di Morsi su Fb: “Non può esserci golpe senza spargimento di sangue”. “Diamo il giusto nome a quello che sta succedendo: golpe militare”, ha scritto sulla sua pagina Facebook Essam el-Haddad, che è consigliere di Morsi per le Relazioni internazionali. “In questi giorni a fronte di una forza popolare così imponente, non può esserci alcun golpe militare senza un enorme spargimento di sangue. Chi di voi è pronto a sostenere questa vergogna? Ci sono ancora persone in Egitto che credono nel loro diritto di fare una scelta democratica. Centiania di migliaia di loro si sono radunati a difesa della democrazia e della presidenza. E non molleranno, di fronte a questo attacco. Per fermerli, bisognerà usare la violenza. Potrà venire dall’esercito – ha continuato – dalla polizia o da mercenari. In ogni caso, sarà un enorme massacro. E il messagio risuonerà forte e chiaro in tutto il mondo musulmano: la democrazia non è per i musulmani”. Il dirigente dei Fratelli Musulmani ha evocato quindi il fantasma dell’Afghanistan e dell’Iraq. “Chi legge questa pagina – ha scritto – conosce il prezzo che il mondo continua a pagare per la guerra in Afghanistan e in Iraq. Ma l’Egitto non è né l’Afghanistan né l’Iraq. Il suo valore simbolico e il suo impatto sono molto più significativi”. Quindi el-Haddad ha attaccato l’opposizione, accusandola di aver rifiutato l’appello al dialogo rivoltole da Morsi nei mesi scorsi. “Ora il presidente non è tenuto ad assecondare le loro richieste – ha scritto su Facebook – In una democrazia ci sono conseguenze molto semplici per quello che vediamo oggi in Egitto: il presidente perde le prossime elezioni o il suo partito è penalizzato alle prossime parlamentari”. Un attacco infine ai governi e alla stampa stranieri: “Il silenzio di tutte queste voci di fronte a un golpe militare in corso – ha scritto – è ipocrita e gli egiziani, gli arabi e i musulmani non dimenticheranno questa ipocrisia”.

Ore 18.15 – Portavoce Fratellanza su Twitter: “I carri armati sulle strade”. ‘‘E’ in corso un vero e propriogolpe militare in Egitto. I carri armati si stanno muovendo nelle strade”. Lo twitta il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad con l’hashtag #SaveEgypt.

Ore 18. 12 – Fonti sicurezza: “Per Morsi divieto di espatrio”. Il presidente egiziano Mohamed Morsi è oggetto di un divieto di espatrio in una lista, riferiscono fonti della Sicurezza all’aeroporto del Cairo, insieme alla guida spirituale della Fratellanza Mohamed Badie e importanti leader della Fratellanza come Khairat el Shater, Essam Sultan e Mohamed el Beltagui.

Ore 18.12 – Fratelli Musulmani: “Abbiamo rifiutato incontro con forze armate”. Il partito Libertà e Giustizia, braccio politico dei Fratelli Musulmani, era stato invitato dalle Forze armate egiziane a un incontro con i leader dei partiti di opposizione, ma ha rifiutato l’invito. Lo ha detto Gehad el-Haddad, uno dei portavoce della Fratellanza, citato dal sito di al-Masry al-Youm. All’incontro, svoltosi nel pomeriggio, ha invece preso parte Mohamed el Baradei, scelto come portavoce dalla coalizione delle forze che sostengono la campagna anti-Morsi ‘Tamarod’.

Ore 18.04 – Portavoce Morsi smentisce a Bbc arresti domiciliari. La notizia sugli arresti domiciliari per il presidente Morsi, diffusa dalla tv privata egiziana ‘al-Hayat’, tuttavia, è stata subito smentita da una dichiarazione di un portavoce di Morsi alla ‘Bbc’.

