E’ durato circa tre quarti d’ora il primo incontro tra Pd e Movimento 5 stelle sulle nomine dei presidenti di Camera e Senato. Dodici esponenti del M5S da una parte, in testa la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi. I tre pontieri del Pd – Calipari, Zanda e Zoggia – dall’altra. La formula molto più allargata scelta dal movimento ha obbligato il trasferimento dell’incontro dall’ufficio di Zanda alla sala del direttivo del gruppo del Pd.

Al termine dell’incontro, la delegazione del movimento si è riunita in un’aula del Senato per registrare un video nel quale è stato spiegato l’esito dell’incontro, mentre Luigi Zanda si è limitato a dire: “Non hanno chiesto la presidenza della Camera. Nell’assegnazione delle cariche non ci sarà alcuna prevaricazione da nessuno” – ha aggiunto – l’obiettivo è che nelle istituzioni parlamentari “tutti siano rappresentati adeguatamente”. I grillini “non hanno chiesto cariche, è stato un incontro rigoroso”, quanto a nomi “non ci siamo nemmeno avvicinati” all’argomento, ha detto ancora. Per Zanda si tratta comunque di un incontro positivo “in cui è emersa la condivisione di un obiettivo: la necessità di mettere in moto la macchina del Parlamento con un metodo nuovo.

Chiarimenti legittimi, quelli di Zanda, viste le dichiarazioni della stessa Lombardi prima dell’incontro: “Siamo la prima forza politica alla Camera, quindi ci aspettiamo che il voto dei cittadini venga rispettato”, aveva detto. Per poi però aggiungere: “Noi andiamo ad ascoltare”. La stessa Lombardi aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook un retroscena sull’organizzazione: “Abbiamo proposto ieri di fare l’incontro a porte aperte e alla presenza della stampa – ha scritto – ma il Pd ha declinato l’invito”. Ancora più critici alla vigilia gli altri componenti della delegazione: “Non ci aspettiamo che ci dicano nulla di diverso da quello che ci hanno detto – aveva detto il senatore Scibona – andiamo perché è giusto andarci”. E’ solo una formalità?hanno chiesto i cronisti. “Sì – ha risposto – assolutamente”. 

In realtà, anche se non formalmente, la richiesta di contare in uno dei due rami del Parlamento è di fatto arrivata dal Movimento 5 Stelle al Pd. Nel video, la capogruppo Lombardi ha ribadito il concetto del M5S primo partito in termini di voti anche se non di seggi. Dunque, è logica conclusione, il Movimento deve essere coinvolto nell’attribuzione delle cariche istituzionali.  “Abbiamo voluto evidenziare – ha detto la Lombardi nel video – che ci aspettiamo che all’interno della ricerca di queste figure si tenga conto del ruolo che i nostri concittadini hanno affidato alle forze politiche. Noi alla Camera siamo prima forza politica e anche al Senato siamo ben messi”.

Di nomi non ne sono stati fatti. Ma sui criteri il movimento ha insistito a lungo: competenza, alto profilo, moralità e soprattutto fedina penale pulita. Paletti su cui, hanno replicato dal fronte Pd, non ci sono certo divergenze. E un’intesa si è di fatto trovata anche sul metodo trasparente di confronto e condivisione per tutti i rapporti istituzionali. La riunione è stata, a detta di molti, distesa, con diversi interventi di esponenti dell’M5S. Al termine, il Pd aveva proposto di diramare un comunicato congiunto in cui tra l’altro si facesse riferimento al “bene per l’Italia”. La formula non è piaciuta a tutti e comunque alla fine l’Ms5 ha optato per il videomessaggio.


I parlamentari del Movimento 5 stelle decideranno domani quali nomi fare per la presidenza delle Camere. Domani, i deputati e i senatori a 5 stelle si vedranno nel primo pomeriggio a Montecitorio, forse nella Sala della Regina. “Nella serata di domani ci riuniremo e avremo i nostri nomi – ha spiegato la capogruppo – vedremo se la disponibilità e l’ascolto del Pd oggi dimostrato si tradurrà in nomi all’altezza”.  Il M5S si aspetta infatti che le altre forze politiche “rispettino la volontà dei cittadini e che i candidati che proporranno siano all’altezza del ruolo, siano di specchiata moralità, che abbiano profili di trasparenza etica e che non abbiano contribuito a portare il Paese dove siamo arrivati”. Questo saranno i candidati 5 Stelle, che aggiunge, non avranno problemi di “conflitto di interesse”.

Tra i nomi più chiacchierati da giorni, quello di Giulia Sarti, giovane deputata di 26 anni. Che però taglia corto: “No, sono troppo giovane”. Federica Daga, altra deputata di 36 anni, nega con altrettanta fermezza: “No, perché la mia missione è di fare leggi”. Entro giovedì i parlamentari M5S dovrebbero avere le idee chiare sui loro candidati, considerando che venerdì ci sarà la prima seduta del nuovo Parlamento e dal pomeriggio cominceranno le votazioni per i presidenti.