Lo scorporo della rete fissa annunciato da Telecom Italia divide i concorrenti nel settore delle telecomunicazioni. “Non c’è unanimità di giudizio rispetto allo scorporo della rete annunciato dall’ex monopolista”, hanno affermato Vodafone, Fastweb e Tiscali nel corso del convegno Misura Internet organizzato dall’Autorità delle telecomunicazioni.

“Siamo assolutamente interessati a questo annuncio”, ha spiegato il presidente di Vodafone Italia, Pietro Guindani. “Ma per ora si tratta solo di una riorganizzazione interna e allo stato non sembra un’operazione in grado di modificare il contesto competitivo”, dove “Telecom concentra il 70% dei ricavi della telefonia fissa”. Decisamente più entusiasta il commento dell’amministratore delegato di Tiscali, Renato Soru, che dice di “leggere con molto piacere la possibilità di cooperare tutti in una società della rete”. Per Soru, infatti, “non ci sono risorse” per fare più di una rete, operazione che “non avrebbe senso”. Ragionamento opposto, infine, da parte del numero uno di Fastweb, Alberto Calcagno: “Il modello di un’unica rete e di vari operatori che la colorano con lo stesso servizio non ci entusiasma. Noi non abbiamo paura di investire, l’obiettivo è costruire l’infrastruttura più estesa possibile”.

Mentre il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Antonio Catricalà, ha avvertito che lo scorporo della rete di Telecom Italia “è un evento importantissimo“, spiegando come proprio per questo su tale operazione “si possono fare mille distinguo, si può cercare l’optimum, si può cercare la perfezione, ma intanto incoraggiamo quello che c’è, quello che viene dal mercato”. Intervenendo ad un convegno dell’Agcom (Autorità garante delle telecomunicazioni) su internet, Catricalà ha ricordato che sarà necessaria “una disciplina che assicuri la certezza degli investimenti, che riduca i rischi giuridici ed economici ad essi connessi”. In quest’ottica, il viceministro ha spiegato che non sarebbe una corretta declinazione di politica economica se “il governo intervenisse a dettare le regole di governance di questa società che certamente dovrà garantire la neutralità della rete e la parità nelle condizioni di accesso a tutti gli operatori”.

Intanto il presidente esecutivo di Telecom, Franco Bernabè, invia un’informativa ad Angelo Cardani, presidente dell’Agcom. Nel documento, come riporta il Corriere della Sera, in sostanza, il gruppo italiano propone la “separazione volontaria da parte di un’impresa verticalmente integrata” in un’apposita società, in vista di ingressi di nuovi azionisti e di una partecipazione del governo, attraverso la Cassa depositi e prestiti. In cambio, come risulta da alcune frasi di Bernabè, Telecom chiede all’authority un alleggerimento delle regole.

“Si dovrà tenere conto delle garanzie aggiuntive di piena parità di trattamento fornite dall’applicazione del modello di Equivalence of input”, spiega il presidente di Telecom. Garanzie che, “a parere dello scrivente”, dovrebbero assicurare una concorrenza effettiva e sostenibile e, quindi, il superamento di quei limiti concorrenziali posti alla base di misure asimmetriche. Ma restano ancora da chiarire alcuni aspetti tecnici dell’operazione, soprattutto per quanto riguarda la nuova societarizzazione della rete, con l’ingresso di altre società, tra cui la Cassa depositi e prestiti. Ancora da definire, inoltre, la struttura della governance che risulterà dallo scorporo.