Un abbraccio bis tra i due Papi. Oggi pomeriggio Francesco ha accolto Benedetto XVI all’ingresso dell’ex monastero Mater Ecclesiae in Vaticano che da oggi è “casa Ratzinger”. Ai piedi della scaletta dell’elicottero che lo ha riportato nella Città leonina, il Papa emerito è stato salutato dal cardinale decano Angelo Sodano, dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone e dal presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Giuseppe Bertello. Con i tre porporati c’erano anche i numeri due della Segreteria di Stato, Angelo Becciu e Dominique Mamberti, e del Governatorato, Giuseppe Sciacca.

Francesco, invece, ha voluto accompagnare Benedetto XVI nella sua nuova casa spogliandosi da ogni tipo di formalità. Un gesto emblematico a indicare che i due vescovi vestiti di bianco sono “fratelli”, come aveva sottolineato proprio Bergoglio a Ratzinger nel loro primo incontro da Papi, il 23 marzo scorso a Castel Gandolfo. È proprio nella residenza estiva dei Pontefici che Francesco ha invitato Benedetto XVI a trascorrere i prossimi mesi estivi. Bergoglio, infatti, non la utilizzerà perché, dopo il viaggio di fine luglio a Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù, trascorrerà i mesi più caldi dell’anno in Vaticano.

Proprio come avevano fatto, un mese e mezzo fa, a Castel Gandolfo, i due Papi hanno pregato insieme nella cappella dell’ex monastero. Ratzinger, ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, “ora è lieto di rientrare in Vaticano, nel luogo in cui intende dedicarsi, come da lui stesso annunciato l’11 febbraio scorso, al servizio della Chiesa anzitutto con la preghiera”. Con il Papa emerito abiteranno monsignor Georg Gaenswein, suo segretario particolare e prefetto della Casa Pontificia, e le quattro Memores Domini che si prendono cura di Ratzinger fin dalla sua elezione.

Come vivrà da oggi Benedetto XVI? “Non ritorno alla vita privata – aveva spiegato il Papa tedesco ai fedeli nella sua ultima udienza generale – a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli – aveva sottolineato ancora Ratzinger – ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio”.

A Francesco il Papa emerito ha non solo rinnovato la sua “reverenza e obbedienza”, ma anche il suo impegno a continuare, in un modo diverso, a lavorare per il bene della Chiesa e dell’intera umanità. “Sono semplicemente un pellegrino – aveva spiegato ancora Benedetto XVI nelle ultime ore del suo pontificato – che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità”.

Ai cardinali che lo avevano eletto Papa e ai porporati ultraottantenni che non erano entrati in conclave Francesco aveva sottolineato che Benedetto XVI “in questi anni di pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il suo magistero, la sua bontà, la sua guida, la sua fede, la sua umiltà e la sua mitezza. Rimarranno un patrimonio spirituale per tutti. Il ministero petrino, vissuto con totale dedizione, – aveva proseguito Bergoglio – ha avuto in lui un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo”. “Lo accompagneranno sempre – aveva precisato ancora Francesco – la nostra fervida preghiera, il nostro incessante ricordo, la nostra imperitura e affettuosa riconoscenza. Sentiamo che Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario”.

Twitter @FrancescoGrana