“Preoccupazione” per le manifestazioni di protesta che stanno attraversando tutto il Paese, ma anche l’invito a “non fare speculazioni politiche e a tirare conclusioni affrettate”. Il segretario generale della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho e la presidente Dilma Rousseff prendono posizione sugli scontri tra cittadini e polizia seguiti alle nuove manifestazioni di protesta contro l’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici e contro le faraoniche spese per l’organizzazione dei grandi eventi sportivi, i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016, che hanno animato in queste ore le piazze di diverse città del Brasile.

La preoccupazione principale del governo è rappresentata dal fatto che le manifestazioni sono “diffuse e crescenti” in tutto il Brasile, “senza una leadership specifica e per diverse motivazioni”. Carvalho ha annunciato che il governo dialogherà con i movimenti di protesta ma ha aggiunto che “non mancherà di garantire la legge e l’ordine, anche se in maniera pacifica e negoziata”. “La democrazia è così, la dittatura è facile”, ha aggiunto.

Decine di migliaia di persone intanto, in maggioranza studenti, sono scese in piazza per manifestare in almeno undici città. Le manifestazioni più imponenti sono state promosse a San Paolo, Rio de Janeiro e nella capitale Brasilia mentre per il momento si segnalano incidenti solo a Belo Horizonte, dove si è giocata la partita di calcio Nigeria-Tahiti, valida per la Confederations Cup. Squadre antisommossa della polizia militare hanno usato pallottole di gomma e gas lacrimogeni per disperdere la folla che tentava di avvicinarsi allo stadio ‘Mineirao’.

A San Paolo, dove il 13 giugno scorso ci sono stati duri scontri tra la polizia e i manifestanti, circa 30mila giovani sono scesi nuovamente in strada per manifestare, dopo essersi dati appuntamento sui social network.

Anche a Rio de Janeiro, dove ieri si sono registrati incidenti nella zona attigua allo stadio Maracanà prima dell’inizio della partita Italia-Messico, alcune migliaia di giovani – 10mila secondo la polizia – hanno invaso le strade del centro. In tutte le città, i giovani indossano fasce con la scritta ‘La rivolta dell’aceto’: i manifestanti usano infatti l’aceto per mitigare gli effetti del gas lacrimogeno lanciato dalla polizia.

A Brasilia, circa 5.000 giovani hanno invaso pacificamente le vie di accesso al parlamento innalzando cartelli contro l’aumento dei prezzi del trasporto pubblico in altre città del Paese e contro le spese sostenute dal governo per l’organizzazione della stessa Confederations Cup, antipasto dei mondiali del prossimo anno. La polizia ha circondato il parlamento per evitare rischi di irruzioni.

La presidente Dilma Rousseff è stata sonoramente fischiata nello stadio della capitale durante la cerimonia inaugurale della Confederations Cup.  ”Le proteste pacifiche sono legittime e sono proprie della democrazia. E’ prerogativa dei giovani manifestare”, ha detto la Rousseff, rompendo il silenzio del governo federale sulle manifestazioni di protesta. Il movimento ‘Copa pra quem’ (Il mondiale per chi?) accusa il governo federale di aver sfrattato migliaia di famiglie per far posto a parcheggi e nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo in occasione della rassegna iridata di calcio del prossimo anno.