Ore 18.01 – Elicotteri militari sorvolano piazza Tahrir – Elicotteri militari stanno sorvolando piazza Tahrir, a circa un’ora dopo lo scadere dell’ultimatum imposto dai militari al presidente egiziano Mohamed Morsi. Il consigliere della sicurezza nazionale di Morsi ha detto che il golpe militare è iniziato. Secondo la tv indipendente el Hayat, il presidente Morsi è stato posto agli arresti domiciliari dai militari nella sede della Guardia repubblicana al Cairo. La notizia, data dalla tv con un flash in sovraimpressione, al momento non trova conferme ufficiali. 

Ore 17.55 – Al Arabyia: “Divieto di espatrio per Morsi”.  Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, sarebbe stato colpito da divieto di espatrio. Lo hanno riferito fonti della sicurezza, citate dalla tv ‘al-Arabiya’. Secondo le fonti, oltre al capo di Stato, sarebbero stati colpiti dal provvedimenti altri esponenti della Fratellanza.

Ore 17.53 – Tv egiziana: “Morsi agli arresti domiciliari”. Il presidente egiziano Mohamed Morsi è stato posto agli arresti domiciliari dai militari nella sede della guardia repubblicana al Cairo. Lo ha annunciato con un flash in sovraimpressione la tv indipendente el Hayat. La notizia, al momento, non trova conferme ufficiali.

Ore 17.51 – Fratelli Musulmani: “Iniziato il colpo di Stato”

Ore 17.47 – Reuters: “Iniziato il colpo di Stato”. Il consigliere della sicurezza nazionale del presidente egiziano Mohamed Morsi ha detto che il golpe militare è iniziato (Reuters)

Secondo Al Arabiya, che cita fonti della sicurezza, carri armati sono stati schierati davanti alla sede della tv di Stato e il personale che non sta lavorando alle dirette è stato evacuato. Il capo dell’esercito egiziano, Abdel Fattah al-Sissi, ha incontrato con il leader del fronte di salvezza nazionale di opposizione, Mohamed el Baradei, i capi religiosi e i rappresentanti dei partiti islamisti, tra cui quello del presidente Morsi. Che per il suo portavoce “è meglio che muoia per difendere la democrazia piuttosto che sia condannato dalla storia”. Piazza Tahrir (foto da Twitter) già gremita di persone. 

Intanto nelle ore precedenti, scontri tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi si sono registrati nella notte vicino all’Università del Cairo, a Giza:23 morti e 200 feriti il bilancio delle violenze scoppiate prima del discorso di Morsi, che – rivendicando la propria legittimità – aveva detto in un discorso televisivo che non avrebbe fatto alcun passo indietro. Dall’inizio delle proteste contro il presidente, eletto lo scorso anno, si parla di almeno 30 morti e più di 1.400 feriti. Nel suo discorso di ieri notte, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum dei militari, Morsi aveva  detto di essere pronto a sacrificare la sua vita come “prezzo per la legittimità”. Il presidente aveva chiesto ai militari di ritirare l’ultimatum di “48 ore” lanciato due giorni fa alle forze politiche per trovare un’intesa e “soddisfare tutte le richieste dei cittadini”. Morsi aveva anche accusato il “vecchio regime di non volere la democrazia”.

“Giuriamo che sacrificheremo anche il nostro sangue per l’Egitto e la sua gente, per difenderla dai terroristi, dagli estremisti e dai pazzi”, si leggeva sulla pagina Facebook del Consiglio supremo delle Forze armate egiziane (Scaf), guidato dal ministro della Difesa e capo di Stato maggiore, generale Abdel Fattah al-Sissi. Gli attivisti della campagna Tamarod che da giorni portano in piazza in Egitto milioni di persone contro Morsi avevano chiesto alla Guardia repubblicana di “arrestare” il presidente egiziano Mohamed Morsi, espressione dei Fratelli musulmani. “L’unica risposta al discorso di Mohamed Morsi è protestare in strada, scendere in strada in milioni, a partire da oggi, in modo che Morsi e il suo gruppo sentano la voce del grandioso popolo egiziano – si legge in un comunicato degli attivisti di Tamarod – Non solo chiediamo la sua uscita di scena, ma chiediamo anche che venga sottoposto a processo insieme al suo gruppo. Chiediamo alla Guardia repubblicana di arrestare Mohamed Morsi e di mandarlo immediatamente a processo”.