Dopo l’incontro con il premier Enrico Letta, Silvio Berlusconi vede il presidente della Repubblica. Nel colloquio al Quirinale tra il leader del Pdl e Giorgio Napolitano è stato confermato “il netto orientamento” dell’ex presidente del Consiglio di “confermare il sostegno suo e del Pdl al Governo e all’azione che è impegnato a svolgere”. Il capo dello Stato, spiegano fonti del Quirinale, ha voluto sentire l’orientamento e le valutazioni dell’onorevole Berlusconi sugli sviluppi e le prospettive del quadro politico, anche all’indomani delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolto. Il Cavaliere è stato condannato a 7 anni per concussione e prostituzione minorile.

 

“Non ho mai fatto mancare il mio sostegno al governo e anche stavolta sarò responsabile, ma mettetevi nei miei panni, sono 20 anni che mi perseguitano”. Questo, in sintesi, il ragionamento che Silvio Berlusconi avrebbe fatto oggi al Colle. Durante il colloquio con Giorgio Napolitano, secondo fonti parlamentari del Pdl, il Cavaliere avrebbe parlato dei suoi processi e della tenaglia giudiziaria che lo sta massacrando. Il 27 giugno ci sarà l’ultimo atto del Lodo Mondadori e si aprirà a Napoli l’udienza preliminare del processo sulla cosiddetta compravendita dei senatori. Due appuntamenti delicati che agitano il sonno del leader azzurro, convinto che ormai l’unico scopo di certi pm politicizzati è quello di farlo fuori. Berlusconi si sarebbe lamentato del clima di persecuzione giudiziaria nei suoi confronti e si sarebbe appellato alla saggezza del Colle. In particolare, il Cav avrebbe sottolineato che la sentenza della Consulta su Mediaset costituisce un precedente pericoloso e questo potrebbe culminare in un conflitto tra i poteri dello Stato. L’ex premier avrebbe poi rassicurato Napolitano che terrà separate le sorti del governissimo dalle sue vicende giudiziarie, ma incalzerà Letta sui provvedimenti economici, soprattutto quelli targati Pdl, come l’Iva e l’Imu

”Non credo che Silvio Berlusconi abbia chiesto nulla a Giorgio Napolitano. Il presidente del Pdl si muove come leader politico della maggioranza degli italiani” ha detto Angelino Alfano nel corso della registrazione di ‘Porta a Porta’. “La sua – ha aggiunto il segretario del Pdl – è una agenda politica immensaDel resto il presidente della Repubblica è un presidio di saggezza e un capitano che ha avuto la capacità di traghettarci da una legislatura all’altra. Berlusconi si è dimostrato, ancora una volta, un uomo con un profondo senso dello Stato. Ha avuto la forza di separare la sua e la nostra profonda indignazione per una sentenza ingiusta e incredibile, dalla vita del governo e delle istituzioni. Non so quanti avrebbero trovato questa forza e dignità per fare una scelta di questo genere – ha proseguito il ministro dell’Interno e vice premier -. Qui non si tratta di avere la tentazione di staccare la spina. Qui c’è un’intera area politica che si è schierata come un monolite intorno al proprio leader. Io continuo a credere e a sperare che a Roma ci sia un giudice perché le sentenze Mediaset e Ruby descrivono un uomo che non è quello che noi tutti abbiamo conosciuto e apprezzato in questi anni”.

Secondo il segretario del Pdl “sarebbe stata per noi una reazione naturale dire che non si può stare nel governo mentre un ordine dello Stato, come i giudici, considera il nostro leader come un uomo da mandare in prigione. Invece non abbiamo compiuto questa scelta perché la nostra bussola mette prima l’esperienza di governo. Il governo – è stata la risposta – c’entra eccome. In molti hanno avuto la tentazione di suggellare la propria indignazione tornando alle urne, ma a questa scelta si è opposto fin qui proprio Berlusconi, che la maggior parte degli italiani considera un perseguitato”.