Si chiama “Giornata di Alice” e cade il 25 aprile. Ma non ha nulla a che vedere con la Liberazione. I pedofili del Nord America pochi giorni fa hanno celebrato il giorno della “predisposizione”, promosso dalla Nambla (North American Man-Boy Amore Association) il sodalizio pedofilo che sta indignando il Paese intero, con proseliti anche in Europa, precisamente nella civile Olanda. L’organizzazione agisce negli Stati Uniti e raccoglie un elevato numero di militanti pro pedofilia. Più in particolare il loro obiettivo è l’abolizione dei limiti di età in materia rapporti sessuali, così da combattere la criminalizzazione di quegli adulti che praticano sesso con minori. Chiedono inoltre il rilascio di tutti gli uomini detenuti per questo tipo di reati.

La Nambla nasce nel 1978 come associazione senza personalità giuridica fondata da David Thorstad. E da subito ha suscitato le attenzioni delle forze dell’ordine. Nel dicembre 1977 la polizia ha fatto irruzione in una casa A Revere, un sobborgo di Boston: 24 uomini arrestati e incriminati per oltre cento imputazioni di stupro di ragazzi di età compresa tra otto e quindici anni. E nel 1995 hanno avviato un’operazione mirata, infiltrando nell’organizzazione che ha come basi logistiche San Francisco e New York alcuni agenti. Riuscì a entrare anche un giornalista, Mike Echols, autore del libro “ I Know My First Name is Steven”, e le sue osservazioni vennero pubblicate in quel libro-inchiesta del 1991, al pari di nomi, indirizzi e numeri di telefono di circa 80 membri del Nambla. Nel 2000 una coppia di Boston, Robert e Barbara Curley, citarono in giudizio Nambla per l’omicidio colposo del figlio. Secondo l’accusa, Charles Jaynes e Salvatore Sicari, poi condannati per aver ucciso il figlio della coppia, Jeffrey, lo avevano pedinato, torturato, ucciso e mutilato nell’ottobre 1997. A seguito di quell’azione legale nella sentenza venne scritto che “Nambla funge da canale per una rete sotterranea di pedofili negli Stati Uniti, che usano la loro associazione e contatti su Internet per ottenere e promuovere l’attività pedofila”.

Il giornalista Onell R. Soto, dalle colonne del San Diego Union-Tribune, nel febbraio 2005 scrisse: “Le forze dell’ordine e i professionisti della salute mentale sostengono che, mentre il numero dei soci di Nambla è basso, il gruppo ha un effetto a catena pericoloso attraverso la diffusione su Internet”. Sodali con il gruppo americano sono i parigrado olandesi del Martijn su cui tra l’altro la Corte d’appello di Leeuwarden, ribaltando la decisione di primo grado, ha stabilito che non può essere vietata la loro attività. Nonostante si tratti di un’associazione che promuove la pedofilia. Martijn è stata fondata nel 1982 nei Paesi Bassi con il chiaro scopo di legittimare le relazioni sessuali consensuali tra bambini e adulti. La Corte d’appello di Arnhem-Loivarnten ha ritenuto che le condanne precedenti di alcuni membri dell’organizzazione “per abuso” non potessero essere collegate con l’organizzazione stessa, che non ha mai commesso un crimine. Il testo e le immagini pubblicate sul sito web sono considerate legittime e per di più non vengono veicolati “consigli” su come ottenere rapporti sessuali con i bambini. Sostenendo il suo diritto alla libertà di espressione, l’organizzazione presieduta da Martin Ouitenmpogkart si era appellata contro il divieto e lo scioglimento del gruppo. Lo stesso leader commenta la sentenza con queste parole su twitter: “Per fortuna ci sono ancora giudici illuminati”. Ma il suo predecessore, Den Berg, era stato condannato nel 2011 a tre anni di carcere per possesso di fotografie, film e riviste di pornografia infantile.

Twitter: @FDePalo