L’istituto superiore della Sanità smentisce di aver dato indicazioni per vietare la sigaretta elettronica nei luoghi pubblici anche in Italia, proprio come accade in Francia. Il Consiglio superiore di sanità (Css), riunito per discutere a 360 gradi di regole sulle e-cig, esorta a vietarne l’uso nelle scuole, per non esporre i ragazzi a comportamenti che evochino il vizio del fumo. Ma chiede anche regole per la pubblicità, contro il rischio di induzione al tabagismo, e mantenimento del divieto di vendita ai minori di anni 18 di e-cig con presenza di nicotina.

Sono alcune indicazioni presenti nel parere del Consiglio Superiore di Sanità, reso oggi pomeriggio al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “in merito alla eventuale collocazione delle sigarette elettroniche contenenti nicotina tra i medicinali, pur in assenza di una esplicita destinazione d’uso in tal senso. Il Css nel proprio parere – si legge in una nota – “ha ritenuto che non vi siano, allo stato delle conoscenze, sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali ‘per funzione'”. Il parere degli esperti del Css, che è un organo consultivo del ministero, non hanno un valore vincolante.

Quello delle sigarette elettroniche è un business che sta riscuotendo successo soprattutto tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, fascia di età in cui gli ‘svapatori’ sono il doppio dei fumatori tradizionali (il 23,6% utilizza e-cig, l’11,6% fuma le classiche). Secondo un’ indagine dell’Istituto superiore di sanità insieme alla Doxa, due milioni di italiani hanno provato le sigarette elettroniche e e 500mila fumatori le utilizzano regolarmente (spesso abbinando elettronica e tradizionale). Dai numeri emerge però che solo il 10% di chi è diventato habituè della e-cig (in genere da non più di qualche mese) ha effettivamente detto addio al tabacco. Sei su dieci tra i consumatori abituali, invece, stanno riducendo (chi poco, chi drasticamente) il fumo delle sigarette tradizionali mentre c’è uno ‘zoccolo duro’, circa il 22%, che non ha cambiato le sue abitudini rispetto alle bionde e fuma le une e le altre. Peraltro aumentando la quantità di nicotina assunta, visto che il 95,6% per lo ‘svapatore’ sceglie il liquido che la contiene.