I candidati alla presidenza della Camera e del Senato per il Movimento Cinque Stelle sono Roberto Fico e Luis Alberto Orellana. Ma la distanza tra Partito Democratico e Cinque Stelle resta immutata. “Finora la nostra proposta di corresponsabilità – spiega Pierluigi Bersani – non è stata raccolta dalle altre forze. Propongo dunque di votare domani sia alla Camera sia al Senato scheda bianca per continuare a lavorare ad un accordo”. Infatti è saltato anche l’incontro tra la delegazione dei democratici e quella dei deputati del Movimento in programma per domani. “Il Pd ci ha chiesto di rinviarla ma domattina è troppo tardi per questo abbiamo declinato l’invito”, spiegano i Cinque Stelle. Che confermano che voteranno solo i loro candidati.

Dopo la proposta di Bersani di astenersi domani sia alla Camera sia al Senato nell’elezione dei presidenti, l’assemblea dei senatori democratici si è chiusa senza interventi né voto. “Questa decisione – spiega il vice capogruppo uscente Luigi Zanda, che fa anche parte del gruppo di mediatori – rispecchia la volontà del Pd di cercare in tutti i modi e tempi possibili la soluzione più condivisa e ribadisce la linea espressa dai pontieri negli incontri con tutte le forze politiche”. Il Pd “crede fortemente” alla necessità di coinvolgere il Movimento Cinque Stelle “nell’avviamento della macchina democratica” conferma Davide Zoggia, un altro dei tre “diplomatici”. “Abbiamo riferito il senso delle riunioni con le altre forze politiche – ha continuato – che hanno avuto un esito positivo per quanto riguarda il metodo, e cioè la necessità di un coinvolgimento delle diverse forze politiche nell’avviare la macchina democratica”. L’accordo su tale coinvolgimento, però, ha proseguito Zoggia, “non si è manifestato ancora da parte di Movimento cinque stelle e di Scelta civica, che stanno decidendo in queste ore. Noi crediamo fortemente in questa impostazione – ha concluso Zoggia – ed è per questo, per favorire questo coinvolgimento, che probabilmente la giornata di domani non sarà decisiva per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato”.

Per contro il blog di Beppe Grillo traccia la linea: “In Italia è iniziata una rivoluzione legale – scrive Paolo Becchi – Forse riusciranno a fermarla, ma non con le voci delle loro Sirene. Ormai siamo in guerra e, se moriremo, lo faremo solo sul campo di battaglia delle prossime elezioni. E’ meglio un salto nel buio che un suicidio intellettualmente assistito”. 

In precedenza i Cinque Stelle avevano d’altronde ribadito il no a un accordo col Pd e la convinzione di scegliere e votare compatti i propri candidati per le presidenze di Camera e Senato. Il capogruppo a Palazzo Madama Vito Crimi lo ha specificato mercoledì su facebook e in un video postato su YouTube. Secondo quanto scrive Repubblica la rosa dei nomi tra cui sceglieranno i 5 Stelle è composta di quattro candidature per Palazzo Madama e dieci per la Camera. Dichiarazioni che erano arrivate dopo l’incontro coi pontieri democratici per discutere la presidenza delle Camere e il Pd in una nota “conferma di essere alla ricerca di un dialogo aperto perchè ciascuno prenda le proprie responsabilità di fronte al tema delle istituzioni e si arrivi se possibile ad una scelta condivisa”. Inoltre aggiunge che il partito “lavorerà non per l’autosufficienza, ma per una larga assunzione di responsabilità” e puntualizza anche che “l’informazione secondo la quale il Pd avrebbe già deciso di votare proprie candidature sia per la Camera, sia per il Senato, diffusa oggi anche dai Tg, non ha alcun fondamento”. 

Nella discussione entra infine anche il centrodestra. In particolare la Lega Nord: “Considerato il risultato elettorale – dice Roberto Calderoli in un’intervista alla Padania che uscirà domani – il Pd riconosca al Pdl la presidenza della Camera, rivendichi per sé stessa quella del Senato, dove Anna Finocchiaro è un candidato eccellente, e poi faccia ripartire il dialogo per l’individuazione di un presidente della Repubblica senza una tessera in tasca”.